Mal di traffico cronico per Varese, che con 52 ore perse all’anno da ogni automobilista si colloca al quinto posto in Italia per tempo trascorso in code e rallentamenti. Il dato emerge dal Global Traffic Scorecard di Inrix, società leader a livello mondiale nell’analisi dei flussi di mobilità urbana. Il report misura l’impatto economico e sociale della congestione stradale utilizzando dati anonimi provenienti dai GPS delle auto, integrati con informazioni in tempo reale su cantieri, incidenti e chiusure stradali.
I flussi di attraversamento
L’analisi non riguarda il solo comune di Varese, ma una più ampia Urban area, che include anche i centri limitrofi da cui originano i principali flussi di traffico. Inrix, infatti, valuta i movimenti in ingresso e in uscita dalle aree urbane. Varese risente in modo particolare del traffico di attraversamento e del pendolarismo quotidiano verso la Svizzera e Milano.
Secondo l’ultimo report, consultabile sul sito di Inrix, l’area urbana di Varese si colloca al 121° posto nel mondo per impatto complessivo della congestione. Il dato tiene conto non solo delle ore perse, ma anche delle dimensioni della rete stradale e del numero di persone coinvolte nei rallentamenti. Con questi criteri, Varese risulta la nona città più congestionata d’Italia, subito dopo Napoli e appena prima di Torino.
Sei giornate lavorative perse ogni anno
Le 52 ore annue perse nel traffico equivalgono a oltre sei giornate lavorative da otto ore trascorse in auto senza muoversi. Un dato in netto peggioramento: +6% rispetto al 2024 e +13% rispetto al 2023. Segnali chiari di una situazione viabilistica che diventa sempre più critica.
Particolarmente significativo è il Last Mile Speed, la velocità media dell’ultimo miglio, pari a 13 miglia orarie (circa 21 km/h). È la stessa velocità registrata in città come Roma o Brescia, nonostante Varese abbia dimensioni molto più ridotte.
Un sistema che penalizza gli automobilisti
Il dato più sorprendente è il confronto con Napoli. A Varese un automobilista perde 9 ore in più all’anno rispetto a uno che si muove nel capoluogo campano. Una situazione paradossale, se si considera la differenza di popolazione e densità urbana tra le due città.
La spiegazione sta nella struttura della rete viaria: gran parte del traffico è costretta a transitare dal centro cittadino. L’assenza di una circonvallazione esterna completa fa sì che ogni incidente, cantiere o rallentamento si ripercuota immediatamente su tutta la rete urbana. Con una differenza non trascurabile: a Varese, spesso, neppure un colpo di clacson serve a far scorrere il traffico.













