Fermati al casello con documenti falsi: uno era ricercato internazionale

Fermati al casello con documenti falsi: uno era ricercato internazionale
Controllo della Polstrada dopo il passaggio della barriera autostradale: arrestato un 36enne moldavo ricercato dalla Francia per una serie di truffe informatiche. Il connazionale di 21 anni, già espulso dall’Italia, sarà rimpatriato.

Un normale controllo al casello autostradale si è trasformato in un’operazione che ha portato alla luce una vicenda internazionale. Nel tardo pomeriggio di martedì, gli agenti della Polizia stradale hanno fermato una BMW appena transitata attraverso una barriera autostradale. A bordo viaggiavano due cittadini moldavi, entrambi apparentemente tranquilli e collaborativi.

I due hanno consegnato senza esitazione i documenti richiesti: patente, passaporto e carta di circolazione. Quello che sembrava un controllo di routine ha però rapidamente assunto un’altra dimensione. Gli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine hanno infatti evidenziato numerose irregolarità nella documentazione.

Il 36enne era ricercato in Francia

Dalle verifiche nelle banche dati, effettuate anche grazie alla collaborazione con gli uffici della Polaria di Malpensa, è emerso che il conducente, un 36enne, utilizzava una falsa identità. Dietro quel nome si nascondeva infatti un uomo ricercato a livello internazionale dalle autorità francesi.

Il suo nome era finito negli archivi investigativi per una serie di truffe informatiche commesse in Francia. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’uomo sarebbe stato coinvolto in episodi legati al cosiddetto jackpotting, una tecnica utilizzata per manomettere i sistemi informatici degli sportelli bancomat e ottenere il denaro contenuto al loro interno.

Per realizzare questo tipo di attacco possono essere utilizzati computer portatili, collegamenti hardware e strumenti informatici, con l’intervento di persone in grado di gestire le operazioni anche a distanza.

Il 36enne sarebbe stato identificato dalle autorità francesi dopo un episodio ai danni della Caisse d’Épargne, ma nel frattempo era riuscito a lasciare il Paese. La sua fuga si è però conclusa con il controllo della Polizia stradale.

L’uomo è stato condotto nel carcere di Busto, dove rimarrà in attesa dell’udienza davanti alla quinta sezione della Corte d’Appello di Milano, chiamata a pronunciarsi sulla procedura di estradizione.

Il secondo passeggero era già stato espulso dall’Italia

La situazione dell’altro occupante della BMW, un 21enne moldavo, è risultata diversa ma altrettanto delicata. Gli accertamenti effettuati attraverso il sistema Afis negli uffici della Polaria di Malpensa hanno permesso di scoprire che il giovane era stato espulso dall’Italia nel giugno del 2023.

Durante l’udienza per direttissima, il ragazzo ha raccontato al giudice Sebastiano Graziano di voler rimanere in Italia per lavorare e aiutare la propria famiglia.

«Voglio stare qua, voglio lavorare», ha spiegato, raccontando una situazione familiare difficile. I genitori sono separati e il giovane ha riferito di avere cinque fratelli e di provenire da una famiglia con poche risorse economiche.

Assistito dall’avvocato Andrea Febbraro e con l’aiuto di un interprete, il 21enne ha inoltre sostenuto di non aver compreso pienamente il provvedimento con cui era stato accompagnato fuori dall’Italia nel 2023. «Era scritto in inglese e in italiano, io non parlo nessuna delle due lingue», ha dichiarato in aula.

Il giudice lo rimette in libertà

Nel corso dell’udienza, il pubblico ministero Omar Gaafar ha chiesto per il giovane l’applicazione dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria di Corsico, località nella quale vivono alcuni suoi parenti.

La richiesta non è stata accolta dal giudice, che ha disposto la rimessione in libertà del 21enne.

La Procura ha quindi chiesto il nullaosta all’espulsione. Secondo quanto riferito dagli agenti della Polstrada, le procedure per il rimpatrio erano già state predisposte e il biglietto per il viaggio verso Chisinau, capitale della Moldavia, sarebbe già disponibile.

Il giovane potrebbe dunque lasciare l’Italia già nelle prossime ore, mentre per il 36enne si apre invece la procedura giudiziaria legata alla richiesta di estradizione in Francia.

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google