Rimpasto a Busto, tregua nel centrodestra: giunta congelata dopo lo scontro Antonelli-Cassani

L’intervento dei vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia evita la rottura nella coalizione. Per ora nessun cambio nell’esecutivo di Palazzo Gilardoni.

A Busto Arsizio è servito l’intervento dei vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia per evitare che lo scontro politico sul rimpasto di giunta degenerasse in una frattura nella maggioranza che governa Palazzo Gilardoni.

Dopo l’uscita pubblica del segretario provinciale della Lega Andrea Cassani, che aveva difeso le tre poltrone del Carroccio in giunta, il sindaco Emanuele Antonelli aveva reagito con irritazione. A raffreddare gli animi sono stati i coordinatori regionali dei due partiti, Massimiliano Romeo per la Lega e Carlo Maccari per Fratelli d’Italia.

Il risultato è una tregua politica che, almeno per ora, congela il riassetto dell’esecutivo.

Antonelli chiude il caso

Il sindaco sceglie di non alimentare ulteriormente la polemica e liquida la vicenda con poche parole, ma particolarmente taglienti:

«Cassani? È un giovane ragazzo che vive di politica. Mi fa pena».

La tensione era salita dopo le dichiarazioni del segretario leghista, intervenuto per blindare le tre caselle in giunta del Carroccio. Il botta e risposta con Antonelli aveva fatto temere una crisi nella coalizione.

A intervenire per ricomporre lo scontro è stato anche il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini, che ha invitato Cassani a «moderare i toni e mostrare rispetto per gli alleati». Da lì è partito un giro di telefonate che ha coinvolto i vertici regionali dei partiti, impegnati nel frattempo anche sulla campagna referendaria del 22 e 23 marzo e sulle trattative per le amministrative di maggio.

Rimpasto congelato, Lega salva i tre assessori

Per il momento il rimpasto viene accantonato. La Lega mantiene i suoi tre assessori in giunta, compreso quello al bilancio Alessandro Albani, considerato il più esposto nella trattativa.

Fratelli d’Italia, invece, deve rinunciare ancora una volta al secondo assessore, nonostante la crescita del gruppo consiliare meloniano – diventato numericamente sempre più consistente dopo l’ingresso di Emanuele Fiore.

Una richiesta di maggiore rappresentanza che resta quindi inevasa.

I tempi della politica iniziano a stringere

La vicenda ricorda quanto accaduto nel settembre 2024, quando il primo ritocco alla giunta del secondo mandato Antonelli fu gestito direttamente dai livelli superiori dei partiti.

Ora la situazione resta congelata, ma non necessariamente chiusa. Con le elezioni amministrative del 2027 che iniziano ad avvicinarsi, i margini per un eventuale riassetto della squadra di governo si riducono.

Molto dipenderà dalle prossime mosse dei meloniani bustocchi, che potrebbero tornare a premere per un riequilibrio, e da Forza Italia, finora rimasta defilata dopo aver rinunciato a rivendicare una casella in giunta.

Se gli equilibri dovessero cambiare e le poltrone in discussione diventassero due, il tavolo del centrodestra potrebbe riaprirsi. Per ora, però, la parola d’ordine resta una sola: tregua.