Il grande sciopero nazionale dei trasporti previsto per venerdì 30 ottobre è stato rinviato per effetto dell’ordinanza di precettazione firmata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. L’Usb, tuttavia, ha annunciato l’intenzione di proseguire ugualmente con la protesta.
Il provvedimento ministeriale riguarda i servizi pubblici sottoposti alla cosiddetta franchigia per la commemorazione dei defunti, il periodo vicino al 2 novembre durante il quale la normativa limita gli scioperi nei servizi essenziali.
L’astensione viene quindi differita per il trasporto ferroviario, aereo e marittimo, il trasporto pubblico locale, i taxi, gli appalti ferroviari e i servizi legati alla circolazione e alla sicurezza stradale. La mobilitazione avrebbe interessato anche il settore autostradale.
Trenord conferma il servizio regolare
Per i pendolari del Varesotto, Trenord ha comunicato che lo sciopero programmato dalle 21 di giovedì 29 alle 20.59 di venerdì 30 ottobre è stato differito.
Le modifiche alla circolazione indicate nel precedente avviso sono pertanto annullate e i convogli dovranno viaggiare secondo l’orario ufficiale.
Anche il Gruppo FS ha confermato la regolare programmazione dei collegamenti dalle 21 di giovedì alle 21 di venerdì, in applicazione dell’ordinanza ministeriale numero 204 T del 27 ottobre 2026.
Ai passeggeri viene comunque consigliato di controllare eventuali aggiornamenti attraverso l’app e la sezione Infomobilità di Trenitalia oppure mediante i canali di assistenza presenti nelle stazioni.
Coinvolto anche il trasporto aereo
Il differimento interessa anche il comparto aereo. I passeggeri in partenza da Malpensa sono comunque invitati a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia, soprattutto in considerazione dell’annuncio dell’Usb di non voler interrompere la mobilitazione.
Il sindacato: «Andiamo avanti lo stesso»
L’Unione sindacale di base ha dichiarato che intende confermare lo sciopero nonostante la precettazione.
La protesta era stata convocata contro quella che il sindacato definisce «l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni», il carovita e la repressione delle manifestazioni di giovani e lavoratori. Nel settore portuale, la mobilitazione è rivolta anche contro il traffico di armi.
Resta dunque possibile che si verifichino adesioni individuali o disagi non programmati, nonostante le aziende abbiano ripristinato formalmente il servizio ordinario.
I precedenti tra Usb e ministero
Il confronto sulla precettazione ha già avuto risvolti giudiziari. Nel marzo 2024 il Tar del Lazio accolse il ricorso dell’Usb contro la riduzione a quattro ore dello sciopero del trasporto pubblico locale proclamato per il 15 dicembre 2023.
Nel dicembre successivo i giudici amministrativi sospesero un’altra ordinanza con cui il ministero aveva limitato a quattro ore uno sciopero nei comparti ferroviario, marittimo, del trasporto pubblico locale e dei taxi. In quell’occasione il Tar richiamò la necessità che il potere di precettazione fosse esercitato sulla base di una segnalazione della Commissione di garanzia.












