VARESE – Prime simulazioni operative per il nuovo sistema di videosorveglianza installato in piazza Repubblica, una delle aree cittadine maggiormente interessate da episodi di spaccio e problemi di sicurezza.
Le tre telecamere sono state collocate nella parte della piazza compresa tra il teatro e i giardinetti. A differenza degli impianti tradizionali, non si limitano a registrare quanto accade: il software analizza le immagini in tempo reale e cerca di riconoscere situazioni potenzialmente anomale, come aggressioni, inseguimenti o altri movimenti compatibili con attività illecite.
Quando il sistema individua un comportamento considerato sospetto, genera una segnalazione destinata alla centrale operativa della Polizia locale. Spetta poi al personale verificare le immagini e decidere se e come intervenire.
Le simulazioni per istruire il sistema
Durante il sopralluogo sono state riprodotte alcune situazioni di rischio per verificare la risposta dei dispositivi e affinare il riconoscimento automatico dei comportamenti.
Il sistema è stato realizzato da Area, azienda di Castelletto Ticino guidata dal varesino Andrea Formenti. I modelli di intelligenza artificiale, ha spiegato l’imprenditore, analizzano continuamente il flusso video e possono richiamare in pochi millisecondi l’attenzione degli operatori sulle sequenze potenzialmente rilevanti.
Alle prove hanno assistito il sindaco Davide Galimberti, l’assessore alla Sicurezza Raffaele Catalano, il presidente della commissione Sicurezza Lorenzo Macchi, il prefetto Salvatore Pasquariello, il procuratore della Repubblica Antonio Gustapane e il questore Paolo Iodice.
Uno strumento condiviso con le forze dell’ordine
Secondo Galimberti, l’intervento risponde alla domanda di maggiore sicurezza in un punto particolarmente delicato della città e rafforza la collaborazione tra Comune, autorità giudiziaria e forze dell’ordine.
Le immagini e le segnalazioni potranno essere utilizzate non soltanto dalla Polizia locale. Il questore Iodice ha evidenziato l’utilità investigativa di un sistema capace di distinguere le sequenze potenzialmente significative all’interno di grandi quantità di registrazioni.
Il procuratore Gustapane ha invece richiamato le possibili applicazioni future nel contrasto allo spaccio, anche nelle aree boschive vicine ai centri abitati. Un controllo evoluto potrebbe infatti abbreviare i tempi tra il verificarsi di un episodio e l’intervento delle pattuglie.
Il nodo della tutela dei dati
Il prefetto Pasquariello ha sottolineato che gli strumenti installati dal Comune saranno disponibili anche per le altre forze di polizia, sia per la prevenzione sia per le successive attività d’indagine.
Resta centrale il rispetto delle norme sulla tutela dei dati personali. Per questo il prefetto ha auspicato un confronto costante con il Garante per la privacy, così da individuare modalità d’impiego capaci di coniugare efficacia dei controlli, prevenzione dei reati e garanzie per i cittadini.













