Nell’ultimo convegno del 2025 dedicato al mercato del lavoro in provincia di Varese, intitolato “Oltre i confini, attrarre i talenti, rendere competitivo il territorio”, Brizio Castrignanò, referente dell’Osservatorio provinciale del lavoro, ha delineato una fotografia critica e in evoluzione.
Se Milano continua a catturare profili qualificati come consulenti aziendali, esperti di marketing, analisti e progettisti software, le imprese varesine incontrano grandi difficoltà nel reperire operai specializzati: dall’edilizia all’impiantistica, dai saldatori ai tecnici meccanici ed elettronici, fino a idraulici e montatori di macchine utensili.
Il crollo demografico
Al 1° gennaio 2025, i residenti in provincia di Varese sono 881.907, un dato in lieve ripresa rispetto agli anni precedenti ma ancora inferiore ai circa 886 mila del 2015. La serie storica evidenzia un crollo significativo nel biennio 2021-2022, seguito da una moderata ripresa.
L’invecchiamento della popolazione è ormai strutturale: solo il 12% ha meno di 15 anni, il 15% rientra tra i 15 e i 29 anni, la fascia centrale tra i 30 e i 59 anni rappresenta il 48%, mentre oltre un quarto ha più di 60 anni. La popolazione in età lavorativa (15-64 anni) è pari a circa 554 mila persone, il 63% del totale.
Cittadini stranieri e contributo al lavoro
Il 91% dei residenti è italiano, il restante 9% è costituito da cittadini stranieri, principalmente albanesi, rumeni e marocchini. Incrociando i dati demografici con quelli previdenziali dell’Inps, circa 54 mila stranieri risultano lavoratori dipendenti o autonomi, a cui si aggiungono pensionati e percettori di prestazioni, una componente significativa per il mercato del lavoro locale.
Evoluzione nel tempo
Confrontando il 2019 con il 2025, la popolazione tra 0 e 14 anni è in netta diminuzione, mentre aumentano le classi più anziane. L’indice di dipendenza strutturale – il rapporto tra popolazione non attiva e popolazione in età lavorativa – è oggi al 51%, rispetto al 46% del 2002, e potrebbe arrivare al 65% entro il 2035.
Mobilità e assunzioni
Nel 2024, oltre 19 mila persone hanno trasferito la residenza in provincia di Varese, con un saldo positivo nonostante la significativa emigrazione di cittadini italiani verso l’estero. Le imprese locali hanno effettuato circa 30 mila assunzioni di persone residenti fuori provincia, soprattutto giovani provenienti dalla provincia di Milano, mentre il 37% dei residenti varesini assunti ha trovato lavoro fuori dal territorio, oltre la metà nel capoluogo lombardo.
Competitività territoriale
Milano attira non solo più lavoratori, ma anche profili professionali diversi: le assunzioni nel capoluogo riguardano soprattutto figure del terziario avanzato, mentre la provincia di Varese continua a richiedere competenze tecniche e operative. Le figure più difficili da reperire restano operai specializzati dell’edilizia, elettricisti, idraulici, saldatori, tecnici meccanici ed elettronici, installatori e manutentori di impianti industriali.
Il quadro delineato dall’Osservatorio evidenzia come la combinazione di invecchiamento demografico, migrazioni interne ed esterne e attrazione dei talenti da parte di Milano renda cruciale per la provincia di Varese sviluppare strategie mirate di formazione, fidelizzazione e attrazione di competenze tecniche e specialistiche.













