MILANO – Un nuovo quadro di riferimento per programmare strade, ferrovie e trasporto pubblico in Lombardia. Il Consiglio regionale ha approvato il Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti, aggiornando il piano risalente al 2016.
Il documento ha ottenuto 37 voti favorevoli e 16 contrari, al termine di sei sedute dedicate al confronto. L’orizzonte principale è fissato al 2032, ma l’intesa raggiunta durante la discussione ha permesso di collocare alcuni interventi in uno scenario esteso fino al 2036.
Il PRMT affronta anche i temi della logistica, del trasporto delle merci e dei collegamenti di primo e ultimo miglio. Sul fronte della mobilità dolce prevede lo sviluppo di circa 570 chilometri di ciclovie urbane e metropolitane e 1.250 chilometri di percorsi cicloturistici.
Malpensa e collegamenti ferroviari al centro per il Varesotto
Nel piano trovano spazio diverse infrastrutture che interessano la provincia di Varese. Tra queste figura la variante della Statale 33 del Sempione tra Rho e Gallarate, inserita nel sistema delle opere destinate a migliorare l’accessibilità a Malpensa.
Il programma punta inoltre al completamento del sistema viabilistico pedemontano e al rafforzamento dei collegamenti ferroviari e transfrontalieri. Nel corso del dibattito sono stati richiamati anche il Peduncolo di Vedano Olona e la linea ferroviaria Gallarate-Luino, infrastruttura strategica soprattutto per il traffico merci diretto verso la Svizzera.
Malpensa, la rete ferroviaria e i rapporti con il territorio elvetico vengono così indicati come elementi centrali per consolidare il ruolo del Varesotto nei collegamenti regionali e internazionali.
Investimenti su ferrovie, metropolitane e nodi di scambio
Uno dei capitoli principali riguarda il trasporto pubblico. La Regione intende intervenire sulle linee ferroviarie, sui nodi di interscambio, sui prolungamenti delle metropolitane e sulle nuove metrotranvie.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi ha ricordato gli oltre 2 miliardi di euro di interventi previsti dal Contratto di Programma con Ferrovienord. Il piano comprende inoltre il sostegno al prolungamento della M5 verso Monza e della M4 verso Segrate, oltre a 31,5 milioni di euro per le metrotranvie Milano-Desio-Seregno e per l’interoperabilità tra le linee T1 e T2 di Bergamo.
«La nostra programmazione – ha sottolineato Terzi – non si limita alle grandi opere, ma guarda anche agli interventi di interesse locale, fondamentali per migliorare la mobilità quotidiana di cittadini e imprese».
Le opere inserite nello scenario fino al 2036
La mediazione politica raggiunta durante l’esame del documento ha consentito di includere una serie di interventi in una prospettiva temporale più lunga.
Tra le opere indicate figurano la Tangenziale sud di Bergamo, il terzo lotto Paladina-Villa d’Almè, la variante della Statale 671 tra Ponte di Nossa e Clusone, la penetrante Est di Bergamo, la variante Tartano-Sondrio, il casello di Pieve Albignola e l’eliminazione del semaforo sulla Paullese a San Donato Milanese.
Nello stesso scenario sono stati inseriti anche lo Scavalco PM-Bivio Adda e il nuovo ponte San Michele.
Le risorse già stanziate
Terzi ha richiamato gli oltre 1,6 miliardi di euro destinati alle infrastrutture di trasporto attraverso il Piano Lombardia, ai quali si aggiungono 120 milioni assegnati agli enti locali per affrontare l’aumento dei costi delle opere.
Tra gli interventi citati dalla Regione rientrano la variante di Goito, finanziata con quasi 135 milioni di euro, e il potenziamento della Paullese nel tratto milanese, per un investimento di circa 215 milioni.
«In quest’aula – ha dichiarato l’assessore – benché ci siano posizioni discordanti, come è giusto che sia in un Paese democratico, c’è una visione comune: quella di rendere migliore la Lombardia. Di connettere le città e le aree metropolitane con i centri periferici. Di dare a tutti la possibilità di muoversi».
Il nuovo PRMT diventa ora la cornice entro la quale saranno definite le prossime scelte infrastrutturali della Lombardia. L’effettiva realizzazione delle opere dipenderà tuttavia dalla disponibilità delle risorse, dall’avanzamento dei progetti e dalla conclusione dei relativi iter autorizzativi.













