È Andrea Chiodi il vincitore della Girometta d’oro 2026, il riconoscimento più atteso della tradizione varesina assegnato dalla Famiglia Bosina. Un nome che era nell’aria e che viene ora ufficializzato alla vigilia delle celebrazioni di San Vittore.
Il regista varesino sarà il protagonista della giornata, premiato per aver portato il nome di Varese nel panorama del teatro contemporaneo nazionale, mantenendo al tempo stesso un legame forte con il territorio.
Un percorso tra Sacro Monte e grandi teatri
Classe 1979, Chiodi è oggi una delle firme più riconosciute della regia teatrale italiana. Allievo di Piera Degli Esposti, ha costruito un percorso che unisce la dimensione artistica a quella identitaria.
È direttore artistico del festival “Tra Sacro e Sacro Monte”, appuntamento che ogni estate trasforma il Sacro Monte di Varese in un palcoscenico a cielo aperto, ma ha firmato anche regie nei principali teatri italiani, dal Piccolo di Milano allo Stabile del Veneto. Il suo lavoro si distingue per la capacità di rileggere i classici, da William Shakespeare a Carlo Goldoni, con uno stile personale e contemporaneo.
La cerimonia e i premi
La consegna della Girometta si terrà domenica 3 maggio alle 10 nel Salone Estense, sotto la guida del Regiù Luca Broggini.
Accanto al premio principale, la mattinata celebrerà diverse eccellenze del territorio:
- riconoscimento alla storica azienda Mera & Longhi, che festeggia 130 anni di attività
- premio al Tarèl, nuova realtà della ristorazione locale
- omaggio alla tradizione industriale con le moto Aermacchi
Dalla fiaccolata al Rito del Faro
Come da tradizione, la giornata inizierà all’alba con la fiaccolata dal Sacro Monte, che attraverserà i rioni cittadini fino al centro.
Alle 11 il corteo si sposterà nella Basilica per il suggestivo Rito del Faro, cuore simbolico della festa, durante il quale verrà celebrata anche la “Mamma dell’anno”, Felicita Maria Mortarino, classe 1924.
La mattinata si concluderà in piazza Canonica con l’aperitivo offerto dalla Famiglia Bosina.
Un premio che racconta la città
La scelta di Andrea Chiodi conferma una linea precisa: valorizzare figure capaci di rappresentare Varese oltre i confini locali, mantenendo però radici profonde nella comunità.
Un riconoscimento che non premia solo una carriera, ma un’idea di cultura come elemento vivo, capace di tenere insieme identità e visione.













