Busto Arsizio verso la tassa di soggiorno: ipotesi tariffe fino a 3 euro a notte

Busto Arsizio verso la tassa di soggiorno: ipotesi tariffe fino a 3 euro a notte
L’ipotesi ha raccolto il consenso della maggioranza durante la riunione sul bilancio. Previsti importi differenziati in base alla categoria delle strutture ricettive, con una tariffa di circa 2 euro per i B&B. La decisione finale passerà dal Consiglio comunale.

Busto Arsizio si prepara a introdurre la tassa di soggiorno. Dopo essere stata discussa più volte negli ultimi anni, la proposta sembra ormai vicina a diventare realtà anche nella città, che si aggiungerebbe così ad altri comuni del territorio che già applicano l’imposta ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive.

Il tema è stato affrontato lunedì 27 ottobre durante una riunione di maggioranza dedicata al bilancio. Al termine del confronto non sarebbero emerse opposizioni da parte dei gruppi del centrodestra, aprendo la strada al possibile via libera alla misura.

Una proposta discussa da tempo

L’introduzione dell’imposta era già stata valutata positivamente da diversi esponenti dell’amministrazione comunale, soprattutto tra coloro che si occupano o si sono occupati di commercio e promozione del territorio.

Negli ultimi mesi a rilanciare l’idea era stata Paola Magugliani, assessore civico durante il primo mandato del sindaco Emanuele Antonelli. Interesse e apprezzamento per la proposta erano stati espressi anche dagli assessori Manuela Maffioli, della Lega, e Matteo Sabba, della lista Antonelli, oltre che da Paolo Geminiani, consigliere delegato al commercio di vicinato per Fratelli d’Italia.

Ora, con il confronto sul bilancio, l’ipotesi è entrata in una fase più concreta, anche se per l’effettiva introduzione dell’imposta sarà necessario completare l’iter amministrativo.

Tariffe differenziate per hotel e B&B

La tassa di soggiorno è un tributo locale che viene applicato a chi pernotta in una struttura ricettiva situata in un comune diverso da quello di residenza. Il pagamento viene riscosso direttamente dai gestori delle strutture, tra cui alberghi, bed & breakfast e case vacanza.

A Busto Arsizio si ragiona su una tariffa media di circa 2 euro per notte, applicabile per un massimo di 15 giorni. Gli importi potrebbero variare in base alla categoria della struttura ricettiva.

Per gli hotel a quattro stelle si ipotizzano tariffe comprese tra 2,50 e 3 euro a notte, mentre per quelli a due stelle il contributo potrebbe oscillare tra 1 e 1,50 euro. Per i bed & breakfast, invece, entrambi gli scenari elaborati dagli uffici comunali prevedono un importo di 2 euro.

Le simulazioni sono state predisposte sulla base dei dati relativi al 2025 e indicano un gettito annuo stimato poco sopra o poco sotto i 170mila euro, a seconda dello scenario che verrà scelto.

Le risorse destinate al turismo e al patrimonio locale

Il ricavato della tassa di soggiorno è destinato a finanziare interventi legati al turismo e alla valorizzazione del territorio. Le risorse possono essere utilizzate anche per sostenere le strutture ricettive, migliorare la fruibilità dei luoghi di interesse e intervenire sulla manutenzione e sul recupero dei beni culturali e ambientali, oltre che sui servizi pubblici locali collegati.

La proposta dovrà ora arrivare in Consiglio comunale, dove l’introduzione dell’imposta potrebbe essere esaminata in occasione dell’approvazione dell’ultimo bilancio di previsione dell’amministrazione guidata da Emanuele Antonelli.

Se confermata, la misura porterebbe Busto Arsizio ad affiancare altri comuni del territorio che hanno già scelto di applicare un contributo ai pernottamenti turistici, con l’obiettivo di reperire nuove risorse da destinare alla promozione e alla valorizzazione della città.

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