Cuore “bruciato” compromesso, il bimbo resta in condizioni critiche

Il quadro clinico è gravissimo: emorragia cerebrale, infezioni e insufficienza multiorgano. I medici valutano il cuore meccanico, ma il nuovo trapianto divide gli specialisti

Resta estremamente critica la situazione del bambino sottoposto a trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, intervento che si è rivelato drammaticamente compromesso: l’organo trapiantato non ha mai ripreso a funzionare correttamente perché danneggiato durante il trasporto. Il piccolo è oggi ricoverato in condizioni gravissime, con un quadro clinico che coinvolge non solo il cuore, ma anche cervello, reni, polmoni e fegato.

Secondo gli specialisti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in particolare del reparto di cardiologia e cardiochirurgia dei trapianti, allo stato attuale un nuovo trapianto non è indicato. Una posizione che ha suscitato forte commozione anche in diretta televisiva. Diversa, invece, la linea del Monaldi, che non esclude del tutto questa possibilità e ha inserito il bambino come priorità assoluta nella lista di attesa, riservandosi la decisione finale.

Il quadro clinico resta drammatico: il piccolo presenta una emorragia cerebrale, un’infezione in corso e gravi disfunzioni a carico di altri organi vitali. Proprio oggi è attesa una nuova valutazione medica, che potrebbe aprire all’ipotesi alternativa dell’impianto di un cuore meccanico, considerato meno rischioso rispetto a un secondo trapianto in questa fase.

Il primo intervento risale al 23 dicembre, ma l’organo sarebbe stato congelato accidentalmente durante il trasporto, con un ritardo segnalato dallo stesso Monaldi al Centro Nazionale Trapianti. L’episodio ha portato all’apertura di un’inchiesta: sei persone tra medici e operatori sanitari risultano indagate e il ministro ha disposto un’ispezione nell’ospedale.

Secondo diversi esperti, il prolungato utilizzo dell’Ecmo (il supporto extracorporeo che mantiene in vita il bambino) può provocare effetti collaterali molto gravi. Le Tac effettuate nei giorni scorsi hanno evidenziato emorragie ventricolari e subaracnoidee, considerate una controindicazione maggiore per un trapianto urgente. A questo si aggiunge un’infezione da pseudomonas aeruginosa e la necessità di terapie anticoagulanti e immunosoppressive, che aumentano il rischio di complicanze fatali.

Le condizioni degli altri organi aggravano ulteriormente il quadro: l’insufficienza renale, i problemi epatici e polmonari delineano una insufficienza multiorgano avanzata, con una prognosi estremamente sfavorevole in caso di reintervento. Anche l’eventualità di un trapianto combinato viene considerata ad altissimo rischio, soprattutto in un contesto di scarsità di donatori.

«Le capacità di recupero dei bambini possono essere straordinarie – spiegano gli specialisti – ma questo è un caso di estrema complessità. Le condizioni del piccolo restano purtroppo molto precarie».