Docente 37enne rinviato a giudizio in Ticino: accuse per reati sessuali ai danni di due minorenni

Docente 37enne rinviato a giudizio in Ticino: accuse per reati sessuali ai danni di due minorenni
Conclusa l’inchiesta sul docente svizzero già attivo in una scuola media del Bellinzonese. La Procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha disposto il rinvio davanti alla Corte delle assise Criminali. Chiesta anche la carcerazione di sicurezza

Si chiude con il rinvio a giudizio l’inchiesta avviata nei confronti di un 37enne cittadino svizzero, già docente in una scuola media del Bellinzonese. Il procedimento riguarda presunti reati nella sfera sessuale ai danni di due minorenni.

La Procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha disposto il rinvio dell’uomo davanti alla Corte delle assise Criminali, al termine degli accertamenti avviati nei mesi scorsi. La notizia è stata comunicata dal Ministero pubblico e dalla Polizia cantonale ticinese.

L’arresto risale a marzo

Il procedimento penale era stato reso noto il 2 aprile, dopo che il docente era stato arrestato il 17 marzo, al termine dei primi interrogatori. La misura restrittiva della libertà era stata successivamente confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi.

In quella fase l’inchiesta riguardava presunti comportamenti di natura sessuale nei confronti di alcune allieve minorenni. Con la conclusione degli accertamenti, il procedimento si concentra ora sulle contestazioni formalizzate nell’atto d’accusa.

Le accuse contestate

Al 37enne vengono contestati, secondo quanto comunicato dalla Procura, i reati di violenza carnale, coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli.

Nel capo d’accusa figurano inoltre la somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute e la messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza richiesta.

I fatti contestati si sarebbero verificati tra l’autunno del 2024 e il marzo del 2026.

Chiesta la carcerazione di sicurezza

Contestualmente al rinvio a giudizio, nei confronti dell’imputato è stata presentata al GPC anche una richiesta di carcerazione di sicurezza.

La vicenda passa quindi ora alla fase giudiziaria davanti alla Corte delle assise Criminali. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del processo e l’imputato resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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