Artigiani e PMI in Italia tra speranze e timori: il 2026 si apre all’insegna dell’incertezza

Una PMI su tre prevede un calo del fatturato, mentre il 40% si dice pronto a ridurre gli investimenti (foto d'archivio)

MILANO – L’incertezza globale continua a condizionare le aspettative economiche di artigiani e piccole imprese italiane all’inizio del 2026. È quanto emerge da un’indagine della CNA, che fotografa un comparto diviso tra cauto ottimismo e preoccupazioni concrete.

Secondo lo studio, gli imprenditori ottimisti (23,8%) superano di poco i pessimisti (23,2%), con un trend positivo tra gli under 40 e nelle regioni del Mezzogiorno. Restano però forti le criticità: tra le più segnalate ci sono i costi energetici, la concorrenza sleale e la difficoltà a reperire personale qualificato.

Una PMI su tre prevede un calo del fatturato, mentre il 40% si dice pronto a ridurre gli investimenti. Solo un’impresa su sei intende aumentare la spesa. Sul fronte occupazionale, quasi il 70% degli intervistati prevede stabilità dell’organico, il 20% teme una riduzione e solo il 10% ipotizza nuove assunzioni.