È stata denunciata per lesioni aggravate ma immediatamente rimessa in libertà perché, secondo l’autorità giudiziaria, avrebbe agito per legittima difesa. È quanto accaduto a Milano a Oksana Murasova, 39 anni, cittadina lituana, protagonista dell’accoltellamento del compagno avvenuto il 15 febbraio in un appartamento di via Soffredini, nella zona nord della città.
Secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, durante una lite l’uomo avrebbe colpito la donna con pugni. La 39enne sarebbe quindi fuggita dall’abitazione, ma sarebbe stata raggiunta e bloccata dal compagno. A quel punto avrebbe preso un coltello da cucina colpendolo per liberarsi. Una versione che, almeno in questa fase, ha convinto gli inquirenti a riconoscere i presupposti della legittima difesa, evitando così l’arresto.
L’uomo, trasportato in codice giallo all’ospedale Niguarda, ha riportato ferite giudicate guaribili in 30 giorni e ha poi lasciato il pronto soccorso firmando le dimissioni volontarie.
La vicenda, tuttavia, riporta in primo piano un precedente pesante: la donna è infatti recidiva. Nel 2015 aveva ucciso un altro convivente durante una lite in un appartamento della zona sud di Milano. Anche allora aveva sostenuto di essersi difesa da un’aggressione, ma per quell’episodio era stata condannata e aveva scontato una pena di otto anni di carcere.
Un elemento che rende il nuovo episodio particolarmente delicato, pur in presenza — secondo la valutazione iniziale dei magistrati — di una situazione di difesa da una presunta aggressione. Le indagini restano comunque aperte per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.













