Lago Maggiore in siccità estrema: il livello si avvicina ai minimi storici

Lago Maggiore in siccità estrema: il livello si avvicina ai minimi storici
Il Verbano è già sceso sotto i valori registrati nello stesso periodo delle estati 2003 e 2022. Afflussi molto inferiori ai deflussi e, senza piogge abbondanti, aumenta il rischio di nuovi record negativi.

SESTO CALENDE – La situazione del Lago Maggiore diventa ogni giorno più critica. La prolungata assenza di precipitazioni e le temperature elevate continuano a far scendere il livello dell’acqua, ormai vicino ai minimi storici registrati nelle grandi estati di siccità.

Nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 agosto, la stazione federale di Brissago indicava un livello di circa 192,19 metri sul livello del mare, appena dieci centimetri sopra il minimo storico di agosto riportato dalla stessa serie, pari a 192,09 metri. La media storica del mese è invece di 193,16 metri: quasi un metro più in alto rispetto alla quota attuale.

Sotto i livelli del 2003 e del 2022

Nel confronto giornaliero, il Lago Maggiore si trova già al di sotto delle curve di discesa registrate durante le estati siccitose del 2003 e del 2022. Tra i precedenti più critici restano quelli del 1976 e del 1990.

L’Ufficio ticinese dei corsi d’acqua parla apertamente di una situazione «estremamente critica». In assenza di precipitazioni abbondanti nelle prossime settimane, viene considerato «molto reale» il rischio di raggiungere nuovi minimi per il periodo o persino record storici assoluti.

Anche l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po conferma la gravità del quadro. I volumi accumulati nei grandi laghi regolati del Nord risultano inferiori alle medie e la condizione peggiore riguarda proprio il Verbano, classificato in siccità estrema.

Entra molta meno acqua di quanta ne esca

I dati del 9 agosto mostrano un afflusso nel Lago Maggiore di appena 20,7 metri cubi al secondo, a fronte di un deflusso di 74,5 metri cubi al secondo. Il bilancio resta quindi fortemente negativo e determina un continuo abbassamento del livello.

La gestione dell’emergenza punta a ridurre progressivamente il rilascio verso valle per preservare le riserve ancora disponibili. La regolazione avviene attraverso la diga della Miorina a Sesto Calende, sul versante italiano, nell’ambito del coordinamento tra le autorità italiane e svizzere.

Il deflusso è stato già portato sotto il fabbisogno effettivo del comparto agricolo, proprio nel tentativo di rallentare la discesa del lago. Una scelta che evidenzia quanto sia difficile conciliare la conservazione della risorsa, le esigenze ambientali e l’approvvigionamento idrico dei territori a valle.

Tra i grandi bacini del Nord, soltanto i laghi di Como e Iseo registravano un afflusso superiore al deflusso. Per il Lago Maggiore, invece, una vera inversione di tendenza potrà arrivare soltanto da precipitazioni diffuse e consistenti sul suo vasto bacino idrografico. Al momento, la corsa verso i minimi storici non si è ancora fermata.

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