Cocaina, nel Varesotto consumi record: nelle fogne tracce oltre quattro volte Milano

Le analisi delle acque reflue indicano livelli altissimi di residui di droga tra Gavirate e Lonate Pozzolo. Alfa ipotizza uno spostamento dei consumi tra città e provincia

Nel Varesotto scorre un’acqua che racconta numeri sorprendenti sul consumo di cocaina. Le analisi effettuate sulle acque reflue dei depuratori di Gavirate e Lonate Pozzolo hanno infatti rilevato una concentrazione di residui nettamente superiore rispetto a quella registrata a Milano.

Secondo i dati emersi, nella provincia di Varese si stimano in media 18 dosi di cocaina ogni 1.000 abitanti al giorno. Un valore che supera di oltre quattro volte quello rilevato nel capoluogo lombardo, dove il depuratore di Nosedo registra circa 4 dosi ogni 1.000 residenti. Il dato va oltre anche la media nazionale, ferma attorno alle 11 dosi.

A elaborare il confronto è stata Alfa, la società che gestisce il servizio idrico provinciale, che ha provato a interpretare il forte squilibrio tra i due territori. L’ipotesi avanzata è che il consumo possa avvenire prevalentemente a Milano, mentre l’espulsione delle sostanze attraverso l’organismo avvenga successivamente in provincia di Varese, dove molte persone rientrano dopo serate o permanenze nel capoluogo.

Il fenomeno, tuttavia, conferma una diffusione importante della cocaina anche sul territorio varesino, dove il prezzo di una dose può aggirarsi intorno ai cento euro. Nei boschi dello spaccio, però, il costo scenderebbe fino a circa settanta euro, rendendo la sostanza ancora più accessibile.