Tentata truffa agli anziani in Canton Ticino: arrestati due giovani italiani

Fermati a Lugano dopo una segnalazione alla centrale d’allarme. Torna l’allerta per le “chiamate shock” ai danni delle persone anziane

Due cittadini italiani di 20 e 23 anni, residenti in Italia, sono stati arrestati il 26 maggio in Canton Ticino con l’accusa di essere coinvolti in un tentativo di truffa ai danni di persone anziane attraverso il metodo delle cosiddette “chiamate shock”.

L’operazione è scattata grazie a una segnalazione tempestiva giunta alla Centrale comune d’allarme (CECAL), che ha consentito alle forze dell’ordine di avviare immediatamente gli accertamenti e coordinare l’intervento delle pattuglie sul territorio. I due sospettati sono stati rintracciati e fermati a Lugano poco dopo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i truffatori avrebbero contattato telefonicamente alcune vittime fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine. Durante la chiamata avrebbero sostenuto che un familiare fosse rimasto coinvolto in una rapina o in un grave incidente, chiedendo con urgenza la consegna di denaro e gioielli per risolvere la situazione.

Si tratta di un copione ormai noto, già utilizzato in numerosi episodi analoghi registrati negli ultimi anni, che punta a fare leva sulla paura e sull’emotività delle persone anziane per convincerle a consegnare soldi o oggetti di valore.

Le autorità segnalano inoltre un preoccupante aumento di questo tipo di truffe nelle ultime settimane e invitano la popolazione, in particolare gli anziani e i loro familiari, a mantenere alta l’attenzione. In caso di telefonate sospette, il consiglio è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare direttamente le forze dell’ordine.