Finto poliziotto truffa anziana, arrestato in flagranza

Colpo da oltre 11mila euro a Busto Arsizio: bottino recuperato e restituito alle vittime

BUSTO ARSIZIO – Ha avuto vita brevissima il raggiro messo a segno da un 49enne italiano, pluripregiudicato e residente a Napoli, che nella giornata di martedì 17 marzo è riuscito a farsi consegnare oltre 11mila euro tra contanti e gioielli con la tecnica del “finto poliziotto”. L’uomo è stato arrestato in flagranza dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato cittadino, che hanno recuperato integralmente il bottino restituendolo alle vittime.

L’episodio si inserisce nel filone ormai noto delle truffe agli anziani, ma questa volta il piano si è interrotto sul nascere grazie all’intuito degli investigatori. Durante un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei reati predatori, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria hanno notato un uomo aggirarsi con fare sospetto nel centro cittadino. Un comportamento che ha spinto i poliziotti a seguirlo e monitorarne i movimenti.

Poco dopo è scattata la truffa. Mostrando un portatessera con una replica del distintivo della Polizia, il 49enne è riuscito a farsi aprire la porta di casa da una donna di 52 anni e dalla madre anziana. Nel frattempo, complici rimasti al telefono avevano già contattato la famiglia utilizzando numeri falsificati riconducibili alle forze dell’ordine, convincendo la donna a consegnare denaro e preziosi per evitare presunti problemi giudiziari.

La consegna è avvenuta, ma è durata pochi istanti. Gli agenti, che avevano seguito tutta la scena, sono intervenuti immediatamente bloccando il truffatore con ancora addosso il bottino: 750 euro in contanti e gioielli in oro per un valore complessivo di circa 11mila euro.

Per l’uomo, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti specifici per episodi analoghi, è scattato l’arresto per truffa aggravata. Non solo: a suo carico il Questore di Varese Carlo Mazza ha disposto anche un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Busto Arsizio per tre anni, alla luce della sua pericolosità sociale.

Un intervento rapido che ha evitato conseguenze ben più pesanti per le vittime e che conferma come la prevenzione e il controllo del territorio restino strumenti decisivi contro un fenomeno tanto diffuso quanto odioso.