Clamoroso a Milano! La Openjobmetis Varese trionfa nel derby in casa dell’Olimpia dopo 20 anni

Cuore, energia e una prestazione monumentale di Moore trascinano l’Openjobmetis alla vittoria sul parquet dell’Olimpia, ribaltando una gara iniziata in salita e firmando una delle imprese più significative degli ultimi anni

MILANO – Il derby torna al PalaLido e Varese lo trasforma in una notte da ricordare. A distanza di oltre vent’anni dall’ultima impresa in questo palazzetto, i biancorossi tornano a vincere sul parquet milanese, imponendosi per 74-82 al termine di una partita fatta di energia, nervi saldi e una grande prova collettiva.

Il volto simbolo della serata è Taze Moore, protagonista assoluto con 21 punti in 33 minuti e una presenza costante su entrambi i lati del campo. Non solo canestri, ma rimbalzi, recuperi e giocate di pura intensità che hanno permesso alla squadra di Kastritis di colmare il gap tecnico con l’Olimpia e di ribaltare l’inerzia del match.

Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio (43-36), Varese cambia passo nella ripresa. L’ultimo quarto si apre con i biancorossi avanti di misura e con un Moore incontenibile: prima si guadagna un rimbalzo offensivo trasformato in due punti pesantissimi, poi firma altre giocate che spingono Varese fino al +9, costringendo Poeta a fermare il gioco.

Milano prova a reagire, approfittando anche dell’infortunio di Librizzi e trovando una tripla importante di Shields che riporta i padroni di casa a contatto. Per alcuni minuti l’attacco varesino si inceppa e il punteggio torna in parità sul 74-74, facendo riaffiorare i fantasmi di tante occasioni sfumate.

Ma questa volta Varese non trema. Un mini-break firmato da Steward e Nkamhoua spezza l’equilibrio e cambia definitivamente il volto della partita. Milano sbaglia, Varese corre e dalla lunetta Iroegbu e lo stesso Steward mettono i liberi che sigillano il successo.

Una vittoria che va oltre i due punti in classifica: è una serata simbolica, una rivincita sportiva e una pagina di storia biancorossa riscritta al PalaLido, dove Varese torna a esultare come non accadeva dai primi anni Duemila.

La partita

All’Allianz Cloud la partita racconta una storia fatta di illusioni e improvvisi ribaltamenti. Milano conduce a lungo con la sensazione di avere in mano ritmo, punteggio e inerzia, ma basta una manciata di minuti per trasformare il copione in un incubo sportivo. Dal +12 nel cuore del terzo quarto, l’Olimpia entra in una fase di totale disconnessione che permette a Varese di cambiare volto alla gara e di portarsi a casa una vittoria pesantissima.

Fino a metà del terzo periodo, i biancorossi milanesi sembrano gestire con sufficiente autorità. La circolazione di palla è ordinata, il vantaggio costruito con pazienza e il pubblico inizia ad assaporare l’idea di una serata relativamente tranquilla. Poi, all’improvviso, qualcosa si inceppa. La pressione difensiva cala, le scelte offensive diventano forzate e le palle perse iniziano a moltiplicarsi.

È in quel momento che Varese prende coraggio e alza l’intensità. Il primo maxi-break arriva come una frustata: canestri rapidi, transizione efficace e un’aggressività che coglie Milano impreparata. In pochi possessi il vantaggio si assottiglia fino a svanire, lasciando spazio a una partita completamente diversa.

Il problema per l’Olimpia non è solo il parziale subito, ma l’incapacità di reagire con lucidità. Anzi, il blackout si prolunga. Varese piazza altri strappi importanti, costruendo un vantaggio che Milano prova a inseguire più con nervosismo che con reale organizzazione. Le percentuali dall’arco restano basse, l’attacco si affida a soluzioni individuali e il gioco collettivo perde fluidità.

La fase difensiva diventa il vero tallone d’Achille. Nella sola ripresa, l’Olimpia concede una quantità di punti incompatibile con gli standard di una squadra che ambisce alle posizioni di vertice. I cambi difensivi risultano spesso in ritardo, le rotazioni poco precise e Varese trova con continuità varchi per colpire, sia dal perimetro sia attaccando il ferro.

A guidare la rimonta e poi l’allungo varesino è soprattutto Moore, protagonista di una prestazione completa, fatta di punti pesanti, presenza a rimbalzo e grande impatto emotivo sulla partita. Accanto a lui Stewart garantisce continuità e freddezza nei momenti chiave, permettendo a Varese di mantenere il controllo anche quando Milano prova a rientrare.

Nel finale, l’Olimpia ha ancora qualche occasione per rimettere la testa avanti, ma gli errori si accumulano. Tiri aperti che non entrano, scelte affrettate e una gestione dei possessi poco lucida condannano definitivamente i padroni di casa. Varese, più solida mentalmente, approfitta di ogni incertezza e chiude i conti con un ultimo strappo che spegne le residue speranze milanesi.

Il tabellino

EA7 Emporio Armani Milano-Openjobmetis Varese 74-84
MILANO: Ellis 3 (1-2, 0-2), Brooks 14 (2-3, 3-8), Shields 5 (1-1, 1-8), LeDay 15 (5-6, 1-3), Nebo 14 (4-7); Mannion 5 (0-2, 1-4), Ricci 2 (1-1, 0-1), Flaccadori 3 (0-1, 1-3), Guduric 13 (3-3, 1-4), Dunston (0-1). Ne: Tonut, Diop. All. Poeta.
VARESE: Iroegbu 13 (2-4, 2-5), Moore 21 (6-9, 2-5), Alviti 5 (1-1, 1-5), Nkamhoua 10 (3-6, 1-1), Renfro 5 (2-3); Stewart 18 (5-6, 1-4), Assui (0-2), Librizzi 12 (2-2, 2-3). Ne: Villa, Bergamin, Ladurner, Freeman. All. Kastritis.
ARBITRI: Attard, Bongiorni, Nicolini.
NOTE. Da 2: M 17-27, V 21-32. Da 3: M 8-33, V 9-25. TL: M 16-17, V 15-18. Rimbalzi: M 32 (13 off., Ellis 6); V 27 (7 off., Moore 8). Assist: M 16 (Mannion 4); V 18 (Iroegbu 5). Perse: M 21 (4 con 3); V 18 (Alviti 4). Recuperate: M 9 (Shields 3); V 8 (Alviti, Moore 2). Usc. 5 falli: nessuno. F. antisportivo: Moore. Spettatori: 3.708.