Prosegue senza sosta l’attività delle Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Varese nel contrasto all’economia sommersa, con particolare attenzione al fenomeno del lavoro nero e irregolare. Gli ultimi interventi, condotti dai Gruppi di Varese e Busto Arsizio e dalle Compagnie di Gallarate e Gaggiolo, hanno interessato numerosi settori, dall’edilizia ai pubblici esercizi, dal commercio ambulante alla vendita al dettaglio.
I controlli si sono concentrati in particolare nei territori di Varese, Somma Lombardo, Solbiate Arno, Malnate, Castellanza e Sesto Calende, aree caratterizzate da una forte vocazione produttiva e turistica. Le posizioni dei dipendenti individuati sono state verificate sotto il profilo contrattuale, previdenziale, assicurativo e fiscale, facendo emergere numerose irregolarità.
Nel corso di otto ispezioni sono stati complessivamente individuati otto lavoratori impiegati completamente in nero e un lavoratore irregolare. In tutti i casi è stata inoltrata formale richiesta all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese per la sospensione dell’attività, dal momento che oltre il 10% dei lavoratori presenti al momento del controllo risultava privo della preventiva comunicazione di assunzione.
I provvedimenti di sospensione sono stati successivamente revocati dopo che i datori di lavoro hanno regolarizzato le posizioni dei dipendenti, procedendo alle assunzioni formali e al pagamento delle sanzioni previste. Ulteriori accertamenti hanno inoltre consentito di documentare modalità di pagamento delle retribuzioni tramite strumenti non tracciabili. Le sanzioni amministrative contestate ai datori di lavoro, in relazione alle violazioni riscontrate, oscillano complessivamente tra un minimo di 71.400 euro e un massimo di 419.400 euro.
L’azione delle Fiamme Gialle mira a un duplice obiettivo: contrastare l’illegalità economica e l’abusivismo, tutelando le imprese che operano nel rispetto delle regole, e proteggere i lavoratori, spesso parte più debole del rapporto di lavoro. Il lavoro irregolare, infatti, priva i dipendenti delle necessarie tutele previdenziali e assicurative, con conseguenze pesanti sia sul piano pensionistico sia su quello della sicurezza in caso di infortuni.













