OGGIONA CON SANTO STEFANO – La Lega di Oggiona con Santo Stefano interviene sul furto sacrilego avvenuto il 18 agosto nella chiesa di Santo Stefano, definendolo un «gesto infame» ai danni di quello che considera «uno dei luoghi sacri e simbolici più importanti della nostra comunità».
A prendere posizione è il segretario Silvano Sasso, che sottolinea come il furto sia avvenuto nel cuore del paese, in piazza, in pieno giorno e in una zona che, secondo quanto riferito dalla Lega, risulterebbe videosorvegliata.
Il partito esprime quindi «profonda indignazione» e torna a porre l’attenzione sul tema della sicurezza e del controllo del territorio, ritenendo che non possa essere considerato un aspetto secondario dell’attività amministrativa.
La solidarietà alla comunità
Nel commentare l’accaduto, la Lega evidenzia il valore della chiesa di Santo Stefano per la comunità locale, descrivendola non come un luogo qualsiasi, ma come un patrimonio collettivo, oltre che come spazio di preghiera, memoria e incontro.
Da parte del partito arriva quindi la solidarietà al parroco e alla comunità cristiana di Santo Stefano, insieme alla condanna per quanto accaduto.
La Lega precisa inoltre di non voler utilizzare il furto per alimentare una polemica politica. Sasso ricorda infatti che il 14 agosto era stata presentata un’interrogazione sulla situazione del parchetto Don Paolo, ma sottolinea come quel documento fosse già nato da una problematica segnalata da oltre un anno e più generale, legata alla sicurezza e al controllo del territorio.
Secondo la Lega, dunque, il furto nella chiesa rappresenta un ulteriore segnale di una situazione che richiederebbe maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale.
L’attenzione sul controllo del territorio
Nel suo intervento, Sasso richiama anche le segnalazioni emerse nell’ambito delle realtà di controllo di vicinato, facendo riferimento pure a quanto sarebbe stato riportato dalla polizia locale nella relativa chat.
La Lega sostiene così che le problematiche legate alla sicurezza non riguardino esclusivamente il parchetto Don Paolo, ma coinvolgano più in generale il controllo del territorio comunale.
Il partito esprime perplessità rispetto all’attuale livello di presidio e chiede all’amministrazione di chiarire quali misure siano state adottate per affrontare le situazioni ritenute più problematiche.
Le richieste al Comune
La Lega rivolge quindi al sindaco Franco Ghiringhelli una serie di richieste concrete sul fronte della sicurezza. Tra queste figurano un aumento dei controlli, una maggiore presenza sul territorio, particolare attenzione alle aree considerate più sensibili, la verifica del corretto funzionamento della videosorveglianza e una collaborazione costante con le forze dell’ordine.
L’obiettivo indicato dal partito è quello di arrivare a interventi concreti, evitando che il tema della sicurezza rimanga confinato al dibattito politico.
«Non servono polemiche. Servono fatti», ribadisce la Lega, chiedendo che agli interventi e alle dichiarazioni seguano ora azioni concrete. Per il partito, dopo quanto accaduto nella chiesa di Santo Stefano, non sarebbe più possibile rimandare ulteriormente una risposta sul fronte della sicurezza.













