“Materiali Indisciplinati”, a Busto Arsizio l’arte sperimenta senza confini

Una collettiva tra ceramica, tessuti e linguaggi contemporanei: il CAB apre alla città con una mostra all’insegna della pluralità espressiva.

Apre sabato 9 maggio allo Studio Arte Carlo Farioli la mostra collettiva “Materiali Indisciplinati”, promossa dal Centro Artecultura Bustese, realtà attiva dal 1977 nella diffusione e formazione artistica sul territorio. L’esposizione sarà visitabile fino al 17 maggio e rappresenta un nuovo momento di apertura alla città, nel segno del dialogo tra linguaggi contemporanei.

Il titolo della rassegna richiama la varietà di tecniche e materiali protagonisti in mostra: ceramiche, lavori materici, tessuti e sperimentazioni visive si intrecciano in un percorso che valorizza l’identità di ogni artista. «Questa mostra rappresenta un momento fondamentale di confronto per la nostra comunità artistica – spiega la presidente Maria Cristina Limido – un’occasione per dimostrare come la pluralità delle voci possa convergere in una narrazione visiva condivisa».

Nel corso di quasi cinquant’anni, il CAB si è affermato come punto di riferimento culturale per il territorio di Busto Arsizio, affiancando alle esposizioni un’ampia offerta formativa: dalla pittura al disegno, dall’acquerello alla vetrata Tiffany, fino alla ceramica, all’intarsio ligneo e alla scrittura creativa.

La rassegna è strutturata in due momenti distinti – dal 9 al 17 maggio e dal 23 al 31 maggio – per permettere la partecipazione di un ampio numero di soci. Nella prima fase saranno esposte le opere di venti artisti, uniti da un approccio contemporaneo ma differenti per sensibilità e ricerca.

A sostenere le attività dell’associazione è anche Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Sostenere l’arte significa investire nell’identità e nella coesione delle comunità – sottolinea il presidente Roberto Scazzosi –. È uno strumento di dialogo tra generazioni e un’opportunità per sviluppare nuove chiavi di lettura della realtà».

L’inaugurazione è in programma sabato 9 maggio alle ore 17. La mostra sarà poi aperta al pubblico il venerdì dalle 16 alle 19, e nel weekend dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, offrendo un’occasione concreta per immergersi in un racconto collettivo fatto di materia, ricerca e libertà creativa.