Carburanti, anche Q8 mette un tetto ai prezzi dal 1° ottobre, per 30 giorni

Carburanti, anche Q8 mette un tetto ai prezzi dal 1° ottobre, per 30 giorni
Dopo Eni e Ip anche il gruppo kuwaitiano annuncia un limite ai prezzi di benzina e gasolio. La misura amplia la rete interessata dagli interventi e coinvolge uno dei principali operatori italiani

Anche Q8 Italia introduce un tetto ai prezzi su benzina e gasolio. La misura partirà dal 1° ottobre e resterà in vigore per 30 giorni, portando a tre i grandi operatori che hanno annunciato interventi per contenere i prezzi dei carburanti dopo Eni ed Ip.

Q8 ha spiegato che la decisione arriva in un momento caratterizzato da «rilevanti crisi geopolitiche» e da una forte volatilità dei prezzi energetici. L’azienda ha accolto l’invito rivolto dal Governo agli operatori del settore, annunciando un intervento destinato a sostenere i consumatori.

Q8: tetto modulato in base alla rete

La compagnia ha precisato che il price cap durerà 30 giorni a partire dal 1° ottobre e sarà applicato secondo un approccio «modulare», tenendo conto delle diverse realtà che compongono la rete distributiva.

Q8 ha inoltre annunciato che supporterà gestori e partner con l’obiettivo di garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera.

A differenza di quanto annunciato da Eni, che ha indicato valori massimi di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, Q8 non ha comunicato nel proprio annuncio gli stessi valori come tetto generalizzato per tutta la rete.

Il gruppo ha presentato la scelta come coerente con l’attenzione alla tutela dei consumatori e con gli interventi adottati negli ultimi mesi in un mercato caratterizzato da una forte volatilità.

Dopo Eni e Ip, si allarga la rete dei prezzi calmierati

La decisione di Q8 arriva dopo le iniziative di Eni e Ip.

Eni ha fatto scattare il proprio tetto sui prezzi alla fine di settembre, fissando il limite a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. Ip, controllata da Socar, ha successivamente annunciato interventi di calmieramento dei prezzi, inizialmente su una parte della propria rete e con l’intenzione di procedere progressivamente.

Con l’ingresso di Q8, aumenta quindi il numero di impianti interessati da iniziative volontarie di contenimento dei prezzi. Il gruppo è uno dei principali operatori della rete italiana.

Il Governo: «Un effetto domino»

La decisione è stata accolta positivamente dal Governo.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto sui social che, dopo Eni e Ip, anche Q8 ha accolto l’invito dell’esecutivo a fissare un tetto ai prezzi di benzina e gasolio, definendo la sequenza di iniziative un «effetto domino».

Anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha espresso l’auspicio che l’iniziativa dei grandi operatori possa favorire una riduzione dei prezzi anche presso altri distributori, sottolineando il ruolo dei grandi marchi come fornitori della rete.

Le dichiarazioni dei ministri rappresentano la posizione del Governo sull’iniziativa e sul suo possibile impatto sul mercato.

La rete italiana: migliaia di distributori coinvolti

Il mercato italiano dei carburanti conta circa 22mila distributori tra rete stradale e autostradale.

Eni e Ip rappresentano complessivamente una quota rilevante della rete, mentre Q8 è tra i principali operatori nazionali. Accanto ai grandi marchi ci sono poi pompe bianche e altri operatori indipendenti, che rappresentano una parte consistente della rete.

La diffusione dei price cap non significa quindi che tutti i distributori italiani praticheranno necessariamente gli stessi prezzi: le modalità dell’intervento dipendono dal singolo operatore e, nel caso di Q8, dall’approccio modulare annunciato dalla compagnia.

Ora si guarda agli altri operatori

L’annuncio di Q8 apre quindi un nuovo capitolo nella partita sui prezzi dei carburanti.

L’attenzione si sposta ora sugli altri operatori della rete, soprattutto quelli indipendenti e i distributori non direttamente riconducibili ai grandi gruppi.

L’eventuale adeguamento di altri gestori potrebbe aumentare la pressione concorrenziale sui prezzi, ma l’effettiva evoluzione dipenderà dalle condizioni del mercato e dalle decisioni dei singoli operatori.

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