Una proposta destinata a far discutere il mondo del calcio internazionale arriva dagli Stati Uniti, dove Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Donald Trump per le “partnership globali”, ha chiesto alla FIFA l’esclusione dell’Iran dai prossimi Mondiali di calcio e l’ammissione dell’Italia al suo posto.
La richiesta, rivelata dal Financial Times e confermata dallo stesso Zampolli al Corriere della Sera, riguarda la competizione in programma tra giugno e luglio 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’ipotesi nasce nel contesto delle tensioni geopolitiche che coinvolgono l’Iran e della mancata qualificazione dell’Italia, eliminata ai rigori nello spareggio contro la Bosnia Erzegovina.
La proposta e il ruolo di Zampolli
Imprenditore italo-americano vicino a Donald Trump, Zampolli ricopre il ruolo di inviato speciale per le “partnership globali”, ambito che include anche la cosiddetta sport diplomacy. Secondo quanto riportato, l’idea del possibile “ripescaggio” dell’Italia sarebbe maturata durante un viaggio a Roma, dove avrebbe incontrato esponenti istituzionali tra cui il ministro dello Sport Andrea Abodi e l’ex premier Giuseppe Conte.
La proposta sarebbe stata poi trasmessa direttamente a Trump e al presidente FIFA Gianni Infantino. «L’Italia ha quattro titoli mondiali, merita di essere considerata», avrebbe dichiarato Zampolli, sottolineando il valore storico della nazionale azzurra.
Il contesto internazionale e il caso Iran
Il tema si inserisce in un quadro geopolitico complesso. L’Iran, coinvolto in tensioni militari con Stati Uniti e Israele, aveva inizialmente ventilato l’ipotesi di non partecipare al torneo per motivi di sicurezza, chiedendo di disputare le gare solo in Canada o Messico. Successivamente, però, la federazione iraniana ha confermato la propria partecipazione.
Il presidente FIFA Gianni Infantino ha ribadito più volte che non esistono le condizioni per escludere l’Iran, sottolineando come la qualificazione sia avvenuta regolarmente sul campo. «La squadra iraniana verrà, di sicuro», ha affermato di recente a Washington.
Regole FIFA e margini limitati
Dal punto di vista regolamentare, l’articolo 6.7 del regolamento FIFA prevede la possibilità teorica di sostituzione di una squadra esclusa o ritirata, lasciando ampia discrezionalità alla federazione. Tuttavia, non esistono meccanismi automatici di ripescaggio basati sul ranking.
In questo momento l’Italia, pur risultando la meglio piazzata tra le escluse (dodicesima nel ranking FIFA), non avrebbe alcun diritto prioritario all’eventuale sostituzione. Le valutazioni, in caso di necessità, potrebbero ricadere su altre federazioni, in particolare dell’area asiatica.
Una proposta dal forte impatto politico
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’iniziativa avrebbe anche un risvolto diplomatico, legato ai rapporti tra Stati Uniti e Italia e alle recenti tensioni politiche internazionali. Tuttavia, sia sul piano sportivo che istituzionale, l’ipotesi di una sostituzione dell’Iran resta al momento altamente improbabile.
La FIFA, infatti, mantiene una posizione ferma: i Mondiali si giocano sul campo, e le qualificazioni restano il criterio principale per l’accesso alla competizione.













