Quasi duecento lavoratori con il futuro appeso a un filo. È la situazione che si è venuta a creare a Malpensa dopo la decisione di Amazon di trasferire le proprie operazioni cargo nello scalo di Montichiari, in provincia di Brescia, cambiando contemporaneamente il fornitore dei servizi logistici.
Una scelta che coinvolge direttamente Malpensa Logistica Europea (MLE), società che gestisce la movimentazione delle merci per il gruppo americano all’aeroporto varesino, e che potrebbe avere pesanti ricadute occupazionali.
Presidio davanti ai magazzini del Terminal 2
Mercoledì mattina i lavoratori si sono riuniti in presidio davanti ai magazzini Amazon del Terminal 2 di Malpensa, insieme alle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl Trasporto Aereo e Uiltrasporti.
La comunicazione del trasferimento è arrivata il 24 luglio, mentre il passaggio operativo è previsto per l’8 settembre. Una tempistica che, secondo i sindacati, lascia poco margine di manovra anche a causa del mese di agosto, periodo nel quale gli strumenti di mobilitazione risultano fortemente limitati.
«Sono 196 gli esuberi»
La preoccupazione riguarda soprattutto il destino dei dipendenti impiegati nella commessa Amazon.
«Stiamo parlando di 196 esuberi», spiega Pino Pizzo, della segreteria confederale della Cgil di Varese. «Chiediamo attenzione e rispetto per le persone coinvolte e soprattutto che venga garantito l’assorbimento del personale per evitare la perdita dei posti di lavoro».
Trasferimento difficile da sostenere
La nuova sede operativa dista circa 154 chilometri da Malpensa, una distanza che rende di fatto impraticabile un trasferimento quotidiano per la maggior parte dei dipendenti.
Secondo le sigle sindacali, la scelta organizzativa del committente rischia di scaricare tutte le conseguenze sul fornitore e sui lavoratori.
«Amazon non può limitarsi a decidere dove svolgere la propria attività lasciando che le ricadute occupazionali vengano sopportate esclusivamente dai dipendenti e dall’azienda che gestisce il servizio», affermano i sindacati.
Le richieste ad Amazon
Le organizzazioni dei trasporti chiedono risposte precise su diversi aspetti:
- quali saranno gli effetti concreti del trasferimento;
- quale sarà il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti;
- quali strumenti verranno adottati per garantire la continuità lavorativa;
- quali tutele saranno assicurate sotto il profilo economico e contrattuale;
- quale ruolo intenda assumere Amazon nella gestione della vertenza.
Incontri già fissati
La trattativa entra ora nel vivo. Per giovedì è previsto un confronto a Roma, mentre venerdì è in programma un incontro territoriale tra azienda e organizzazioni sindacali.
Nel frattempo, davanti ai magazzini del Terminal 2, resta la preoccupazione di chi teme di perdere il lavoro dopo anni trascorsi a garantire la movimentazione delle merci del colosso dell’e-commerce. Mentre i muletti continuano a operare senza sosta sotto il sole estivo, il destino di quasi duecento famiglie resta ancora tutto da definire.













