BRUXELLES – «Non mi dimetto da europarlamentare, i voti sono miei». Il generale Roberto Vannacci risponde così alle pressioni, rivendicando la propria legittimità a restare in carica al Parlamento europeo. Polemico il paragone con altri esponenti che hanno lasciato la Lega: «Perché la richiesta non è stata fatta nei confronti di Minardo, Bellomo, Pierro e Bergamini, che hanno cambiato partito negli ultimi 12 mesi?».
Nel frattempo, arrivano le prime iniziative politiche del fronte “vannacciano”. I deputati leghisti Edoardo Ziello e Roberto Sasso, insieme a Emanuele Pozzolo (ex Fratelli d’Italia, ora in Futuro Nazionale), hanno presentato un emendamento al decreto Ucraina per chiedere lo stop all’invio di armi a Kiev. Un segnale chiaro di una linea alternativa che prende forma dentro e fuori la Lega.













