GALLARATE – Una lettera indirizzata al Parco Lombardo della Valle del Ticino e una raccolta firme già avviata nei negozi della zona. Alcuni residenti di Gallarate hanno deciso di mobilitarsi per segnalare i numerosi abbattimenti di alberi nel bosco di Crenna, chiedendo chiarimenti e interventi per ridurre l’impatto delle operazioni.
I firmatari spiegano di frequentare spesso quell’area verde, definita «un polmone fondamentale per il territorio». Proprio per questo esprimono forte preoccupazione per «la grande quantità di alberi che vengono tagliati con continuità». Un timore che cresce anche alla luce di altre trasformazioni avvenute negli ultimi anni nella zona.
Nella lettera si ricorda infatti che l’area è stata già segnata dalla costruzione del nuovo palazzetto dello sport nel quartiere Moriggia e dal passaggio della ferrovia del Malpensa Terminal 2 rail link. A ciò si aggiunge, scrivono i cittadini, l’impatto ambientale legato alla vicinanza con l’aeroporto di Aeroporto di Milano Malpensa. Il bosco, sostengono, rappresenta un corridoio ecologico importante per fauna e biodiversità.
Per questo i residenti chiedono all’ente che gestisce il parco di monitorare con attenzione i lavori e di informare la popolazione sulle aree interessate dai tagli. Tra le richieste anche una pianificazione complessiva degli interventi, così da non concentrare le operazioni in poche zone e lasciare il tempo alla vegetazione di rigenerarsi.
I cittadini suggeriscono inoltre di sostituire gli alberi abbattuti con querce autoctone, in particolare farnie, e di ripristinare strade e sentieri utilizzati da chi frequenta il bosco. Domandano infine misure di sicurezza per chi attraversa l’area durante i lavori.
Sulla vicenda si è attivato anche il comitato Salviamo gli alberi di Gallarate. Il gruppo ricorda che i tagli sono autorizzati, ma sottolinea la preoccupazione crescente tra i residenti di Crenna. Negli ultimi tre anni, spiegano, altri interventi simili sono già stati eseguiti. Quest’anno, però, le zone coinvolte appaiono più estese. Alcuni abitanti raccontano di non riconoscere più il bosco, con sentieri cancellati o profondamente modificati.












