Il Ticino chiede alla Confederazione una pianificazione dei trasporti più organica e un maggiore impegno sulle infrastrutture ferroviarie e stradali. Il tema rientra nel pacchetto di misure che il Consiglio federale svizzero intende sottoporre al Parlamento nei primi mesi del 2027, attraverso una serie di richieste di credito per gli interventi su ferrovie, autostrade e programmi d’agglomerato.
Il Governo ticinese ha preso posizione sulla documentazione elaborata dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), evidenziando la necessità di una visione complessiva soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo della rete ferroviaria.
Secondo il Cantone, il quadro proposto riunisce numerosi interventi ma non definisce ancora in modo sufficientemente chiaro le priorità e la strategia di lungo periodo.
È soprattutto sul fronte ferroviario che il Consiglio di Stato individua le maggiori criticità. Le risorse disponibili per i prossimi vent’anni, a fronte delle numerose esigenze infrastrutturali presenti a livello nazionale, hanno portato la Confederazione a ridurre il numero degli interventi previsti entro il 2035.
Per il Ticino il piano federale contempla soltanto due nuovi investimenti, ritenuti dal Governo cantonale non sufficienti a rispondere all’evoluzione della domanda.
Tra le opere richieste per l’orizzonte 2035 figura il raddoppio dei binari tra Cadenazzo e Locarno, compresi gli attraversamenti dei fiumi Ticino e Verzasca. Il Cantone chiede inoltre interventi per aumentare la capacità dei nodi ferroviari maggiormente sollecitati di Bellinzona, Lugano e Mendrisio.
Il valore complessivo degli interventi indicati dal Governo ticinese è nell’ordine dei 500 milioni di franchi, cifra che, secondo il Cantone, potrebbe essere inserita nel quadro finanziario già previsto.
La richiesta riguarda anche il rafforzamento del ruolo dei Cantoni e dell’Ufficio federale dei trasporti nella pianificazione dell’offerta e delle infrastrutture.
Uno sguardo al 2050 e al completamento di AlpTransit
Per il successivo orizzonte temporale, quello del 2050, il Ticino chiede una strategia specifica per lo sviluppo dell’asse ferroviario nord-sud.
L’obiettivo indicato è aumentare progressivamente la capacità della rete e accompagnare la crescita del numero di passeggeri che utilizzano il trasporto ferroviario.
Il Governo cantonale chiede quindi che già nel Messaggio 2027 vengano inseriti i crediti necessari alla pianificazione e alla progettazione degli interventi sui principali nodi ferroviari.
In questa prospettiva, le opere richieste dovrebbero rappresentare una prima fase verso il completamento della rete AlpTransit, con interventi destinati ad aggirare il nodo di Bellinzona e a potenziare il collegamento lungo l’asse Lugano-Chiasso.
Autostrade, PoLuMe tra le priorità
Sul fronte stradale, il piano del DATEC prevede il potenziamento della N2 tra Lugano e Mendrisio, il progetto PoLuMe, tra le opere prioritarie dell’orizzonte 2045.
Su questo punto il Consiglio di Stato ticinese condivide l’impostazione federale e considera il progetto tra gli interventi da portare avanti secondo la pianificazione indicata.
Diversa la posizione sul collegamento N13 Bellinzona-Locarno, noto come COBELLO. L’opera sarebbe stata spostata all’orizzonte 2055, anche in relazione alle valutazioni ancora in corso sull’impatto del progetto sulla zona palustre del Piano di Magadino.
Il rinvio preoccupa il Governo ticinese, anche alla luce del nuovo confronto tra diverse varianti di tracciato annunciato dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).
Il Cantone chiede quindi di riportare COBELLO tra gli interventi con orizzonte 2045 e sollecita USTRA a concludere la progettazione sia di PoLuMe sia del collegamento Bellinzona-Locarno, così da poter avviare i successivi procedimenti autorizzativi.
Programmi d’agglomerato, attenzione anche al Luganese
Un altro capitolo riguarda i contributi federali destinati ai programmi d’agglomerato.
Il Consiglio di Stato valuta positivamente il sostegno previsto per i programmi di quinta generazione del Bellinzonese, del Locarnese e del Mendrisiotto, oltre che per la galleria Moscia-Acapulco.
Per il Luganese viene invece chiesto un finanziamento specifico per le misure considerate prioritarie all’interno del relativo programma d’agglomerato.
La richiesta ammonta a 22,63 milioni di franchi, calcolati sulla base di un contributo federale del 35%. Gli interventi sono legati in particolare al potenziamento della mobilità lenta e del trasporto pubblico.
Ora la parola passa al Parlamento
Il pacchetto Trasporti ’45 dovrà ora affrontare il passaggio istituzionale e parlamentare, dove saranno valutate le diverse richieste di investimento e le relative priorità.
Per il Ticino il confronto sarà particolarmente importante, perché dalla pianificazione federale dipenderanno diversi interventi considerati strategici per la mobilità cantonale, dal potenziamento ferroviario alle infrastrutture stradali, fino ai programmi per gli agglomerati.
Il Consiglio di Stato punta quindi a ottenere un maggiore equilibrio nella distribuzione degli investimenti tra le diverse regioni svizzere e a garantire una programmazione capace di accompagnare, nel lungo periodo, l’evoluzione della mobilità e delle esigenze del territorio.













