Tragedia di Capodanno a Crans-Montana: 13 italiani feriti e 6 dispersi nell’incendio del bar

Esplosione nella notte di festa nella località sciistica svizzera: circa 40 morti, oltre 100 feriti e stato di emergenza nel Canton Vallese.

Una notte di Capodanno segnata dall’orrore quella vissuta a Crans-Montana, una delle più note stazioni sciistiche della Svizzera. Un incendio di natura non dolosa, seguito da una violenta esplosione, ha devastato il bar Constellation, causando circa 40 vittime accertate e 114 feriti. Al momento del rogo, all’interno del locale si trovavano circa cento persone.

Secondo le prime ricostruzioni delle autorità svizzere, le fiamme sarebbero state innescate da un petardo esploso sul controsoffitto, provocando un improvviso flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui il fuoco si propaga in modo rapidissimo e incontrollato in un ambiente chiuso. In pochi istanti il locale è stato avvolto dalle fiamme, rendendo difficoltosa la fuga.

Il bilancio coinvolge anche l’Italia: 13 cittadini italiani risultano feriti e 6 sono dispersi. Le vittime, come riferito dalla Farnesina, non sono al momento identificabili a causa delle gravissime ustioni riportate.

Italiani feriti e trasferimenti negli ospedali

Tre giovani italiani sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano: una ragazza sotto i trent’anni con traumi al torace e ustioni non gravi e due sedicenni. Altri due minorenni italiani sono ricoverati in Svizzera, uno a Zurigo, una 16enne milanese in coma e uno a Berna, entrambi attualmente non trasportabili per la gravità delle condizioni.

L’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso ha annunciato l’invio di team specializzati in grandi ustioni negli ospedali svizzeri per monitorare lo stato dei connazionali, oltre a psicologi a supporto delle famiglie delle vittime e dei dispersi. L’Italia, ha aggiunto, si è detta disponibile ad accogliere feriti di qualsiasi nazionalità.

Indagini in corso e testimonianze

La procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato che l’ipotesi principale è quella di un incendio che ha causato una o più esplosioni. I testimoni parlano di uscite insufficienti per il numero di persone presenti e di finestre rotte nel tentativo disperato di fuggire. Alcuni racconti riferiscono anche della presenza di candeline accese su bottiglie di champagne, che avrebbero potuto contribuire all’innesco delle fiamme in un locale con soffitto in legno.

Il dramma nei soccorsi

I soccorsi sono stati immediati ma imponenti: 10 elicotteri, 40 ambulanze e 150 operatori hanno lavorato senza sosta. Gli ospedali della regione, in particolare quello universitario di Losanna, hanno accolto decine di feriti con ustioni gravissime; la vittima più giovane ha 16 anni. Una testimone ha descritto scene di caos e disperazione nei pronto soccorso, con feriti che arrivavano autonomamente tra l’odore di bruciato.

Solidarietà internazionale e lutto nazionale

La tragedia ha suscitato una forte reazione internazionale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso la solidarietà dell’Unione europea e annunciato il supporto attraverso il Meccanismo di Protezione Civile UE. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La Svizzera ha dichiarato lo stato di emergenza nel Canton Vallese, disposto bandiere a mezz’asta per cinque giorni, la chiusura delle discoteche e l’annullamento degli eventi culturali a Crans-Montana. È stata inoltre attivata una helpline per i familiari delle vittime.

Quella di Crans-Montana è stata definita dalle autorità elvetiche una delle peggiori tragedie nella storia recente del Paese, un evento destinato a lasciare un segno profondo e a riaprire il dibattito sulla sicurezza nei locali affollati.