Accise e carburanti, il nodo dei distributori: “Ogni intervento è un rischio per i gestori”

Rifornimenti a secco nel Varesotto dopo il ponte del Primo maggio
tra prezzi instabili e accise variabili, i benzinai denunciano incertezza continua

Lunedì mattina difficile per diversi distributori di carburante della provincia di Provincia di Varese, che alla riapertura dopo il lungo ponte del Primo maggio si sono trovati temporaneamente a secco. Una situazione destinata a rientrare nel giro di poche ore, ma sufficiente a riportare al centro del dibattito il tema delle accise e della stabilità del settore.

Secondo gli operatori, infatti, le continue variazioni fiscali sui carburanti stanno generando incertezza lungo tutta la filiera, con effetti immediati sulla gestione dei rifornimenti e sulle scorte.

“Ogni pieno è una scommessa”

Massimo Sassi, presidente provinciale FIAB Confesercenti, descrive un clima di costante incertezza per i gestori: «Quando vediamo un annuncio del governo sui carburanti, chi ha appena rifornito non sa cosa gli aspetta». Il problema principale riguarda il meccanismo delle accise, che incide direttamente sul prezzo d’acquisto dei carburanti da parte dei distributori.

«Noi anticipiamo i soldi, spiega Sassi, acquistiamo la benzina a un certo prezzo con l’accisa già inclusa. Se poi il governo interviene, ci ritroviamo con prodotti pagati a un valore diverso da quello a cui siamo costretti a rivendere».

Il risultato è una forte esposizione economica: un taglio delle accise dopo l’acquisto può generare perdite, mentre un aumento improvviso può azzerare i margini già ridotti.

Un sistema percepito come instabile

Secondo i gestori, il problema non è solo la misura del singolo intervento, ma la frequenza delle modifiche. «È una specie di scommessa ogni volta che riforniamo», continua Sassi. «In molti casi non riusciamo a recuperare le differenze sui carburanti già acquistati».

Una situazione che si è già verificata in passato, ad esempio durante la pandemia, quando variazioni e proroghe hanno lasciato molti operatori senza strumenti di compensazione.

Il contesto dei recenti interventi

Le tensioni sui mercati energetici internazionali, legate anche alla situazione nello Stretto di Hormuz, hanno contribuito a rendere instabile il prezzo del petrolio. In risposta, il governo ha adottato più interventi sulle accise tra marzo e maggio 2026, con tagli temporanei e proroghe successive.

Le modifiche più recenti hanno ridotto lo sconto sulla benzina e mantenuto più stabile quello sul gasolio, considerato strategico per il trasporto merci. Ma proprio la frequenza dei cambiamenti sta mettendo sotto pressione gli operatori.

Cosa sono le accise e perché contano

Le accise sono imposte fisse applicate su ogni litro di carburante, che si sommano all’IVA e incidono in modo rilevante sul prezzo finale alla pompa. Lo Stato può modificarle con decreto, ma ogni variazione si riflette immediatamente su chi gestisce i distributori, che deve fare i conti con acquisti già effettuati a prezzi diversi.

Un equilibrio sempre più fragile

Nel Varesotto, come nel resto del Paese, i gestori chiedono maggiore stabilità normativa per evitare oscillazioni difficili da gestire. Nel frattempo, episodi come quelli registrati all’inizio della settimana mostrano quanto la filiera dei carburanti resti sensibile anche a piccoli cambiamenti, con effetti immediati sulla distribuzione e sull’utenza.