Pgt, il centrodestra varesino attacca: “Blitz estivo che rischia di bloccare la città per dieci anni”

Pgt, il centrodestra varesino attacca: “Blitz estivo che rischia di bloccare la città per dieci anni”
Conferenza stampa congiunta dei consiglieri d'opposizione nella sede della Lega in piazza Podestà: "Il Comune si fermi e ascolti quartieri, associazioni e professionisti". Il Piano calendarizzato in aula il primo settembre

VARESE – Centrodestra varesino all’attacco. Le forze di minoranza nel consiglio comunale si schierano unite e compatte contro l’approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), prevista in aula per il primo settembre. Durante una conferenza stampa congiunta che si è tenuta nella sede cittadina della Lega in piazza Podestà, l’opposizione ha contestato duramente sia il metodo scelto dall’amministrazione — definito un vero e proprio “blitz” agostano — sia i contenuti tecnici del documento, che secondo i consiglieri di centrodestra rischia di bloccare lo sviluppo cittadino per i prossimi dieci anni.

Ecco le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza

  • Stefano Angei (Lega): «Abbiamo chiesto ufficialmente di far slittare la seduta del primo settembre di 30 giorni per dare a quartieri, professionisti e associazioni il tempo di valutare un piano decisivo per il prossimo decennio. Palazzo Estense ha risposto con il silenzio. Chi propone progetti validi non si nasconde sotto l’ombrellone, ma affronta il confronto. Questa giunta si barrica nei palazzi del potere per imporre il PGT senza un vero dialogo, temendo che emerga la realtà di un piano senza una reale visione. Con questa burocrazia asfissiante che bloccherà ogni opera, Varese rischia di trasformarsi da Città Giardino a cimitero delle ville»
  • Matteo Bianchi (Lega): «Il PGT è la bussola che traccia il futuro di una comunità per i decenni a venire. Il primo grande difetto di questo piano è la chiusura totale verso i professionisti del settore — architetti, ingegneri e costruttori —, il cui coinvolgimento è vitale per concretizzare gli investimenti. Il secondo limite è l’assenza di un’identità chiara per Varese: se Lugano scommette sulla finanza, Milano sull’attrattiva globale e Como sul turismo, la nostra città non sceglie una direzione. Senza la forza di intercettare capitali esterni, Varese va incontro all’isolamento, perdendo centralità anche nel contesto provinciale».
  • Emanuele Monti (Lega): «Questo PGT è pieno di lacune e penalizzerà i varesini, fornendo all’opposizione molti argomenti tecnici su cui confrontarsi con la cittadinanza in vista della campagna elettorale. È un errore strategico della giunta e del centrosinistra discutere un atto così vincolante dopo dieci anni di governo e ormai allo scadere del mandato. Qualsiasi scenario futuro vedrà la necessità di intervenire con varianti al testo approvato, dato che le regole proposte rischiano di creare forti difficoltà applicative per i proprietari e le imprese locali».
  • Franco Formato (Lombardia Ideale): «Parlando con architetti e ingegneri emerge una preoccupazione corale: questo PGT rischia di ingessare Varese all’interno di un’ideologia che non porta benefici reali e la confina in un ambito provinciale. La città necessita di un dialogo costante con il contesto circostante, valorizzando gli assi verso Milano, la Svizzera e l’aeroporto di Malpensa. Abbiamo predisposto una serie di emendamenti per introdurre correttivi, rammaricandoci del fatto che non sia stato attivato un tavolo di confronto preliminare con le minoranze per arricchire il dibattito».
  • Roberto Puricelli (Forza Italia): «Non c’è stato un vero confronto sulle tematiche di merito, ma soltanto presentazioni unilaterali da parte dell’amministrazione. Diversi professionisti e consiglieri sono stati costretti ad analizzare i documenti tecnici durante il periodo feriale proprio per la scelta di accelerare i tempi a fine agosto. L’amministrazione prosegue sulla propria strada senza considerare le richieste inoltrate dalle rappresentanze di minoranza, reiterando un metodo di gestione che ignora l’apporto delle forze politiche che rappresentano una parte consistente della cittadinanza».

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