Sulla nuova viabilità di viale Belforte è guerra tra maggioranza e opposizione: “Follia pura”

In commissione scontro tra maggioranza e opposizione sul progetto viabilistico tra Belforte e Biumo

Due visioni opposte sul futuro di uno degli ingressi storici della città. La commissione congiunta Urbanistica e Lavori pubblici, riunita lunedì 9 marzo a Varese su richiesta delle minoranze consiliari, ha acceso il confronto sul progetto di riqualificazione dell’area tra viale Belforte, via Carcano e via Ledro.

Da una parte la maggioranza, convinta che gli interventi possano ridisegnare positivamente il comparto Biumo-Belforte, puntando su mobilità sostenibile e spazi urbani più vivibili. Dall’altra l’opposizione, che teme conseguenze pesanti sulla viabilità e sull’economia del quartiere.

Alla seduta hanno assistito anche una decina di residenti e commercianti, arrivati soprattutto dal quartiere Belforte con taccuini e appunti alla mano, preoccupati per i disagi legati al cantiere aperto da mesi e per le possibili ricadute della nuova organizzazione del traffico.

Il nodo dei parcheggi e il “metodo Flaiano”

In commissione l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati, affiancato dai dirigenti comunali tra cui l’ingegner Laura Menegaldo, ha illustrato lo stato di avanzamento dei due interventi: il progetto pubblico su viale Belforte e quello privato sull’Isolato 23 di Biumo.

Il tema più discusso resta quello dei parcheggi. Secondo quanto spiegato dall’assessore, la nuova rotonda dell’ex Carrefour comporterà la perdita di un solo stallo, mentre sono allo studio soluzioni per salvare i due posti auto davanti alla farmacia di viale Belforte, ipotizzando lo spostamento della fermata dell’autobus.

Restano invece in bilico i 13 parcheggi di via Podgora. Una delle ipotesi sul tavolo è lo stralcio di un tratto della pista ciclabile che dovrebbe collegarsi all’area dell’ex Macello civico, oggi interessata da lavori di bonifica e da futuri progetti di riqualificazione.

«Come avvenuto per largo Flaiano – ha spiegato Civati – stiamo apportando migliorie anche durante i lavori. Il consiglio è attendere la fine del cantiere e valutare l’impatto a regime. Il dialogo con residenti e commercianti resta aperto per correggere eventuali criticità».

L’opposizione attacca: «Utilità pubblica cercasi»

Dura la posizione delle minoranze.

Il consigliere Stefano Angei (Lega), forte di oltre 400 firme raccolte tra i cittadini, ha incalzato la giunta: «Quante biciclette passano davvero da lì? Avete sacrificato due assi strategici della viabilità per ottenere i fondi del PNRR sull’area dell’ex Macello senza avere un progetto chiaro».

Preoccupazioni condivise anche dal fronte del commercio. Eugenio De Amici (Fratelli d’Italia) ha riportato le segnalazioni di negozianti che parlano di calo degli incassi fino all’80% durante i lavori.

Critiche anche da Franco Formato (Lombardia Ideale), che vede la viabilità «in corto circuito». «Si parla molto di pedoni e ciclisti, ma nulla dei disagi per gli automobilisti. Con i cambi di senso vedremo infrazioni a catena».

Sulla stessa linea anche Domenico Esposito (FI), che ha invitato la maggioranza ad «assumersi la totale responsabilità politica» delle scelte.

La lettera dei residenti: «Non fate la fine di via Como»

Durante il dibattito è stata citata anche una lettera protocollata in Comune, firmata da residenti e commercianti, che chiede una revisione del progetto.

Tra i timori espressi c’è quello di vedere il quartiere svuotarsi progressivamente, con negozi costretti a chiudere. I firmatari parlano di scarsa trasparenza nel percorso decisionale e richiamano anche un precedente storico: un esperimento simile tentato e poi abbandonato nel 1983.

Nel documento la pista ciclabile viene definita «inutile» e accusata di sottrarre spazio alla sosta, anche se i dati forniti dall’amministrazione comunale contestano questa interpretazione.

Il confronto resta aperto

Il progetto su viale Belforte continua dunque a dividere la politica e il quartiere.

Per la maggioranza rappresenta un intervento di rigenerazione urbana e mobilità sostenibile; per l’opposizione e una parte dei residenti rischia invece di trasformare uno degli ingressi storici della città in un “velodromo non richiesto”.

La discussione, con ogni probabilità, accompagnerà l’intero percorso dei lavori fino alla loro conclusione.