Caso Yara, la difesa di Bossetti non si arrende e torna sul Dna annunciando un ricorso

Caso Yara, la difesa di Bossetti non si arrende e torna sul Dna annunciando un ricorso
I suoi legali hanno annunciato un nuovo ricorso in Cassazione. La difesa della famiglia Gambirasio si è invece opposta ai nuovi esami (foto d'archivio)

BERGAMO – Il Dna resta al centro della battaglia giudiziaria sulla morte di Yara Gambirasio. A quasi sedici anni dalla scomparsa della tredicenne di Brembate Sopra, la difesa di Massimo Bossetti continua a chiedere nuovi accertamenti sui reperti.

L’ultimo tentativo è stato respinto dalla Corte d’Assise di Bergamo, chiamata a decidere in sede di esecuzione. Il 5 ottobre i giudici hanno rigettato l’istanza degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che chiedevano ulteriori esami sui campioni biologici ancora conservati. Bossetti ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate.

Al centro della richiesta c’erano soprattutto la traccia 31G20, dalla quale venne ricavato il profilo genetico attribuito a Bossetti, e alcune tracce individuate sugli indumenti della vittima. La difesa ritiene che le fotografie ad alta risoluzione dei reperti possano giustificare nuovi approfondimenti.

La Corte ha però ritenuto l’istanza priva dei requisiti di novità e specificità, sostenendo che gli accertamenti richiesti riproporrebbero questioni già affrontate nel processo. Resta quindi fermo il verdetto definitivo che ha condannato Bossetti all’ergastolo.

I suoi legali hanno annunciato un nuovo ricorso in Cassazione. La difesa della famiglia Gambirasio si è invece opposta ai nuovi esami.

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