Strage di Capodanno a Crans-Montana, l’accusa dell’Italia: “Svizzeri sbrigativi e infastiditi”

In una relazione del Viminale gli investigatori svizzeri descritti come «frettolosi e infastiditi». Ombre sulla cooperazione e sulle autopsie

Un clima di freddezza e scarso coordinamento. È il quadro che emerge dalla relazione redatta dagli esperti italiani inviati dal Ministero dell’Interno a Crans‑Montana per seguire le indagini sulla tragedia di Capodanno che ha causato la morte di 40 giovanissimi, tra cui sei italiani. A riferirlo è Il Secolo XIX, che ha visionato il documento trasmesso a Roma dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Viminale.

Il sopralluogo risale al 4 gennaio e si è svolto all’interno del locale Le Constellation, teatro dell’incendio. Nella relazione si parla di una scena ancora segnata dalla tragedia: bottiglie di champagne sui tavoli, candelotti pirotecnici, e segni lasciati dalla Polizia scientifica elvetica attorno all’area delle scale di uscita, dove – si legge – «34 corpi sono stati trovati accatastati».

Secondo il dossier, i funzionari svizzeri presenti si sarebbero mostrati «visibilmente irrigiditi e infastiditi» dalla presenza dei colleghi italiani, dando l’impressione di voler concludere rapidamente l’ispezione.

Il sopralluogo e le criticità rilevate

La missione è stata condotta tra il 4 e il 5 gennaio da due medici legali italiani specializzati nella Disaster Victim Identification (Dvi), affiancati da un ufficiale dei carabinieri distaccato a Berna come esperto per la sicurezza, insieme a funzionari Dvi svizzeri e alla polizia del Canton Vallese. Un’ispezione formalmente autorizzata, ma definita dagli italiani «breve e particolarmente sbrigativa».

Il locale viene descritto come uno spazio interrato, di dimensioni ridotte, privo di finestre e con una sola uscita, coincidente anche con l’unica via di sicurezza. Proprio sulle scale si sarebbero ammassate la maggior parte delle vittime, al punto da divellere la ringhiera. I materiali interni – plastica e pannelli fonoassorbenti – avrebbero alimentato l’incendio, fondendo anche bicchieri sospesi e schermi televisivi.

Gli investigatori italiani avrebbero inoltre segnalato la presenza di un passaggio di servizio opposto all’ingresso principale, risultato però essere l’accesso a un vano ascensore e non un’uscita alternativa. Alla richiesta di chiarimenti, i funzionari elvetici si sarebbero limitati a rispondere che il varco «non era agibile», dichiarando di non essere titolati a entrare nel merito.

Indagini e autopsie, i nodi aperti

Al momento, risultavano indagati a piede libero solo i titolari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Nessun rappresentante degli enti di controllo, federali o locali, risulterebbe invece formalmente indagato, un aspetto che – secondo la relazione – appare in contrasto con le dichiarazioni del sindaco Nicolas Féraud, secondo cui il locale non sarebbe stato sottoposto a controlli tra il 2020 e il 2025.

Un altro punto critico riguarda le autopsie: l’autorità giudiziaria svizzera non avrebbe disposto esami autoptici sui sei cittadini italiani, rilasciando certificati di morte privi dell’indicazione della causa del decesso. In Svizzera, infatti, i certificati medici completi restano coperti da segreto e accessibili solo per finalità giudiziarie.

Proprio per questo, e per il rischio che la cremazione delle salme rendesse impossibili ulteriori accertamenti, la Procura di Roma ha deciso di delegare le procure delle città di residenza di cinque delle sei vittime italiane affinché disponessero le autopsie.

Il caso in Parlamento

La vicenda è destinata ad approdare anche in sede istituzionale. Martedì 13 gennaio, nell’Aula di Montecitorio, sono previste informative urgenti del governo sui fatti di Crans-Montana, con la partecipazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Mentre le indagini proseguono, il dossier italiano mette in evidenza non solo le incognite sulla dinamica dell’incendio, ma anche le difficoltà nei rapporti investigativi tra Italia e Svizzera. Ombre che, a distanza di giorni dalla tragedia, continuano a pesare su una delle pagine più drammatiche di questo Capodanno europeo.