Neanche il tempo di archiviare il primato di fine anno che il franco svizzero aggiorna ancora i suoi massimi storici rispetto all’euro. Oggi, venerdì 30 gennaio, la moneta elvetica ha raggiunto quota 1,09 euro, un livello mai toccato prima. In termini pratici significa che 100 franchi valgono 109 euro, un cambio che fotografa in modo plastico la forza della valuta svizzera.
Un dato che ha effetti immediati soprattutto per i lavoratori frontalieri, i primi a beneficiare di un franco così robusto. Le buste paga incassate in Svizzera, una volta convertite in euro, garantiscono un potere d’acquisto sensibilmente maggiore rispetto al passato, offrendo un margine in più nella gestione delle spese quotidiane.
Ma il cambio record potrebbe avere ricadute positive anche sul commercio del Varesotto. Con l’euro debole, tornano ad aumentare gli incentivi per la clientela ticinese a fare acquisti oltreconfine, specie nei settori dove il differenziale di prezzo resta significativo. Un fenomeno che tuttavia continua a fare i conti con i limiti doganali e le restrizioni sulle importazioni, che frenano almeno in parte la spesa.
Sul piano più generale, il rafforzamento del franco conferma una dinamica ormai consolidata: nei momenti di instabilità economica e geopolitica, la valuta elvetica continua a essere percepita come un bene rifugio, al pari dell’oro. Stabilità istituzionale, solidità finanziaria e fiducia dei mercati restano i pilastri che spingono il franco sempre più in alto, lasciando l’euro a inseguire.













