Omicidio di Cuirone, Marco Panichi trasferito nel carcere di Busto Arsizio

Omicidio di Cuirone, Marco Panichi trasferito nel carcere di Busto Arsizio
Affidata al professor Giovanni Cecchetto l’autopsia sul corpo di Grey Noralba Sanmartin Villalba. Una consulenza analizzerà anche le ferite riportate dall’indagato.

BUSTO ARSIZIO – È stato trasferito nella casa circondariale di Busto Arsizio Marco Panichi, il cinquantatreenne accusato di avere ucciso la compagna Grey Noralba Sanmartin Villalba il 22 ottobre in un’abitazione di Cuirone, frazione di Vergiate.

L’uomo, originario di Avezzano, si era presentato il giorno successivo nella caserma dei carabinieri della città abruzzese, confessando l’uccisione della donna. Dopo i primi provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria abruzzese, mercoledì è stato condotto nel carcere lombardo.

Il procedimento è ora seguito dalla Procura di Busto Arsizio, competente per il territorio nel quale è avvenuto il delitto.

Affidata l’autopsia

La Procura ha conferito al professor Giovanni Cecchetto l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo della vittima. Gli esami si svolgeranno presso l’Istituto di Medicina legale di Pavia.

L’accertamento dovrà chiarire il numero dei colpi inferti, la loro profondità, la traiettoria delle ferite e la causa precisa della morte della trentaseienne.

L’avvocato Leonardo Casciere, difensore di Panichi, ha comunicato che non nominerà un consulente di parte. «Gli esami sulla salma sono molto importanti per verificare la profondità e il numero dei colpi inferti», ha dichiarato all’Adnkronos.

La versione della difesa

Panichi ha sostenuto più volte di avere reagito a un’aggressione della compagna. La sua ricostruzione dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti medico-legali e gli altri elementi raccolti durante le indagini.

Una seconda consulenza dovrà esaminare anche le ferite riportate dall’indagato, stabilendone natura, origine e compatibilità con la dinamica da lui descritta. Gli specialisti dovranno inoltre verificare se tali lesioni possano essere riconducibili a una reazione difensiva della vittima.

La confessione non esaurisce quindi il lavoro degli investigatori: spetterà all’inchiesta ricostruire con precisione quanto accaduto nell’abitazione di Cuirone e valutare la versione fornita dal cinquantatreenne. Le responsabilità e l’esatta qualificazione giuridica dei fatti saranno definite nel procedimento giudiziario.

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