GALLARATE – All’Unità operativa di Cardiologia di Gallarate è ripresa l’attività di Elettrofisiologia. Tra le procedure eseguite, l’ablazione di una tachicardia da rientro nodale su una paziente di 18 anni, guidata da una ricostruzione tridimensionale del cuore e senza impiego di raggi X.
È la forma più comune di tachicardia parossistica sopraventricolare nell’adulto. Il circuito anomalo coinvolge il nodo atrioventricolare e può far salire bruscamente la frequenza oltre 200 battiti al minuto. Gli episodi iniziano e terminano all’improvviso; possono causare cardiopalmo, oppressione al petto, affanno e capogiri. Non mette in pericolo la vita, ma può incidere sulla quotidianità e comportare accessi ripetuti al Pronto Soccorso. L’ablazione transcatetere può risolverla in modo definitivo ed è indicata dalle linee guida europee come trattamento di prima scelta.
La tecnica “Zero Raggi” usa un sistema elettroanatomico che crea una mappa 3D e mostra in tempo reale la posizione dei cateteri. La guida aiuta a raggiungere con precisione il punto da trattare e a preservare le strutture delicate. Secondo il dottor Francesco Brasca, gli studi mostrano risultati pari alla tecnica tradizionale, senza esposizione alle radiazioni per la paziente e il personale.
L’intervento è stato svolto dall’équipe diretta da Brasca, con Matteo Fortuna, Paolo Cerea, Simona Mancassola, Diego La Maestra e Giulia Filippini, insieme al personale infermieristico e tecnico. Il direttore Fabio Barlocco lo definisce un passo avanti per la Cardiologia. Il direttore di Ostetricia e Ginecologia, Giacomo Colombo, sottolinea il valore della riduzione dell’esposizione nelle pazienti in età fertile.













