Scegliere una laurea nelle professioni sanitarie continua a rappresentare una delle strade più sicure per entrare rapidamente nel mondo del lavoro. I dati più recenti confermano infatti che questo è il settore universitario con le migliori prospettive occupazionali in Italia, tanto che a un solo anno dal conseguimento del titolo lavora quasi nove laureati su dieci.
A fotografare la situazione è l’analisi annuale elaborata dal professor Angelo Mastrillo dell’Università di Bologna, ripresa dal portale Skuola.net e basata sul XXVIII Rapporto AlmaLaurea, dedicato ai percorsi formativi e agli sbocchi professionali dei neolaureati italiani.
Occupazione ai massimi dal 2007
Nel 2024 hanno conseguito una laurea triennale nelle 22 professioni sanitarie quasi 19 mila studenti. Tra coloro che hanno partecipato all’indagine AlmaLaurea, il tasso di occupazione a un anno dal titolo ha raggiunto l’87,9%, in crescita rispetto all’84,8% registrato nel 2023.
Si tratta del valore più elevato degli ultimi 18 anni, superiore perfino a quello registrato prima della crisi economica del 2008, quando il tasso di occupazione si attestava all’87%.
Il confronto con il resto del sistema universitario evidenzia ancora di più il divario: considerando tutti i gruppi disciplinari, infatti, l’occupazione a un anno dalla laurea raggiunge il 48,9%, ben lontana dai livelli registrati nel comparto sanitario.
Le professioni più richieste
Tra i corsi di laurea con i migliori risultati occupazionali spiccano:
- Podologia: 91,1%
- Igiene dentale: 90,7%
- Fisioterapia: 90%
- Infermieristica: 89,7%
- Logopedia: 89,7%
- Tecniche ortopediche: 89,7%
- Tecniche di radiologia: 89,4%
- Terapia occupazionale: 89,2%
Anche le professioni che registrano percentuali inferiori alla media mantengono comunque livelli occupazionali elevati. Tra queste figurano educatori professionali, infermieri pediatrici, ortottisti, ostetriche e tecnici della prevenzione, mentre le percentuali più contenute riguardano dietisti, assistenti sanitari, tecnici audiometristi e tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria.
Nord in testa, ma il lavoro c’è in tutta Italia
L’indagine evidenzia differenze territoriali, ma conferma che il mercato del lavoro sanitario rimane dinamico in tutte le aree del Paese.
Le regioni con i migliori risultati sono:
- Liguria: 93,2%
- Friuli Venezia Giulia: 93,1%
- Piemonte: 91,5%
- Lombardia: 91,2%
Anche nel Centro e nel Sud, tuttavia, i dati restano molto positivi, con percentuali generalmente superiori all’80%, segno di una domanda di professionisti sanitari diffusa su tutto il territorio nazionale.
Una domanda destinata a crescere
Secondo gli esperti, le prospettive rimangono favorevoli anche per il futuro. L’invecchiamento della popolazione porterà infatti a un aumento della richiesta di professionisti della salute, mentre l’impatto dell’intelligenza artificiale sarà probabilmente più limitato rispetto ad altri settori, trattandosi di professioni basate sul rapporto diretto con il paziente e sulla cura della persona.
A settembre tornano i test di ammissione
I dati rappresentano un importante punto di riferimento anche per i neodiplomati che si preparano ai test d’ingresso per le professioni sanitarie, in programma il 16 settembre.
Si attendono circa 37 mila posti disponibili, a fronte di una domanda che negli ultimi anni è stata molto superiore all’offerta. Nel 2024 le richieste hanno superato quota 64 mila, con una media di quasi due candidati per ogni posto.
Per alcuni corsi la competizione è particolarmente elevata: Fisioterapia ha registrato oltre sei domande per ogni posto disponibile, seguita da Logopedia, Ostetricia, Dietistica, Tecniche di radiologia e Igiene dentale, confermando il forte interesse verso un settore che continua a offrire concrete opportunità occupazionali.













