Caldo record e allarme ozono: qualità dell’aria ai minimi, Malpensa e Ferno tra le aree più colpite

Caldo record e allarme ozono: qualità dell’aria ai minimi, Malpensa e Ferno tra le aree più colpite
Le alte temperature favoriscono l'accumulo dell'ozono nell'aria. Superati da giorni i limiti di sicurezza in gran parte della Lombardia: gli esperti invitano a evitare attività fisica nelle ore più critiche.

L’ondata di caldo che da giorni interessa il Nord Italia non porta con sé soltanto temperature torride. A peggiorare la situazione è anche l’impennata delle concentrazioni di ozono, uno degli inquinanti più dannosi per l’apparato respiratorio durante la stagione estiva. L’alta pressione che insiste sulla Pianura Padana favorisce infatti il ristagno degli inquinanti e la formazione di questo gas, facendo registrare valori ben oltre le soglie raccomandate per la tutela della salute.

Secondo Legambiente Lombardia, il fenomeno interessa non solo la Pianura Padana ma anche l’intera fascia pedemontana, dove le masse d’aria calda spingono gli inquinanti verso le Prealpi, creando le condizioni ideali per la formazione dell’ozono.

Perché aumenta l’ozono

L’ozono si forma grazie all’azione della luce solare su alcuni gas già presenti nell’atmosfera. Se da un lato esistono sorgenti naturali, dall’altro le concentrazioni elevate registrate in Lombardia sono alimentate soprattutto dalle attività umane.

Tra i principali responsabili figurano il traffico veicolare, in particolare i motori diesel che emettono ossidi di azoto, le attività industriali con il rilascio di composti organici volatili e il settore agricolo, dove allevamenti intensivi e risaie contribuiscono all’emissione di metano, uno dei precursori dell’ozono.

Per Legambiente diventa quindi indispensabile intervenire su questi comparti per ridurre l’inquinamento estivo, limitando il traffico motorizzato, abbattendo le emissioni industriali e contenendo quelle provenienti dagli allevamenti intensivi.

Limiti superati in tutta la regione

I dati raccolti dalle centraline di monitoraggio di ARPA Lombardia mostrano una situazione particolarmente critica. Da oltre dieci giorni consecutivi, la media delle otto ore giornaliere di maggiore concentrazione supera quasi ovunque il valore di 120 microgrammi per metro cubo indicato come soglia di tutela della salute.

Un dato che lascia già prevedere il superamento del limite annuale di 25 giornate consentite dalla normativa europea, nonostante l’estate sia appena iniziata.

Le condizioni peggiori si registrano nell’alta pianura lombarda e nell’area di Malpensa, dove vengono frequentemente superati anche i 180 microgrammi per metro cubo, soglia oltre la quale le autorità sono tenute a informare la popolazione sui comportamenti da adottare per ridurre i rischi sanitari.

Ferno maglia nera, valori elevati anche in altre città

La concentrazione più elevata è stata registrata a Ferno, in provincia di Varese, con un picco di 225 microgrammi per metro cubo. Valori molto alti sono stati rilevati anche a Varese (215), Monza (198), Lecco (186), Brescia (185), Como (185) e Bergamo (183).

Livelli di questo tipo possono provocare irritazioni alle vie respiratorie, difficoltà respiratorie e aggravare le condizioni di chi soffre di asma o altre patologie polmonari.

I consigli per proteggersi

Con temperature elevate e concentrazioni di ozono così alte, gli esperti consigliano di limitare le attività fisiche intense all’aperto nelle ore più critiche della giornata, generalmente dal primo pomeriggio fino alle ore serali. Bambini, anziani e persone con malattie respiratorie rappresentano le categorie più esposte agli effetti dell’inquinamento e dovrebbero prestare particolare attenzione durante questo periodo di forte caldo.

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