MILANO – Preoccupazione e durezza segnano l’attesa dei genitori arrivati a recuperare i figli in questura a Milano, dopo gli scontri in cui alcuni giovani si sono resi protagonisti di danneggiamenti e saccheggi nel centro cittadino.
Un padre rimprovera il ragazzo, ancora vestito con la tuta nera: «Ero contento se ti spaccavano la testa, ero contento, guarda». Parole che esprimono la rabbia di chi vede il figlio coinvolto negli episodi. Un altro genitore racconta che il ragazzo «appartiene al gruppo dei pirla»: si sarebbe fermato a guardare quanto accadeva. Quel giorno, aggiunge, aveva anche un colloquio di lavoro.
Le testimonianze raccolte davanti alla questura restituiscono il clima tra le famiglie, chiamate a raggiungere i figli dopo le violenze e i disordini. Il racconto di un padre alterna il sollievo di averlo ritrovato alla delusione per il comportamento tenuto. «Dopo trent’anni in Italia mi vergogno a venire qui per colpa sua», dice un genitore, secondo quanto riportato nell’articolo.
Le scene si svolgono mentre i genitori attendono di riprendere i ragazzi fermati dopo gli scontri. Tra rimproveri e parole di rabbia, emergono le conseguenze familiari di una giornata segnata dagli atti compiuti nelle vie del centro.













