LAGO MAGGIORE – Il livello del Lago Maggiore continua a scendere. Nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 agosto, l’idrometro di Leggiuno ha registrato una quota di 192,28 metri sul livello del mare, confermando una situazione ormai eccezionale per intensità e durata.
Il Verbano risente delle temperature persistentemente elevate e della mancanza di precipitazioni diffuse sul bacino. L’Autorità distrettuale del fiume Po ha classificato il lago in condizioni di siccità estrema, con livelli e portate prossimi ai minimi storici.
Settantuno centimetri sotto la soglia di magra
La quota registrata a Leggiuno si trova 71 centimetri sotto la soglia di magra, fissata a 192,99 metri, e 1,36 metri al di sotto del livello medio di riferimento di 193,64 metri indicato dal Centro Geofisico Prealpino.
Il progressivo arretramento delle acque è ormai visibile lungo numerosi tratti di costa. Alcune imbarcazioni sono rimaste in secca, mentre sono riemerse porzioni di fondale normalmente sommerse. Le difficoltà interessano anche la navigazione, gli approdi e le attività che dipendono dalla disponibilità della risorsa idrica.
Il volume regolato è sceso al 5,3%
Nell’ultimo aggiornamento ufficiale, pubblicato il 6 agosto, l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po indicava per il Lago Maggiore una percentuale di riempimento del 5,3% del volume regolabile.
Il dato non significa che il lago sia vicino a svuotarsi completamente e non deve essere confuso con lo zero idrometrico. La percentuale rappresenta infatti la quantità di acqua disponibile all’interno della fascia gestita per la regolazione del bacino. Resta comunque un valore estremamente basso, che limita fortemente la capacità di sostenere navigazione, agricoltura e deflussi verso valle.
Secondo l’Autorità, il calo prosegue dalla seconda settimana di giugno ed è stato favorito dalle temperature elevate registrate dalla metà di maggio e dall’assenza di piogge estese e persistenti.
Il confronto con i minimi storici
Il raffronto con i record del passato richiede cautela, perché le serie storiche cambiano in base all’idrometro e al sistema di rilevazione utilizzato. La serie svizzera indica come minimo assoluto una quota di 192,04 metri, misurata il primo febbraio 1947. Rispetto a quel valore, la rilevazione di Leggiuno si trova circa 24 centimetri più in alto.
Per il mese di luglio, il minimo svizzero risale invece al 30 luglio 1976, con 192,16 metri. Nell’agosto del 2022 il lago era sceso fino a circa 192,40 metri, un livello già superato al ribasso nella situazione attuale.
La serie storica del Centro Geofisico Prealpino riferita a Pallanza riporta invece un minimo di 192,38 metri il 18 marzo 1956. Proprio la diversità tra stazioni e serie di misurazione impedisce un confronto diretto, ma la tendenza resta inequivocabile: il Lago Maggiore ha raggiunto valori raramente osservati negli ultimi decenni.
Servono precipitazioni diffuse e prolungate
I temporali locali non sono sufficienti per invertire il calo. Per ottenere un recupero significativo sarebbero necessarie precipitazioni abbondanti e distribuite sull’intero bacino, comprese le vallate alpine e il territorio svizzero che alimentano il Verbano.
In assenza di un cambiamento meteorologico, il livello è destinato a diminuire ancora, con il rischio di nuove limitazioni alla navigazione e conseguenze sempre più pesanti per gli ecosistemi, l’agricoltura e la gestione complessiva della risorsa idrica.













