Il caldo anomalo di questa estate sta cambiando il calendario della vendemmia anche nel Varesotto. Dalle colline di Morazzone e Casciago fino ad Azzate e Travedona Monate, i produttori si trovano a fare i conti con temperature elevate e scarsità d’acqua che hanno accelerato la maturazione delle uve, ma con conseguenze molto diverse a seconda dei vigneti, delle varietà e dell’età delle piante.
C’è chi ha già iniziato la raccolta con diverse settimane di anticipo e si prepara a un’annata particolarmente positiva, chi deve invece fare i conti con una produzione fortemente ridimensionata e chi, come nel caso del Nebbiolo, preferisce non lasciarsi condizionare soltanto dal calendario e attendere che siano le uve a raggiungere il corretto equilibrio di maturazione.
A Casciago la vendemmia è partita quasi un mese prima
A Casciago il calendario si è spostato in avanti in maniera particolarmente evidente. I primi grappoli di Kerner sono stati raccolti il 7 agosto, mentre due giorni più tardi è toccato al Syrah coltivato nella vigna di Roberto Bianchi, sulle colline che guardano da una parte il lago di Varese e dall’altra il Sacro Monte.
Per Bianchi si tratta di un anticipo di due o tre settimane rispetto alla consuetudine. Negli anni passati la raccolta iniziava generalmente tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre e, per il Syrah, poteva arrivare anche alla seconda metà di settembre.
Quest’anno, invece, le alte temperature hanno accelerato l’intero ciclo vegetativo e portato le uve a maturazione molto prima del previsto.
Morazzone, uve pronte e bilancio positivo
Anche a Cascina Ronchetto di Morazzone i primi grappoli sono pronti per essere raccolti.
L’enologo Giovanni Caprioglio descrive una vendemmia decisamente anticipata, con particolare attenzione in questa fase alle uve bianche destinate alla produzione della base spumante. L’obiettivo è raccoglierle mantenendo un livello di acidità sufficientemente elevato.
Il confronto con il passato rende evidente la trasformazione dei tempi. Se oggi la raccolta può già iniziare nella prima metà di agosto, in passato la vendemmia era concentrata soprattutto tra la fine di agosto e l’inizio di settembre e, ancora prima, poteva arrivare alla fine di settembre o addirittura ai primi giorni di ottobre.
Per il Moré, lo spumante Chardonnay prodotto dall’azienda, la raccolta è prevista a partire da mercoledì. Per le altre varietà saranno invece le analisi a indicare il momento più opportuno, valutando se procedere subito dopo Ferragosto oppure attendere almeno fino al 24 agosto per le uve destinate al bianco Tenore.
Nonostante il caldo e la siccità, a Morazzone il bilancio della stagione è considerato positivo. La possibilità di effettuare irrigazioni di soccorso ha contribuito a sostenere le piante, mentre i vigneti non sono stati colpiti dalla grandine.
Anche la presenza della Popillia japonica, che negli ultimi anni aveva rappresentato una minaccia per diverse coltivazioni, non ha inciso quest’anno sulla produzione. Il risultato complessivo viene quindi giudicato particolarmente positivo, nonostante l’anticipo della vendemmia.
A Travedona Monate il caldo pesa sulle rese
Situazione molto diversa alla Cantina Torre Rossa di Travedona Monate, dove la raccolta dei bianchi è iniziata l’11 agosto.
Anche in questo caso il caldo ha anticipato la vendemmia, ma le conseguenze sulla produzione sono più pesanti. Le temperature eccezionalmente elevate hanno colpito soprattutto le piante più giovani, con diverse viti messe a dimora in primavera che non sono riuscite a sopravvivere.
Le uve che hanno superato lo stress termico risultano sane, ma la conformazione dei grappoli è stata condizionata dal caldo. La maggiore presenza di buccia rispetto alla polpa comporta infatti una diminuzione della quantità di vino ottenibile.
La previsione della cantina è quindi di una resa in vino inferiore di circa il 40 per cento rispetto alla norma.
Un dato che dimostra come, anche all’interno di un territorio relativamente ristretto, gli effetti della stessa estate possano essere molto differenti: in alcuni vigneti il caldo ha accelerato la maturazione senza compromettere la qualità, mentre in altri ha inciso pesantemente sulle quantità.
Ad Azzate il Nebbiolo impone prudenza
Ad Azzate, Alessio Fornasetti, produttore del Sommoclivo, considera invece l’anticipo della vendemmia come un fenomeno ormai strutturale.
Secondo la sua esperienza, il cambiamento del ciclo vegetativo delle viti è evidente da almeno tre o quattro anni e impone ai produttori di ripensare anche le modalità di allevamento delle piante in funzione del nuovo clima.
Un fenomeno che non riguarda soltanto il Varesotto, ma che interessa diverse zone vitivinicole, dal Piemonte alla Valtellina.
Nel caso di Fornasetti, però, il momento della raccolta non è ancora arrivato. La produzione è infatti concentrata sul Nebbiolo, una varietà che tradizionalmente raggiunge la maturazione molto più tardi rispetto alle uve bianche raccolte in questi giorni.
In passato la vendemmia del Nebbiolo poteva arrivare tra ottobre e i primi giorni di novembre. Anche quest’anno è previsto un anticipo, ma il produttore ritiene necessario evitare decisioni affrettate.
Le alte temperature, infatti, possono dare indicazioni che non sempre corrispondono alla reale maturazione dell’uva. Sarà quindi necessario attendere che si raggiunga il corretto rapporto tra i diversi parametri della maturazione prima di stabilire il momento della raccolta.
Le stime attuali indicano comunque un anticipo nell’ordine di una settimana o dieci giorni, decisamente più contenuto rispetto a quello registrato dalle varietà già pronte.
Anche l’acqua fa la differenza
A complicare ulteriormente il quadro c’è la scarsità d’acqua. Anche in questo caso, però, non tutti i vigneti hanno reagito allo stesso modo.
Le colline moreniche del Varesotto sono caratterizzate da terreni con una forte capacità drenante e la risposta alla siccità varia anche in funzione dell’età delle piante.
I vigneti più maturi riescono generalmente a sopportare meglio la mancanza d’acqua, mentre le viti giovani risultano molto più vulnerabili. È una differenza che quest’anno emerge con particolare evidenza e che potrebbe diventare sempre più importante nella gestione dei vigneti nei prossimi anni.
Un anticipo che riguarda tutta la Lombardia
Quello osservato nel Varesotto si inserisce in un fenomeno più ampio che interessa diverse aree vitivinicole lombarde.
In Oltrepò Pavese, la vendemmia 2026 è iniziata già alla fine di luglio con le varietà bianche destinate alla spumantizzazione, con un anticipo stimato intorno ai dieci giorni rispetto alla media degli ultimi anni.
Anche nel Bresciano, tra Franciacorta e Lugana, sono stati registrati segnali di maturazione accelerata e fenomeni di stress idrico, con differenze significative da un vigneto all’altro.
Il clima sta modificando il modo e il momento in cui si vendemmia. E per i viticoltori del Varesotto adattarsi a questo nuovo calendario non sembra più una scelta, ma una necessità.













