Stalking, la Corte d’appello di Milano conferma la condanna a Manfrinati

Per accusa e parte civile gli atti persecutori anticipano i fatti successivi. Elementi considerati indicativi di una preparazione (foto d'archivio)

MILANO – Verdetto confermato a Milano. Quattro anni, cinque mesi e venti giorni. La Corte d’Appello ribadisce la decisione del tribunale di Varese del 26 maggio 2025. Riconosciuti gli atti persecutori contro l’ex moglie Lavinia Limido.

Coinvolti anche Marta Criscuolo e Fabio Limido. La vicenda però non si esaurisce qui. Il 6 maggio 2024 l’escalation. Fabio Limido ucciso a coltellate. Lavinia Limido gravemente ferita. Decisivo l’intervento del padre. L’aggressione in via Ciro Menotti a Varese. Per questi fatti è in corso il processo in Corte d’Assise, presieduta da Andrea Crema.

Per accusa e parte civile gli atti persecutori anticipano i fatti successivi. Elementi considerati indicativi di una preparazione. Nel mirino l’intera famiglia. Marta Criscuolo assente al momento dell’aggressione. Ipotesi di un possibile attacco esteso a tutti i familiari. Il riconoscimento dello stalking in Appello rafforza questa ricostruzione.