Ruba gasolio dai camion dei rifiuti con un tubo: arrestato ex dipendente

Colto in flagrante a Cadegliano Viconago: sottratti circa mille litri di carburante per un valore di 1.800 euro.

CADEGLIANO VICONAGO – Usava un metodo semplice quanto efficace: un tubo di gomma per travasare il gasolio dai serbatoi dei camion della raccolta rifiuti alle taniche. Una tecnica antica, basata sul principio del sifone, che però non è bastata a sfuggire ai controlli dei carabinieri.

Un uomo di 56 anni, originario di Luino, è stato arrestato nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 marzo dai militari della stazione di Lavena Ponte Tresa, che da tempo stavano indagando sui misteriosi ammanchi di carburante dai mezzi dell’azienda di raccolta rifiuti Econord, parcheggiati nel deposito di Cadegliano Viconago.

Colto in flagrante

Le segnalazioni della società, che aveva notato i frequenti “vuoti” nei serbatoi dei camion, avevano spinto l’Arma a intensificare i controlli nella zona. Durante uno di questi servizi, i militari hanno sorpreso il sospettato mentre stava travasando il carburante dai mezzi della ditta.

Secondo quanto ricostruito, tra l’inizio di febbraio e l’ultimo episodio l’uomo avrebbe sottratto complessivamente circa mille litri di gasolio, per un valore stimato attorno ai 1.800 euro.

Il movente

Davanti al giudice il 56enne ha ammesso parte dei fatti: «Una parte del gasolio mi serviva per la mia auto, l’altra la vendevo», avrebbe spiegato.

Il carburante veniva aspirato dai serbatoi dei camion con tubi flessibili, raccolto in taniche e poi nascosto nel bagagliaio dell’auto dell’uomo. L’operazione era facilitata anche dal fatto che il cancello del deposito rimaneva spesso aperto.

Arresto convalidato

Il sospettato, che in passato aveva lavorato proprio per l’azienda colpita dai furti, abita non lontano dal deposito. È stato arrestato con l’accusa di furto aggravato e continuato, aggravato dall’uso di mezzi fraudolenti e dal fatto che il carburante era destinato a un servizio pubblico, quello della raccolta dei rifiuti.

Il giudice ha convalidato l’arresto. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il difensore Corrado Viazzo ha ottenuto per il suo assistito la misura degli arresti domiciliari.