Manca ormai poco a uno degli appuntamenti più significativi per la Chiesa ambrosiana. Sabato 13 giugno 2026 il Duomo di Milano farà da cornice all’ordinazione presbiterale dei candidati dell’Arcidiocesi di Milano, pronti a compiere l’ultimo passo del loro cammino formativo verso il sacerdozio.
Dopo l’ordinazione diaconale ricevuta il 4 ottobre scorso, i seminaristi si preparano ora a vivere il momento culminante della loro vocazione. In vista della celebrazione, la classe sacerdotale 2026 si è presentata ufficialmente alla comunità diocesana, svelando il motto e l’immagine che accompagneranno il loro ministero.
“Cristo è tutto per noi”: il cuore della vocazione
La frase scelta dai futuri sacerdoti affonda le sue radici nella tradizione ambrosiana. Il motto della classe 2026 è infatti tratto dal De Virginitate di Sant’Ambrogio: «Cristo è tutto per noi».
Parole semplici ma profonde, che racchiudono il significato dell’intero percorso vocazionale.
«Questo motto – spiegano i candidati – esprime l’essenza della vita cristiana e del ministero sacerdotale. È Cristo il punto di riferimento che unisce le nostre storie personali e il traguardo verso cui tende ogni chiamata».
Una scelta che sottolinea la centralità della fede e il desiderio di mettere il Vangelo al centro del futuro servizio pastorale nelle comunità.
Il sole del Duomo come segno di luce e missione
Anche l’immagine simbolo della classe sacerdotale richiama profondamente la tradizione milanese. I seminaristi hanno infatti scelto un particolare della grande vetrata centrale dell’abside del Duomo di Milano, uno degli elementi artistici più rappresentativi della cattedrale.
Il dettaglio riprodotto è la cosiddetta “rasa”, la figura del sole che domina la composizione e illumina l’intera abside. Un simbolo di luce che richiama Cristo e la missione affidata ai futuri sacerdoti: essere presenza viva del Vangelo nelle comunità e nel mondo.
Nel messaggio rivolto ai fedeli, i candidati hanno inoltre espresso gratitudine per il sostegno ricevuto durante il percorso di formazione.
«Siamo grati al Signore per la fiducia che continua a riporre in noi e per la chiamata a servire la Chiesa e il mondo. Affidandoci all’intercessione di San Francesco e di Sant’Antonio, chiediamo alle nostre comunità di accompagnarci ancora con la preghiera e l’affetto».
Varese protagonista con cinque futuri sacerdoti
Tra i giovani che saranno ordinati il prossimo 13 giugno spicca anche una significativa rappresentanza della zona pastorale di Varese. Sono cinque, infatti, i candidati provenienti da diverse realtà del territorio varesino.
Tra loro c’è Andrea Angelini, 25 anni, originario di Casciago. Dalla città di Varese arriva invece Giuseppe Bianchi, nato nel 1990 e cresciuto nella comunità della Basilica di San Vittore Martire.
L’alto Varesotto sarà rappresentato da Samuele Brancè, 27 anni, della comunità di Mesenzana, mentre da Crugnola di Mornago proviene Emanuele Guido, 26 anni. Completa il gruppo Paolo Macchi, 27 anni, cresciuto nella parrocchia di Santo Stefano a Tradate.
Le comunità si preparano alla festa
Nei paesi d’origine dei futuri sacerdoti l’attesa è già palpabile. Parrocchie, gruppi e associazioni stanno organizzando trasferte verso Milano per partecipare all’ordinazione in Duomo, mentre sono già in programma i festeggiamenti e le prime Messe solenni che i novelli sacerdoti celebreranno nelle rispettive comunità nei giorni immediatamente successivi.
Un momento di gioia condivisa che coinvolgerà non solo le famiglie dei candidati, ma intere comunità chiamate ad accompagnare con affetto e preghiera l’inizio del loro ministero sacerdotale.












