Beko Europe mette fine al clima di incertezza sul futuro dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese. Nel corso dell’incontro con le parti sociali svoltosi in Regione Lombardia, la multinazionale ha confermato gli investimenti promessi: 133 milioni di euro a fronte di 300 uscite volontarie incentivate.
Una manovra che consentirà all’azienda di contenere i costi in una fase congiunturale complessa, offrendo al contempo garanzie sulla continuità produttiva del sito varesino. Il confronto in Regione, alla presenza degli assessori regionali Guido Guidesi e Simona Tironi, ha fornito le risposte attese dai sindacati dei metalmeccanici.
All’incontro hanno partecipato i segretari provinciali Nino Cartosio (Fiom Cgil), Gennaro Aloisio (Fim Cisl dei Laghi) e Fabbio Dell’Angelo (Uilm Uil), insieme al sindaco di Biandronno Massimo Porotti e al presidente della Provincia di Varese Marco Magrini.
A sottolineare l’urgenza del tema era stato anche il presidio di circa duecento lavoratori davanti al palazzo regionale, che aveva acceso i riflettori su una situazione di forte preoccupazione occupazionale. Dall’incontro è arrivata però una conferma chiara: lo stabilimento di Cassinetta resterà il polo di riferimento di Beko Europe per la produzione di elettrodomestici da incasso.
Dal 2026 è prevista l’avvio della produzione di nuovi modelli, in particolare forni. Il piano industriale comprende inoltre investimenti per il potenziamento dei reparti di automazione e robotica, oltre a un utilizzo significativo di impianti fotovoltaici.
L’organico passerà dagli attuali 1.800 a circa 1.500 addetti, attraverso uscite volontarie incentivate. Resta centrale la sfida del recupero dei volumi produttivi, considerato fondamentale per riportare lo stabilimento a piena competitività sul mercato, obiettivo a cui dovranno contribuire i nuovi prodotti e gli investimenti annunciati.













