Baby gang marocchina semina il terrore a Porto Ceresio: foglio di via per due giovani, banditi dal paese per tre anni

Dopo il pestaggio di un quindicenne e il furto della bicicletta, il Questore interviene con una misura severa. Cresce l'allarme per le bande giovanili che da mesi creano tensione sul territorio.

Arriva una risposta concreta dopo la violenta aggressione che nei giorni scorsi ha scosso Porto Ceresio.

Il Questore di Varese, Paolo Iodice, ha disposto nei confronti di due giovani il Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Porto Ceresio per tre anni.

I due ragazzi, entrambi di origine marocchina e già conosciuti dalle forze dell’ordine, sono ritenuti tra i protagonisti dell’episodio che ha visto un quindicenne aggredito e derubato della propria bicicletta.

Il pestaggio nel parcheggio del supermercato

I fatti risalgono alla serata di mercoledì scorso.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, un gruppo di giovani avrebbe avvicinato un ragazzo di 15 anni nel parcheggio di un supermercato di Porto Ceresio.

Per impossessarsi della bicicletta lo avrebbero colpito con pugni al volto, facendolo cadere e riuscendo infine a fuggire con il mezzo appena sottratto.

Un episodio che ha suscitato forte indignazione nella comunità locale, già alle prese da tempo con segnalazioni di comportamenti aggressivi e intimidatori da parte di gruppi di giovani.

La fuga in treno verso Varese

Dopo la rapina, il gruppo si è diretto alla stazione ferroviaria ed è salito su un treno diretto a Varese.

L’immediato allarme lanciato alle forze dell’ordine ha però consentito di organizzare un intervento coordinato alla stazione di arrivo.

Quando il convoglio è giunto nel capoluogo, agenti della Polizia di Stato e militari dell’Arma dei Carabinieri hanno individuato tre giovani compatibili con le descrizioni raccolte.

Uno di loro era ancora in possesso della bicicletta rubata, mentre un altro presentava indumenti sporchi di sangue.

Calci, pugni e minacce contro poliziotti e carabinieri

L’episodio non si è concluso con il semplice controllo.

Secondo quanto riferito dalla Questura, uno dei giovani avrebbe reagito con estrema violenza nel tentativo di sottrarsi all’identificazione.

Avrebbe colpito gli operatori con calci e pugni, utilizzando anche la bicicletta come corpo contundente e arrivando a rivolgere minacce di morte nei confronti degli agenti e dei carabinieri intervenuti.

Solo grazie all’intervento congiunto delle forze dell’ordine è stato possibile bloccarlo.

Tre anni lontano da Porto Ceresio

Alla luce della gravità dei fatti contestati, dei precedenti già maturati e dell’allarme sociale generato dall’accaduto, la Divisione Anticrimine della Questura ha proposto l’adozione della misura di prevenzione.

Il Questore ha quindi disposto per entrambi il divieto di ritorno a Porto Ceresio per tre anni.

Chi dovesse violare il provvedimento rischia una pena compresa tra sei e diciotto mesi di reclusione, oltre a una multa fino a 10 mila euro.

Un territorio sempre più preoccupato per le baby gang

L’episodio si inserisce in una serie di fatti che negli ultimi mesi hanno alimentato le preoccupazioni dei residenti del Ceresio e dell’intera provincia.

Aggressioni, furti, vandalismi e intimidazioni che vedono spesso protagonisti gruppi di giovanissimi e che stanno contribuendo ad accrescere il senso di insicurezza tra cittadini e commercianti.

Il provvedimento firmato dal Questore rappresenta un segnale forte, ma molti residenti chiedono ora controlli più frequenti e una presenza costante delle forze dell’ordine per impedire che episodi simili possano ripetersi.