VARESE – Il terreno è quello dei cantieri, ma lo scontro è tutto politico. A Varese il dibattito sulla mobilità sostenibile si accende attorno agli interventi in corso tra Belforte, Biumo Inferiore e via Carcano, trasformandosi in un vero e proprio braccio di ferro tra opposizione e maggioranza.
A portare il tema al centro del confronto è una mozione urgente firmata dal consigliere della Lega Stefano Angei, che punta il dito contro quello che definisce il “Piano Civati”. Nel mirino finiscono soprattutto i tempi di realizzazione e l’impatto dei lavori sul tessuto economico cittadino.
L’attacco dell’opposizione è diretto e senza sfumature. Secondo Angei, i cantieri procedono a rilento e rischiano di generare effetti pesanti sul commercio di prossimità. I dati citati parlano di ritardi accumulati negli anni, con una somma complessiva che arriverebbe a undici anni e un aggravio economico superiore ai cinque milioni di euro. A preoccupare è in particolare la
trasformazione della viabilità, con interventi come la doppia pista ciclabile di via Carcano e il progetto su viale Belforte che, secondo la Lega, rischierebbero di ridurre accessibilità e parcheggi, penalizzando le attività locali. La raccolta firme promossa sul tema e il recente sopralluogo del ministro Matteo Salvini vengono letti come segnali di un malcontento crescente tra cittadini e commercianti.
Dall’altra parte, la maggioranza respinge le accuse e prova a ribaltare la narrazione. Domenico Marasciulo, presidente della Commissione Lavori Pubblici, invita a guardare oltre la superficie degli interventi, sottolineando come non si tratti di semplici piste ciclabili ma di operazioni più ampie di rigenerazione urbana. L’esempio portato è quello dell’area ex Macello, dove i lavori hanno comportato anche la rimozione di amianto e la bonifica del sottosuolo, per un investimento complessivo significativo.
La linea della giunta è chiara: la mobilità dolce non viene presentata come una scelta ideologica, ma come una direzione obbligata, in linea con le politiche europee e sostenuta dai finanziamenti del PNRR. L’obiettivo dichiarato è trasformare alcune arterie urbane oggi percepite come trafficate e poco vivibili in spazi più equilibrati, capaci – secondo la maggioranza – di favorire anche il commercio attraverso una diversa fruizione della città.
Resta però una frattura evidente tra le due visioni. Da un lato chi vede nei cantieri un rischio immediato per l’economia locale e la viabilità quotidiana, dall’altro chi li considera un investimento necessario per il futuro urbano e ambientale di Varese. In mezzo, una città che osserva, tra disagi presenti e promesse di trasformazione, chiedendo soprattutto una cosa: tempi certi e risultati concreti.













