SOMMA LOMBARDO – Le dimissioni di Gerardo Locurcio continuano ad agitare la maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Silvio Pezzotta. Il caso è approdato nel Consiglio comunale di lunedì 14 settembre, dove l’opposizione ha salutato con toni durissimi l’uscita di scena dell’ormai ex capogruppo e coordinatore cittadino di Forza Italia.
«Per una volta è stato coerente. Buona vita maestro Gerardo Locurcio, non ne sentiremo la mancanza», ha dichiarato Edoardo Piantanida Chiesa di Somma Futura. Una frase che restituisce il clima politico seguito alle dimissioni, presentate dieci giorni prima e arrivate a meno di tre mesi dalla vittoria elettorale della coalizione.
Forza Italia parla di ragioni personali
Il nuovo capogruppo azzurro Simone Iametti ha spiegato in aula che la decisione di Locurcio sarebbe legata a motivazioni personali. Una versione che non ha convinto le opposizioni, secondo le quali dietro il passo indietro vi sarebbero invece ragioni prevalentemente politiche.
«Non è normale», ha osservato Stefano Bellaria del Partito democratico. Anche Claudio Brovelli, esponente di Sinistra per Somma, ha richiamato alcuni episodi che avrebbero progressivamente incrinato gli equilibri interni al centrodestra.
Tra questi figurano lo sfogo di Locurcio successivo al primo Consiglio comunale, le divergenze sul progetto delle nuove scuole Rodari e, soprattutto, il difficile rapporto con Daniele Consonni, esponente di Fratelli d’Italia e presidente dell’assemblea cittadina.
Il peso politico di Consonni
Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici sommesi, Consonni avrebbe assunto un ruolo molto più ampio rispetto a quello istituzionale di presidente del Consiglio comunale. Gli viene attribuita una forte influenza sui consiglieri più giovani e sulle principali scelte della maggioranza.
Il rapporto tra Consonni e Locurcio era già apertamente deteriorato. Nell’aprile scorso lo scontro politico tra i due era arrivato fino alle querele, rendendo particolarmente difficile la convivenza all’interno della stessa coalizione.
In questo quadro, le dimissioni dell’esponente di Forza Italia vengono interpretate da più parti come l’esito di tensioni mai realmente superate, nonostante i referenti provinciali del partito avessero lavorato per mantenere compatto il centrodestra.
Le voci sul futuro di Guido Colombo
A rendere ancora più delicata la situazione sono le indiscrezioni riguardanti l’assessore all’Urbanistica Guido Colombo, esponente della Lega ed ex sindaco di Somma Lombardo.
Negli ambienti politici circola la voce secondo cui Consonni sarebbe favorevole a una sua sostituzione. Si tratta, al momento, di un’ipotesi priva di conferme ufficiali, ma sufficiente ad avere irrigidito i rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia.
Colombo viene considerato una figura autonoma e poco incline ad adeguarsi a indirizzi politici stabiliti da altri. Un eventuale tentativo di rimuoverlo aprirebbe quindi uno scontro diretto con il Carroccio, che difficilmente accetterebbe di vedersi indicare dall’esterno il proprio rappresentante in Giunta.
Convocato un vertice di maggioranza
Le segreterie dei partiti della coalizione sarebbero state convocate per un incontro urgente. L’obiettivo è impedire che tensioni e rivalità personali compromettano la stabilità dell’amministrazione Pezzotta.
Gli equilibri numerici impongono cautela a tutti. Fratelli d’Italia ha bisogno dei voti della Lega per conservare una maggioranza solida, soprattutto dopo il passaggio all’opposizione di Giorgio Pivetti, approdato a Futuro Nazionale. Allo stesso tempo, il Carroccio non intende rinunciare alla propria autonomia nelle scelte di Giunta.
Rizzotto prende il posto di Locurcio
Le dimissioni di Locurcio consentiranno l’ingresso in Consiglio comunale del giovane Riccardo Rizzotto, considerato politicamente vicino al sindaco Pezzotta.
Il risultato paradossale è che l’uscita dell’ex capogruppo di Forza Italia, pur nata in un contesto di forte malessere, potrebbe finire per rafforzare la stabilità della maggioranza. Locurcio avrebbe potuto diventare un elemento decisivo in caso di nuove fratture; lasciando l’aula, consegna invece il seggio a un esponente ritenuto pienamente affidabile dal primo cittadino.
Sul piano politico, dunque, le dimissioni sembrano avere favorito proprio gli equilibri che Locurcio contestava. Resta ora da capire se il vertice di maggioranza riuscirà a chiudere il caso o se le tensioni emerse rappresentino soltanto l’inizio di una crisi più profonda.













