Oltre due tonnellate e mezzo di sigarette e melassa sequestrate, decine di denunce e quasi due milioni di euro di sanzioni. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all’interno dell’Aeroporto di Milano Malpensa contro il traffico illecito di tabacchi lavorati esteri.
Dall’inizio del 2026 i controlli intensificati nello scalo internazionale hanno portato al sequestro complessivo di ben 2.563 chilogrammi tra tabacco e melassa, per un valore commerciale superiore ai 740 mila euro.
Ancora più pesante il conto delle sanzioni amministrative elevate nei confronti dei passeggeri coinvolti: circa 1,85 milioni di euro complessivi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Gruppo Malpensa e del Distaccamento Locale Aeroporto, le persone fermate provenivano in prevalenza dal Nord Africa e dall’Est asiatico e trasportavano le sigarette direttamente nei bagagli personali, cercando di introdurle sul territorio nazionale senza dichiarazioni doganali e soprattutto senza il pagamento delle imposte previste dalla normativa italiana.
Il tabacco sequestrato era infatti privo dei contrassegni fiscali obbligatori e destinato con ogni probabilità al mercato illecito. L’evasione fiscale stimata supera i 190 mila euro.
Per 44 persone è così scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri aggravato. Altri 163 passeggeri sono invece stati sanzionati amministrativamente.
L’operazione conferma ancora una volta come Malpensa rappresenti uno dei principali punti sensibili sul fronte dei traffici internazionali illegali. E proprio il continuo aumento dei controlli doganali sta facendo emergere un fenomeno sommerso che coinvolge rotte sempre più strutturate e organizzate, spesso legate a viaggiatori utilizzati come corrieri per rifornire il mercato nero del tabacco.













