Il referendum costituzionale sulla giustizia si chiude con una chiara vittoria del No a livello nazionale, respingendo la riforma proposta e segnando un arresto per il progetto del Governo. Nonostante la natura tecnica della consultazione, il voto ha assunto un forte valore politico, mobilitando ampiamente l’elettorato.
A livello locale, però, Varese emerge come eccezione. Nelle 83 sezioni del capoluogo, il Sì ha ottenuto il 52,77% dei voti, contro il 47,23% del No. Su 59.709 elettori aventi diritto, si sono recati alle urne 37.357 cittadini, registrando un’affluenza del 62,57%, ben superiore alla media nazionale.
Il sindaco Davide Galimberti ha commentato i risultati sottolineando la partecipazione vivace e l’impegno dei giovani: «Il voto dimostra che anche temi complessi come la Giustizia possono coinvolgere le nuove generazioni. Il risultato in città evidenzia una vitalità democratica che ha premiato il Sì, pur in controtendenza con quanto deciso a livello nazionale».
Galimberti ha inoltre interpretato l’esito nazionale come un segnale di sfiducia verso l’attuale esecutivo: «L’ampia partecipazione e la vittoria del No rappresentano un messaggio chiaro al Governo. La Giustizia resta comunque una priorità da affrontare nella prossima Legislatura, coinvolgendo tutti gli operatori del settore».
Così Varese si conferma un territorio “a sé”, dove la volontà dei cittadini si distingue dal resto del Paese e offre uno spaccato interessante sull’atteggiamento dell’elettorato verso le riforme costituzionali.













