Il terzo lotto dell’Ospedale Del Ponte dovrà essere completamente ripensato. A quasi dieci anni dai primi annunci sul completamento del polo materno-infantile varesino, il progetto si trova oggi davanti a un nuovo stop: i 17 milioni di euro stanziati nel 2020 non sono più sufficienti per realizzare l’opera.
A confermarlo è il direttore generale dell’ASST Sette Laghi, Mauro Moreno, che ha spiegato come il progetto dovrà essere rivisto e aggiornato, con la possibilità che l’intero iter autorizzativo riparta dall’inizio.
Costi aumentati e progetto superato dal tempo
Il finanziamento approvato nel 2020 era stato calcolato su prezzi risalenti al periodo 2016-2018. Nel frattempo, l’aumento dei costi dei materiali da costruzione e le trasformazioni del mercato edilizio hanno cambiato radicalmente il quadro economico.
Per questo motivo l’ASST Sette Laghi ha avviato un confronto con Regione Lombardia per ottenere risorse aggiuntive necessarie alla realizzazione dell’intervento.
Secondo Mauro Moreno, però, la situazione può trasformarsi anche in un’opportunità: il progetto originario era stato concepito prima della pandemia e non tiene conto delle nuove esigenze organizzative e sanitarie emerse negli ultimi anni.
Ripensare oggi il terzo lotto significa quindi adeguarlo alle necessità attuali dell’ospedale e ai nuovi modelli assistenziali sviluppati dopo il Covid.
Cosa prevedeva il terzo lotto
Il terzo lotto rappresentava la fase conclusiva del grande piano di ampliamento del Del Ponte, con l’obiettivo di concentrare in un unico presidio tutte le attività dedicate alla donna e al bambino.
Tra gli interventi previsti figuravano l’abbattimento dell’Ottagono — il corpo centrale di collegamento tra i padiglioni — e la costruzione di una nuova struttura a due piani collegata alla hall principale.
Il progetto comprendeva anche il trasferimento dell’ingresso principale, la rimozione della passerella provvisoria e del container utilizzato come mensa, oltre alla realizzazione di nuovi ambulatori, studi medici e un’aula congressi.
La riprogettazione potrebbe accelerare i tempi
La revisione del progetto potrebbe però avere un impatto meno pesante del previsto sul piano burocratico. Se le modifiche non interesseranno le volumetrie esterne dell’edificio, l’iter autorizzativo potrebbe infatti risultare molto più rapido rispetto a una nuova progettazione completa.
Gli uffici tecnici dell’azienda ospedaliera e quelli comunali stanno già lavorando su questa ipotesi per evitare ulteriori rallentamenti.
Prima il trasferimento degli ambulatori
Uno dei passaggi fondamentali sarà il trasferimento degli ambulatori di ginecologia e ostetricia oggi ospitati nell’Ottagono. Solo dopo il loro spostamento sarà possibile procedere con l’abbattimento della struttura.
I nuovi spazi al piano meno uno del Padiglione Leonardo dovrebbero essere pronti tra la fine di maggio e il mese di giugno.
In arrivo nuovi interventi e servizi
Nel frattempo proseguono altri progetti all’interno del polo ospedaliero. È in fase conclusiva la progettazione del rifacimento della facciata del Padiglione Michelangelo, intervento atteso dal 2021 e che dovrebbe concludersi entro i primi mesi del 2027.
Si avvicina inoltre l’attivazione del nuovo centro di Procreazione Medicalmente Assistita, che entrerà in funzione negli spazi rinnovati del Leonardo dopo l’ispezione del Centro Nazionale Trapianti.
Per ottobre è invece previsto l’arrivo di una nuova risonanza magnetica, attorno alla quale si sta sviluppando anche un progetto dedicato ai pazienti pediatrici per ridurre il ricorso all’anestesia nei bambini sopra i cinque anni.













