Beata Giuliana dice no al cemento: oltre 200 firme in 24 ore per difendere il quartiere

La petizione cresce rapidamente a Busto Arsizio. I residenti chiedono di fermare la cementificazione e di puntare su uno sviluppo sostenibile

In appena 24 ore sono già oltre 200 i cittadini che hanno firmato. Un numero significativo, che parla chiaro e lancia un messaggio diretto: il rione Beata Giuliana non vuole essere sacrificato al cemento. La petizione per la tutela del quartiere di Busto Arsizio sta raccogliendo adesioni a ritmo sostenuto, segno di un tema profondamente sentito dalla comunità.

Beata Giuliana non è solo un rione, ma un luogo di memoria, identità e vita quotidiana. La Cascina dei Poveri e le aree verdi che la circondano rappresentano un patrimonio storico, sociale e ambientale che oggi rischia di essere compromesso da progetti di sviluppo edilizio definiti dai residenti come «devastanti e irreversibili».

A farsi portavoce della protesta è Tito Olivato, presidente dell’Associazione Riabitare e abitante del quartiere, che ha deciso di trasformare la preoccupazione diffusa in un’azione concreta.

Il verde come bene comune

Al centro dell’iniziativa c’è la difesa del verde urbano, considerato un bene comune essenziale per il benessere fisico e psicologico dei cittadini. Le aree verdi di Beata Giuliana non sono spazi marginali, ma elementi vitali del tessuto urbano: polmoni ambientali, luoghi di socialità, strumenti di mitigazione dell’inquinamento e punti di riferimento identitari per la comunità.

«Non possiamo permettere che il profitto di pochi prevalga sull’interesse collettivo», è il messaggio che accompagna la petizione. Cementificare, sottolineano i promotori, significa perdere non solo alberi e prati, ma anche legami sociali, qualità della vita e prospettive future.

Stop alla cementificazione, sì allo sviluppo sostenibile

La richiesta è chiara: bloccare qualsiasi progetto di cementificazione previsto per il quartiere e avviare invece un percorso di sviluppo sostenibile, capace di valorizzare la storia e l’identità di Beata Giuliana senza cancellarle. Un appello che trova forza nei numeri in continua crescita e in una partecipazione che va oltre i confini del rione.

«Per quello che mi riguarda non mi fermerò», afferma Olivato, deciso a coinvolgere non solo i residenti di Beata Giuliana, ma l’intera Busto Arsizio, insieme ad associazioni e realtà culturali convinte che la storia non possa essere cancellata “a colpi di mattoni”.

Le oltre 200 firme raccolte in un solo giorno dimostrano che la questione non è affatto marginale. «Firmare questa petizione significa scegliere di difendere la storia, il verde e l’anima di Beata Giuliana», è il messaggio conclusivo dei promotori.