Addio a Pietro Macchione, storico editore e voce della cultura insubrica

È morto all’ospedale Niguarda: la città perde un intellettuale che ha trasformato la passione per la storia in un progetto editoriale e civile

All’alba di oggi, lunedì 19 gennaio, si è spento all’ospedale Niguarda di Milano Pietro Macchione, editore e scrittore di grande rilievo, già assessore all’Urbanistica nella giunta guidata da Giovanni Fassa. Aveva 80 anni ed era ricoverato da circa un mese.

Nato a Cosenza il 19 ottobre 1943, Macchione si era formato in Calabria, dove aveva frequentato il liceo classico e iniziato molto giovane il suo impegno politico, girando la regione per conto del Partito Comunista Italiano e della FGCI. Un percorso che lo avrebbe portato, più avanti, a una vita dedicata alla cultura e alla formazione.

Da insegnante a editore: una carriera costruita sulla passione per la storia

Con una laurea in Storia conseguita all’Università La Sapienza di Roma, Macchione arrivò a Varese, una scelta che lui stesso definiva “d’amore”. Qui iniziò una lunga carriera da docente di Italiano e Storia, insegnando prima all’Itc Tosi di Busto Arsizio, poi all’Itc Daverio di Varese e infine all’Itpa.

Parallelamente all’attività scolastica, coltivò la passione per il giornalismo collaborando con La Prealpina. Fu proprio attraverso la testata varesina che iniziò a pubblicare racconti e articoli storici, costruendo nel tempo una solida reputazione nel mondo culturale locale.

Negli anni successivi fondò la casa editrice Macchione, un progetto che lo rese noto al grande pubblico e che contribuì in modo significativo alla promozione della storia e della cultura del territorio.

Un vuoto enorme per Varese e l’area insubrica

La scomparsa di Pietro Macchione rappresenta una perdita profonda per Varese, la provincia e l’intera area insubrica, non solo per il contributo culturale ma anche per la dimensione umana e civile che ha saputo incarnare.