TORINO – La Corte d’Appello di Torino ha confermato in secondo grado le condanne per il violento omicidio di un 24enne marocchino, avvenuto nel maggio 2022 nell’area boschiva tra Pombia e il Novarese, chiudendo il procedimento giudiziario sul caso. Il giovane, arrivato da poco in Italia, era finito al centro di una vicenda legata allo spaccio di stupefacenti. Secondo gli atti, sarebbe stato attirato in un incontro poi degenerato in una spedizione punitiva.
Gli inquirenti hanno ricostruito che la vittima sarebbe stata sequestrata e picchiata per ore da un gruppo che lo accusava di aver sottratto droga e denaro dopo un’operazione delle forze dell’ordine nei boschi. La Corte ha confermato l’ergastolo per il presunto capo, tuttora latitante, e 21 anni per un altro imputato irreperibile, mentre per un terzo coinvolto la pena è stata ridotta.
Durante le violenze sarebbe stata inviata al padre una fotografia con la richiesta di 27 mila euro per la liberazione. Il corpo, ormai senza vita, fu poi lasciato in una piazzola di sosta lungo la Superstrada 336 nel territorio di Lonate Pozzolo, dove venne successivamente ritrovato e identificato grazie ai tatuaggi.













