Sono tre le vittime italiane accertate nella strage di Capodanno avvenuta a Crans‑Montana. A confermarlo all’Adnkronos è stato l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Domenico Cornado, precisando che le famiglie sono state informate. Si tratta di Giovanni Tamburi, 16 anni di Bologna, Achille Barosi, 16 anni di Milano, ed Emanuele Galeppini, 17 anni, golfista di Genova.
Nel frattempo la polizia cantonale vallesana ha annunciato l’identificazione di otto vittime: quattro ragazze di 24, 22, 21 e 16 anni e quattro ragazzi di 21, 18, 18 e 16 anni, tutti di cittadinanza svizzera. Le salme sono state restituite ai familiari. Le operazioni di riconoscimento, coordinate dalla polizia, dal Disaster Victim Identification (DVI) e dall’Istituto di medicina legale, proseguono anche per le altre vittime. L’obiettivo, ha spiegato Cornado, è completare la maggior parte delle identificazioni entro domani.
Il bilancio resta pesantissimo: 40 morti e 121 feriti, cinque dei quali non ancora identificati. Sedici i cittadini francesi feriti, mentre nove risultano ancora dispersi secondo il ministero degli Esteri di Parigi.
Indagini e accertamenti
La magistratura elvetica ha avviato un’indagine a tutto campo per chiarire le responsabilità. Tra gli elementi al vaglio, anche le immagini circolate sui social che mostrerebbero materiali altamente infiammabili all’interno del locale “Le Constellation”, nonostante negli ultimi dieci anni avesse superato tre ispezioni di sicurezza. Il Comune di Crans-Montana ha annunciato la decisione di costituirsi parte civile e ha consegnato alla procura tutta la documentazione disponibile, frutto di una ricerca negli archivi comunali che ha coperto quasi sessant’anni.
I feriti trasferiti in Italia
Prosegue anche l’assistenza ai feriti più gravi. Al Centro ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano sono arrivati altri due pazienti: una quindicenne trasferita da Losanna e una sedicenne proveniente da Zurigo, giudicata inizialmente non trasportabile. Sale così a nove il numero dei ricoverati nella struttura milanese.
Il racconto dei soccorsi
«In Svizzera non abbiamo mai visto una cosa del genere», ha dichiarato il comandante dei vigili del fuoco locali, David Vocat, raccontando una scena definita “di guerra” al momento dell’intervento. La comunità di Crans-Montana, ha aggiunto, si è mobilitata subito per offrire supporto alle famiglie colpite.
Anche l’Italia è presente sul posto con il supporto della Protezione civile: la Regione Piemonte ha inviato un team specializzato per l’assistenza logistica e il coordinamento, in raccordo con le autorità svizzere. Le indagini e le attività di identificazione proseguono senza sosta, mentre la località alpina resta sotto shock per una tragedia senza precedenti.













