CURIGLIA CON MONTEVIASCO – Una frana di grandi dimensioni ha colpito nel pomeriggio di sabato 6 giugno la Strada Provinciale 6, principale collegamento con Curiglia con Monteviasco. Il cedimento si è verificato poco prima dell’ingresso nel centro abitato di Curiglia, in località San Carlo, dove enormi massi si sono staccati dal versante sovrastante invadendo completamente la carreggiata.
L’episodio ha causato l’immediata interruzione della viabilità, lasciando temporaneamente isolati i residenti di Curiglia e Monteviasco, oltre ai numerosi turisti presenti nelle due località montane in questo fine settimana.
A dare notizia dell’accaduto sono stati la sindaca di Curiglia con Monteviasco, Nora Sahnane, e il sindaco di Dumenza, Corrado Moro, che hanno diffuso sui social le immagini del fronte franoso. Le fotografie mostrano una notevole quantità di materiale roccioso precipitato sulla sede stradale, rendendo impossibile il transito dei veicoli.
Sul posto sono immediatamente intervenuti gli operatori della Protezione civile della Provincia di Varese, impegnati nelle prime attività di monitoraggio e messa in sicurezza dell’area. Presenti anche i due sindaci e i rappresentanti di Villa Recalcati, con il presidente della Provincia Marco Magrini e il consigliere delegato Fabio Passera che stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione.
Le operazioni di sgombero si annunciano particolarmente complesse. Secondo una prima valutazione, il materiale franato ammonterebbe a diverse decine di metri cubi. Prima di procedere alla rimozione dei massi sarà inoltre necessario verificare la stabilità del versante, per escludere il rischio di ulteriori distacchi.
Per questo motivo la riapertura della strada non appare imminente e la SP6 potrebbe rimanere chiusa almeno per l’intera giornata. Le autorità stanno monitorando costantemente l’area per valutare tempi e modalità dell’intervento.
Non si tratta del primo episodio di questo tipo lungo la provinciale che collega Curiglia al fondovalle. Già nel 2020 una frana aveva provocato la chiusura della strada, rendendo necessario il posizionamento di un ponte Bailey per garantire i collegamenti con il paese. Un precedente che testimonia la fragilità di un territorio particolarmente esposto al rischio idrogeologico.













