Tra un mese il centrodestra varesino dovrà uscire dall’ambiguità. O con il nome del candidato sindaco oppure con il metodo per sceglierlo. La data fissata dai partiti della coalizione è quella del 21 giugno, quando Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Lombardia Ideale, Noi Moderati e gli altri alleati torneranno a riunirsi per provare a mettere un punto fermo in vista delle elezioni amministrative della primavera 2027.
Dopo settimane di immobilismo e della sensazione, diffusa anche tra gli elettori, che il centrodestra stesse ripetendo il solito copione fatto di rinvii e trattative infinite, qualcosa sembra essersi mosso. I vertici cittadini della coalizione hanno iniziato a vedersi con maggiore frequenza e, almeno nelle intenzioni, si sarebbero dati un cronoprogramma preciso per evitare di arrivare all’ultimo momento senza una guida politica chiara.
Il nodo primarie divide la coalizione
Il vero tema politico è però un altro: il centrodestra varesino sceglierà il candidato al tavolo oppure attraverso le primarie?
Per la prima volta questa ipotesi viene presa seriamente in considerazione anche a Varese. A spingere maggiormente sarebbe la Lega, sostenuta da Noi Moderati. Fratelli d’Italia non chiude la porta ma resta prudente, mentre Forza Italia continua a guardare con freddezza a un meccanismo che rischierebbe di sparigliare gli equilibri interni. Lombardia Ideale osserva invece con cautela, ma non temerebbe le primarie.
Dietro la partita sulle primarie si nasconde inevitabilmente anche una questione di rapporti di forza. Il Carroccio potrebbe infatti utilizzare la consultazione popolare per valorizzare un proprio candidato che difficilmente riuscirebbe a imporsi direttamente al tavolo politico. Una strategia che permetterebbe alla Lega di misurare sul campo il peso reale delle diverse anime della coalizione.
Marsico in pole, ma il quadro resta aperto
Nel frattempo iniziano a circolare con sempre maggiore insistenza i nomi dei possibili candidati sindaco.
Il più quotato, almeno secondo i rumors delle ultime riunioni, sarebbe Luca Marsico, avvocato ed ex esponente di Forza Italia, pronto a proporsi come figura civica e indipendente. Un nome che avrebbe raccolto attenzione trasversale all’interno della coalizione e che potrebbe rappresentare un punto di equilibrio tra le varie anime del centrodestra. Anche Forza Italia, inizialmente ostile dopo l’addio burrascoso di Marsico al partito, avrebbe ammorbidito le proprie posizioni. Ma il suo sponsor più grande sarebbe Lombardia Ideale, che ne diventerebbe naturalmente la lista-sindaco a supporto.
Restano però in corsa anche altri profili pesanti. C’è Raffaele Cattaneo, oggi sottosegretario regionale, politico di lungo corso e nome gradito soprattutto all’area moderata. Fratelli d’Italia continua invece a sponsorizzare Giuseppe “Giossi” Montalbetti, già assessore nella giunta Fontana e volto storico del centrodestra cittadino. La Lega guarderebbe invece a Carlo Piatti, considerato da una parte del Carroccio il profilo giusto per tentare la riconquista di Palazzo Estense. Ma rispetto a questi ultimi due nomi c’è chi dice che si tratti più di “candidati di bandiera” che di reali alternative ai due “big” in campo. Che, scommettono in molti, saranno gli unici due veri contendenti. Salvo, ovviamente, la discesa in campo di qualche nome a sorpresa (che però nessuno vede, ndr)
Sullo sfondo il fattore Vannacci
A complicare ulteriormente il quadro ci sono poi alcune variabili, rappresentata dall’area vicina al generale Roberto Vannacci e dall’Udc, ma non solo. A Varese il movimento Futuro Nazionale ha iniziato a strutturarsi, anche grazie all’attivismo dell’ex forzista Piero Galparoli, mentre l’Udc sembra essere diventata la casa di Nino Caianiello e degli ex Agorà. Dulcis in fundo, l’incognita rappresentata da Stefania Bardelli, che con il Movimento Angelo Vidoletti potrebbe rappresentare una spina nel fianco del centrodestra.
Il tema, per ora, resta congelato. Forza Italia esclude alleanze organiche con Futuro Nazionale, mentre Lega, Lombardia Ideale e Fratelli d’Italia mantengono una posizione più attendista, soprattutto a livello locale. Ma l’impressione è che, nel momento decisivo, il pragmatismo potrebbe prevalere sulle diffidenze politiche. Diverso il discorso per Udc e MAV, verso i quali i veti incrociati renderebbero complicatissime eventuali convergenze.
Il centrodestra sa bene che le elezioni amministrative del 2027 non saranno soltanto una partita cittadina. Varese rappresenta infatti uno degli snodi simbolici più importanti della politica provinciale lombarda. E perdere ancora rischierebbe di aprire una resa dei conti ben più ampia all’interno della coalizione.












