«Mamma, mi sono tagliata alla gola. Vieni ad aiutarmi».
Una frase capace di far gelare il sangue a qualsiasi genitore. È quella che una 71enne di Azzate, nella frazione di Vegonno, si è sentita pronunciare al telefono nei giorni scorsi. Dall’altra parte della cornetta, quella che sembrava essere senza alcun dubbio la voce della figlia.
La donna non ha esitato. Ha lasciato tutto e si è precipitata a casa della figlia, che vive nello stesso comune. Ma una volta aperta la porta si è trovata davanti a una scena completamente diversa da quella che temeva: la figlia era tranquilla, seduta sul divano e soprattutto senza alcuna ferita.
La voce era davvero quella della figlia
L’episodio, avvenuto mercoledì 8 luglio, ha immediatamente fatto scattare l’allarme.
Non si sarebbe trattato infatti di uno scherzo. La figlia, 43 anni, ha raccontato l’accaduto ai carabinieri e ha avanzato un’ipotesi inquietante: qualcuno potrebbe aver clonato la sua voce utilizzando l’intelligenza artificiale.
«Il telefono fisso di mia madre non ha il display per vedere il numero chiamante», ha spiegato la donna, che si è rivolta alle forze dell’ordine.
La madre dovrebbe presentare denuncia e gli eventuali accertamenti disposti dalla magistratura potrebbero consentire agli investigatori di risalire all’utenza dalla quale è partita la chiamata.
Il possibile piano: far uscire l’anziana di casa
Dietro alla telefonata potrebbe esserci un piano ancora più preoccupante rispetto alla semplice truffa telefonica.
L’obiettivo dei malviventi potrebbe essere stato infatti quello di convincere l’anziana a uscire immediatamente dalla propria abitazione, facendole credere che la figlia fosse in pericolo.
Una volta lasciata la casa incustodita, i ladri avrebbero potuto entrare e agire indisturbati.
Nel caso della 71enne di Vegonno, però, qualcosa potrebbe aver mandato all’aria il piano. Il rientro quasi contemporaneo del marito avrebbe infatti impedito ai malviventi di approfittare dell’assenza della donna.
«Mi hanno detto che non è l’unico caso»
Il particolare che rende la vicenda ancora più allarmante è che, secondo quanto riferito dalla figlia, non sarebbe un caso isolato.
Alla domanda sulla possibile clonazione della voce, la 43enne ha risposto: «Sembrerebbe proprio di sì e mi hanno detto che non è stato il mio l’unico caso in zona in questi giorni».
Le tradizionali truffe telefoniche del finto parente, del falso carabiniere, dell’impiegato comunale o del dipendente della banca sono ormai purtroppo conosciute. In questo caso, però, la tecnologia potrebbe aver aggiunto un’arma particolarmente insidiosa: la capacità di riprodurre una voce familiare in modo estremamente credibile.
La nuova frontiera delle truffe
È proprio questo l’aspetto che preoccupa maggiormente. Se la voce dall’altra parte del telefono sembra davvero appartenere a un figlio, a una figlia o a un familiare, diventa molto più difficile per una persona anziana comprendere immediatamente di trovarsi davanti a un tentativo di raggiro.
La vicenda di Azzate rappresenta quindi un nuovo campanello d’allarme sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle truffe.
Il consiglio, anche davanti a una telefonata apparentemente autentica, resta quello di non farsi prendere dal panico, interrompere la conversazione e verificare direttamente la situazione contattando il familiare attraverso un numero conosciuto.
Una precauzione semplice, ma che può impedire che una voce familiare trasformata dalla tecnologia diventi la chiave per entrare in una casa.













