Pro Patria, il passaggio di proprietà torna in bilico: spunta l’ipotesi delle dimissioni di Rosanna Zema

Pro Patria, il passaggio di proprietà torna in bilico: spunta l’ipotesi delle dimissioni di Rosanna Zema
La trattativa tra l’attuale proprietà riconducibile a Giancarlo Travagin e il gruppo guidato da Luca Bassi si sarebbe nuovamente complicata. A rischio anche il progetto sportivo costruito nelle ultime settimane.

BUSTO ARSIZIO – La svolta societaria tanto attesa non è ancora arrivata e il futuro della Pro Patria torna ad apparire carico di incognite. Il passaggio di proprietà che avrebbe dovuto portare il club dalle mani di Giancarlo Travagin alla compagine guidata da Luca Bassi, fino a pochi giorni fa considerato vicino alla conclusione, rischierebbe ora di sfumare.

Secondo alcune indiscrezioni, che al momento non hanno trovato conferme ufficiali, l’avvocato Rosanna Zema, rappresentante legale di Finnat Fiduciaria, starebbe valutando un clamoroso passo indietro dopo le complicazioni emerse nella gestione della società successivamente all’uscita di Patrizia Testa.

L’ipotesi sarebbe quella delle dimissioni dai propri incarichi. Una decisione che, qualora venisse formalizzata, aprirebbe una fase ancora più complessa per il club biancoblù.

Il 51% resta nelle mani di Travagin

In assenza di un nuovo accordo, la quota di maggioranza della Pro Patria rimarrebbe a Giancarlo Travagin, diventato proprietario del 51% dopo l’acquisto della partecipazione precedentemente detenuta da Patrizia Testa.

La vicenda è stata accompagnata anche da interrogativi sull’esercizio del diritto di prelazione, mentre restano da chiarire le prospettive economiche e organizzative della società. All’inizio di agosto il club dovrà inoltre affrontare alcune scadenze legate alla passata stagione, passaggi tutt’altro che secondari per la continuità della gestione.

Il progetto alternativo prevedeva invece l’ingresso di una compagine composta da Finnat Fiduciaria, Estrella e un terzo socio, con Luca Bassi indicato come figura centrale dell’operazione.

A rischio il progetto sportivo

Il possibile naufragio della trattativa avrebbe conseguenze immediate anche sul piano tecnico. Nelle ultime settimane il gruppo di lavoro riconducibile alla minoranza aveva infatti iniziato a costruire la nuova Pro Patria.

Il direttore sportivo Giovanni Giovanditti, già presentato ufficialmente, e il futuro direttore tecnico Raffaele Ferrara avrebbero raccolto la disponibilità di alcuni giocatori di rilievo per la categoria. Tra i nomi emersi figurano Paolo Canistrà, Michele Forchignone e l’attaccante argentino Bruno Barranco.

Profili che avrebbero rappresentato un segnale preciso sulle ambizioni della nuova gestione, riaccendendo l’interesse di una tifoseria desiderosa di voltare pagina dopo due stagioni particolarmente deludenti.

Restano due possibili scenari

Qualora Travagin mantenesse il controllo della società, il progetto sportivo dovrebbe invece essere affidato all’ex biancoblù Orlando Urbano, indicato come possibile direttore generale, e a Rodolfo Vanoli per la guida tecnica della squadra.

Restano però da conoscere la struttura finanziaria a sostegno dell’attuale proprietà e le risorse sulle quali potrà concretamente contare il club per affrontare la prossima stagione.

Le prossime ore dovranno chiarire se esistano ancora le condizioni per riportare Luca Bassi al tavolo delle trattative e arrivare finalmente alla cessione della Pro Patria oppure se il passaggio di proprietà sia ormai destinato a saltare. Dopo settimane di annunci e rinvii, il tempo a disposizione è sempre meno e il rischio è che l’incertezza societaria finisca per compromettere anche la programmazione sportiva.

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google