Piantedosi difende la linea dura su Torino: “Rischio eversivo, servono misure forti”

Sul piano giudiziario, intanto, la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di devastazione. Le comunicazioni del ministro al Senato sono state rinviate a domani (foto d'archivio)

ROMA – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto oggi alla Camera per riferire sugli scontri di Torino, parlando di un’azione mirata delle frange antagoniste che, a suo dire, ha rappresentato una vera e propria “resa dei conti con lo Stato democratico”. Secondo Piantedosi, grazie all’intervento delle forze dell’ordine sarebbero stati evitati danni ben più gravi, rivendicando così la fermezza dell’operato degli agenti.

Nel suo intervento ha puntato il dito contro quelle che ha definito “coperture politiche” nei confronti dei gruppi violenti, accusando chi ha sfilato in corteo di aver di fatto garantito “impunità” alle componenti più radicali. A suo avviso, gli eventi di Torino segnano un “salto di qualità eversivo” che giustifica l’adozione di strumenti come lo scudo penale per gli agenti e il fermo preventivo, già in uso – ha ricordato – in altri Paesi europei.

Le opposizioni, però, respingono con forza quella che giudicano una strumentalizzazione politica: “Stanno usando gli scontri per giustificare derive autoritarie”, è l’accusa. Nel frattempo, il dibattito interno alla maggioranza resta acceso: mentre il fermo preventivo sembra perdere terreno, la Lega propone l’introduzione di una cauzione per chi partecipa ai cortei.

Sul piano giudiziario, intanto, la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di devastazione. Le comunicazioni del ministro al Senato sono state rinviate a domani.