Non solo un rafforzamento dei controlli, ma anche un segnale politico-istituzionale chiaro. La decisione del Prefetto Salvatore Pasquariello di disporre un presidio fisso dei Carabinieri in via Como e nell’area delle stazioni segna, nei fatti, una smentita alla linea espressa nei giorni scorsi dall’assessore comunale alla Sicurezza Raffaele Catalano, che aveva minimizzato gli episodi parlando soprattutto di “percezione di insicurezza” più che di una criticità reale.
La riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi ieri, 29 gennaio, in Prefettura, ha invece fotografato una situazione considerata sufficientemente rilevante da richiedere misure straordinarie e visibili, superando di fatto la lettura riduttiva proposta dall’amministrazione comunale.
Dal “problema percepito” al problema reale
La miccia che ha riacceso il dibattito è stata l’assembramento di giovani per la registrazione di un videoclip musicale in via Como, che ha portato al blocco temporaneo della viabilità e a una forte eco mediatica. Un episodio che l’assessore Catalano aveva inquadrato come un fatto isolato, enfatizzato dalla narrazione social, riconducendo il tema più alla percezione che a un problema strutturale di sicurezza.
La scelta del Prefetto di intervenire con un presidio fisso e servizi straordinari va però in direzione opposta: non una semplice rassicurazione, ma un rafforzamento concreto del controllo del territorio, che riconosce l’esistenza di una criticità operativa nell’area.
Presidio fisso e controlli straordinari
Al vertice hanno partecipato il questore Mazza, il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Gagliardo, il generale Coppola della Guardia di Finanza, oltre al sindaco Davide Galimberti e allo stesso assessore Catalano.
Dal Comitato è emersa la decisione di collocare una Stazione Mobile dei Carabinieri in via Como, destinata a diventare un punto di presidio stabile. A questo si aggiungeranno servizi straordinari di controllo, con un incremento della presenza delle pattuglie e un’attenzione specifica agli assembramenti, al rispetto delle regole e alla tutela della viabilità.
Un messaggio anche politico
Al di là degli aspetti operativi, la mossa della Prefettura viene letta come un messaggio chiaro anche sul piano istituzionale: se il problema fosse stato solo di percezione, non sarebbe stato necessario mettere in campo misure straordinarie e un presidio fisso.
La linea del Prefetto indica invece che l’area delle stazioni e via Como vengono considerate un punto sensibile, che richiede una gestione rafforzata e una presenza costante delle forze dell’ordine. Un cambio di passo che, nei fatti, ridimensiona la narrativa minimizzante del Comune e riporta la questione su un piano di sicurezza concreta, più che di semplice percezione.













