Lago di Varese, l’AQST chiude il suo ciclo: sette anni di risultati e un metodo da non disperdere

Lago di Varese, l’AQST chiude il suo ciclo: sette anni di risultati e un metodo da non disperdere
L’incontro di Villa Ponti ha tracciato il bilancio dell’Accordo per il risanamento del bacino. La scadenza formale non deve interrompere la collaborazione costruita tra istituzioni, tecnici e territorio.

VARESE – Quello ospitato domenica mattina a Villa Ponti è stato, almeno formalmente, l’ultimo convegno annuale promosso nell’ambito dell’AQST per il risanamento del lago di Varese. Un appuntamento che, a sette anni dalla nascita dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto e interrogarsi sul futuro.

Il bilancio restituisce un percorso importante. In questi anni l’AQST ha consentito di affrontare in maniera coordinata problemi complessi, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, amministrazioni locali, soggetti scientifici e tecnici, gestori dei servizi e realtà del territorio.

Non soltanto interventi, ma un nuovo metodo di lavoro

Accanto ai risultati ottenuti sul piano ambientale e infrastrutturale, illustrati dall’Assessore Regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, insieme ai suoi tecnici, l’eredità più significativa dell’Accordo risiede probabilmente nel metodo costruito nel tempo: un confronto costante, fondato sulla condivisione dei dati, sulla collaborazione tra competenze differenti e su una visione che considera il lago come un unico sistema.

Il risanamento di un bacino compromesso da decenni non può infatti essere affidato a interventi isolati o a iniziative di breve durata. Richiede continuità, monitoraggio e la capacità di correggere le strategie sulla base delle conoscenze acquisite.

La scadenza dell’Accordo non diventi un punto di arrivo

La conclusione dell’attuale ciclo dell’AQST non coincide con la fine del lavoro. I progressi raggiunti devono essere consolidati, mentre restano aperte sfide che richiederanno ancora investimenti, competenze e coordinamento.

La prospettiva, dunque, non può limitarsi alla celebrazione di quanto realizzato. Occorre dare seguito all’esperienza maturata, preservando quella rete di collaborazione che ha permesso al territorio di superare frammentazioni e contrapposizioni.

Dopo sette anni, l’AQST lascia risultati concreti ma soprattutto una consapevolezza: il futuro del lago di Varese dipenderà dalla capacità di continuare a lavorare insieme. La forma amministrativa potrà cambiare; il percorso avviato, invece, non può fermarsi.

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