VARESE – Dovevano partire a fine gennaio, poi sono slittati a fine febbraio e infine sono stati suddivisi in due appuntamenti distinti: sabato 28 febbraio e sabato 28 marzo. Gli Stati generali del centrodestra varesino – che riuniscono Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Lombardia Ideale – prendono forma dopo settimane non semplici, segnate da confronti interni e da una fase di assestamento politico.
Tra rinvii e tensioni interne
L’iniziativa, fortemente voluta dalla Lega, avrebbe dovuto rappresentare il segnale di una coalizione compatta in vista delle amministrative del 2027. Tuttavia, il percorso organizzativo non è stato lineare. A pesare, secondo i retroscena politici, sarebbero stati i 2.500 emendamenti presentati dalla Lega a Palazzo Estense, scelta non condivisa con gli alleati e che avrebbe creato più di un malumore.
Il risultato è stato un rinvio e una lunga fase di confronto su impostazione e contenuti. Alla fine si è scelta una formula “diffusa”, con due giornate dedicate a temi diversi, soluzione utile a ricomporre equilibri e sensibilità interne.
Primo appuntamento: sicurezza e vivibilità
Il debutto è fissato per sabato 28 febbraio, dalle 9.30 alle 13, al Teatro Santuccio di via Sacco. Al centro del confronto i temi della sicurezza e della vivibilità urbana, con interventi di esperti, associazioni e rappresentanti istituzionali. Tra i nomi annunciati anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Il secondo appuntamento, già calendarizzato per il 28 marzo, sarà invece dedicato ai temi “Varese Bella” e “Varese Attrattiva”, tasselli che dovrebbero comporre l’ossatura del programma elettorale.
Il vero nodo: il candidato sindaco
Dietro la facciata dell’unità, però, resta aperta la partita più importante: quella del candidato sindaco. La definizione del nome è ancora in alto mare, anche se il centrodestra si è dato un limite temporale chiaro, la primavera 2026, per presentarlo ufficialmente. Superare quella scadenza sarebbe un segnale di debolezza politica evidente.
Il centrosinistra, infatti, parte da una posizione di vantaggio: non ha fretta, non deve rincorrere e può permettersi di scegliere con calma il proprio profilo – con i nomi di Perusin e Civati che circolano già da tempo. Il centrodestra, invece, deve correre e recuperare terreno, riuscendo in un equilibrio non semplice: riconquistare il voto moderato senza perdere il contatto con quell’elettorato che chiede più sicurezza, più fermezza e maggiore vivibilità in una città percepita da molti come in difficoltà.
La sfida territoriale
Le carte per tornare a vincere, dopo undici anni di amministrazioni di centrosinistra, ci sono tutte. Ma la coalizione non può permettersi di impantanarsi nel risiko dei partiti. La vera sfida sarà trovare una sintesi territoriale – i nomi di Cattaneo e Marsico restano sul tavolo – evitando che la scelta venga calata dall’alto da Roma secondo logiche di equilibrio interno più che di consenso reale tra i cittadini.
Un’eventuale “commissariamento” politico sarebbe percepito come l’ennesimo errore strategico. Varese, per il centrodestra, può rappresentare una riconquista possibile, ma solo a condizione di dimostrare una reale volontà di vincere e di cambiare rotta. La città, così com’è, convince pochi. E proprio per questo – sostengono in molti – potrebbe essere molto meglio di così. Basta volerlo davvero.
(nella foto il centrodestra varesino sconfitto nel 2021)













