Pasticcio sul nuovo canile a Bizzozero, Sindaco contestato da residenti e volontari: «Il progetto è già deciso»

Pasticcio sul nuovo canile a Bizzozero, Sindaco contestato da residenti e volontari: «Il progetto è già deciso»
Magliette di protesta e interventi accesi all’incontro della scuola Marconi. I residenti chiedono di fermare l’opera, mentre i volontari sollecitano modifiche e garanzie sulla futura gestione.

VARESE – Le magliette con la scritta “Sì al canile, no ai Duni” e le contestazioni rivolte al sindaco Davide Galimberti hanno accompagnato l’incontro sul nuovo rifugio per animali previsto a Bizzozero.

La riunione si è svolta mercoledì 28 ottobre alla scuola Marconi, appena un giorno dopo l’approvazione del progetto esecutivo da parte della giunta. In una sala spesso rumorosa sono emerse due posizioni differenti: il rifiuto dell’opera da parte di diversi residenti e le richieste dei volontari, favorevoli al trasferimento ma preoccupati per alcuni aspetti progettuali e gestionali.

I residenti: «Non siamo stati coinvolti»

«Sono venuto qui per dire no al canile, ma mi rendo conto di essere venuto inutilmente perché per il canile è già stato tutto deciso», ha affermato uno dei partecipanti. Quando Galimberti ha ricordato che del progetto si parla da sei anni, dalla sala sono arrivate proteste e accuse all’amministrazione di non essersi mai realmente confrontata con il rione.

Una residente ha spiegato perché la mobilitazione sia esplosa soltanto alla vigilia del cantiere. Via Duno, ha ricordato, è stata indicata per decenni come possibile sede di numerosi progetti, mai concretizzati.

«È sempre stata evocata per delocalizzare qualcosa. Da qualche parte nelle cantine del Comune ci sarà persino un plastico, realizzato con un sacco di soldi, che immaginava lì il carcere. Se n’è sempre parlato tanto, ma non è mai successo nulla. Così non ci abbiamo creduto finché non è diventato esecutivo».

La fognatura non convince il quartiere

La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla nuova rete fognaria di via Duno, illustrata dall’amministratore delegato di Alfa, Marco Cavallin, insieme a un tecnico.

L’intervento rappresenta un’opera collegata alla costruzione del canile, ma nella sua configurazione iniziale non consentirà di allacciare tutti gli edifici della zona. Anche questo punto ha incontrato l’opposizione di alcuni residenti, secondo i quali i lavori comporterebbero nuovi costi per famiglie già dotate di sistemi alternativi.

I rappresentanti di Alfa e del Comune hanno ribadito che fognatura e rifugio per animali costituiscono due interventi distinti, pur interessando la stessa area.

Corridoio faunistico e barriere antirumore

Il dirigente comunale dei Lavori pubblici Gianluca Gardelli ha quindi presentato il progetto del canile, cercando di rispondere alle obiezioni ambientali e acustiche.

Per mantenere il collegamento tra le aree verdi sarà lasciato un corridoio largo dieci metri destinato al passaggio della fauna selvatica. Sul fronte del rumore, il progetto prevede piantumazioni fitte e barriere acustiche strutturate, una risposta giudicata però troppo generica da una parte dei presenti.

Dalla sala sono arrivate anche domande sulla Valutazione ambientale strategica e sugli effetti che la struttura potrebbe avere sulle abitazioni vicine.

I volontari chiedono spazi separati e una gestione sostenibile

Una posizione differente è stata espressa da Alessandra Calafà, responsabile del canile di via Friuli. La struttura attuale deve essere abbandonata perché soggetta ad allagamenti, ma i volontari chiedono che nel nuovo progetto siano tutelati sia gli animali ospitati sia quelli selvatici presenti nella zona.

«Il ruolo sociale del canile mi sembra non sia minimamente percepito», ha osservato Calafà, invitando i residenti a visitare l’attuale rifugio, da lei descritto come poco rumoroso.

Oggi la struttura ospita 24 cani e coinvolge circa 60 persone. L’aggiunta di spazi per gatti e fauna selvatica rischia però di rendere la gestione «parecchio impegnativa». Per questo sono state chieste garanzie sulla separazione dei padiglioni e sulle risorse necessarie per sostenere il nuovo servizio.

Il veterinario dell’Ats presente alla serata ha confermato che gli animali selvatici feriti saranno accolti in ambienti distinti da quelli riservati a cani e gatti, evitando promiscuità e rischi sanitari.

Il progetto è pronto per il cantiere

Al termine dell’incontro la distanza tra le posizioni è rimasta evidente. I residenti contrari chiedono che il canile non venga realizzato in via Duno; i volontari, invece, considerano necessario il trasferimento ma vogliono verificare che le proprie osservazioni siano state recepite.

L’approvazione del progetto esecutivo segna però un passaggio decisivo: l’amministrazione considera ormai definita la localizzazione dell’opera e punta ad avviare il cantiere. Le contestazioni proseguiranno quindi sul terreno delle caratteristiche della struttura e delle misure destinate a limitarne l’impatto sul quartiere.

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