Salvato il pilota dell’F-15 americano abbattuto in Iran: crescono le tensioni sullo Stretto di Hormuz

L’Iran ha dichiarato che il proprio esercito ha distrutto due aerei C-130 e due elicotteri Black Hawk impiegati dagli Stati Uniti durante il blitz (foto d'archivio)

IRAN/USA – Si è conclusa l’operazione di salvataggio del pilota statunitense a bordo di un F-15 abbattuto dall’Iran tre giorni fa. Il presidente Donald Trump ha annunciato tramite il social Truth che il militare è stato “salvato”, precisando che è “gravemente ferito”.

Teheran, tuttavia, smentisce l’esito dell’operazione americana. L’Iran ha dichiarato che il proprio esercito ha distrutto due aerei C-130 e due elicotteri Black Hawk impiegati dagli Stati Uniti durante il blitz. La vicenda segna un’ulteriore escalation tra i due Paesi, con implicazioni strategiche sul controllo dello Stretto di Hormuz.

Il presidente Trump ha minacciato attacchi mirati contro infrastrutture iraniane, tra cui centrali elettriche e ponti, se l’Iran non consentirà il libero passaggio nello Stretto entro martedì. Nel suo messaggio, pubblicato su Truth, ha scritto: “Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno”.

La vicenda ha attirato l’attenzione internazionale e generato preoccupazioni per possibili ripercussioni militari nella regione. Gli osservatori sottolineano la delicatezza della situazione, in particolare per la navigazione commerciale e il trasporto energetico che dipendono dallo Stretto.

Le autorità americane hanno confermato il coordinamento per garantire la sicurezza del pilota e delle operazioni di estrazione. Al contempo, il governo iraniano ribadisce la propria versione dei fatti, confermando la distruzione dei mezzi statunitensi. La crisi rimane in evoluzione, con tensioni diplomatiche e militari ancora molto alte.