LUVINATE – Non una semplice pulizia del bosco, ma un intervento per accompagnarne la ricostruzione dopo anni di incendi, tempeste, siccità e schianti. Sul versante meridionale del Campo dei Fiori sono cominciati nuovi lavori forestali promossi dal Comune di Luvinate, per un investimento superiore ai 100mila euro.
Il progetto è finanziato attraverso la misura straordinaria “Siti naturali UNESCO per il Clima”, dedicata all’adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è intervenire sulle zone maggiormente compromesse, proteggere il terreno e favorire la nascita di una copertura forestale più varia e resistente.
Le conseguenze dell’incendio sono ancora visibili
A quasi dieci anni dal grande incendio dell’autunno 2017, numerosi alberi presentano ancora danni nella parte inferiore del tronco. A quelle ferite si sono aggiunti gli effetti della tempesta Alex del 2020, che aveva abbattuto e sradicato molte piante.
Il deterioramento è proseguito negli anni successivi. Le forti raffiche del novembre 2024 e le prolungate ondate di calore dell’ultima estate hanno ulteriormente indebolito la vegetazione.
Il problema non riguarda soltanto gli alberi già caduti. Molti esemplari sopravvissuti agli eventi estremi sono diventati più fragili e continuano a cedere, aprendo nuovi vuoti nella copertura e modificando progressivamente l’assetto del bosco.
Lavori tra il Vallegiaccio e la Valle degli Orti
Il cantiere interessa una porzione del territorio comunale situata sul versante sud del massiccio, alla destra del sentiero Dal Zotto.
L’area si sviluppa tra circa 715 e 870 metri di altitudine, con un dislivello complessivo di 155 metri, ed è compresa tra il Vallegiaccio e la Valle degli Orti, due impluvi collegati al torrente Tinella. Il limite superiore si trova poco prima del Sas del Signur, nei pressi dell’imbocco del sentiero Sant’Uberto.
Il legno morto resterà nel bosco
Le operazioni comprendono il diradamento selettivo della vegetazione, la gestione degli alberi compromessi e la sistemazione della necromassa, cioè del materiale legnoso morto presente sul terreno.
I tecnici ne hanno censiti circa 515 metri cubi. Il legname non sarà portato via in modo indiscriminato: verrà disposto in più punti del versante, anche formando piccoli accumuli con materiali reperiti sul posto.
Questa scelta risponde a diverse funzioni. I tronchi e i rami contribuiranno a limitare l’erosione, rallentare il deflusso dell’acqua piovana e creare ripari per la fauna. La loro decomposizione restituirà inoltre sostanze organiche al suolo.
Dove sono già presenti giovani alberi nati spontaneamente, gli interventi saranno ridotti per consentire alla rinnovazione naturale di proseguire.
Undici nuclei con quattordici specie
Le nuove piantagioni saranno concentrate nelle zone nelle quali il bosco fatica a rigenerarsi autonomamente. Il progetto individua undici nuclei, distribuiti su una superficie totale di 3.456 metri quadrati.
Saranno collocate 384 giovani piante appartenenti a 14 specie, tra le quali castagno, faggio, betulla, frassino, ciliegio, aceri, querce, tigli e sorbi. La varietà è pensata per evitare una copertura troppo uniforme e aumentare la capacità del bosco di reagire a condizioni climatiche difficili e a future avversità.
Per sostegni e protezioni verranno impiegati materiali biodegradabili. Nelle buche sarà aggiunto anche un prodotto idroretentivo, anch’esso biodegradabile, capace di accumulare parte dell’acqua presente nel terreno e rilasciarla gradualmente alle radici.
Il programma non terminerà con la messa a dimora: nei due anni successivi sono previste attività di manutenzione e la sostituzione degli esemplari che non dovessero attecchire.
Boriani: «Le foreste sono infrastrutture essenziali»
Per il sindaco Alessandro Boriani, la crescente frequenza di incendi, siccità, ondate di calore ed eventi meteorologici violenti impone un cambiamento nelle politiche pubbliche.
La risposta, secondo il primo cittadino, non può limitarsi al potenziamento degli strumenti di emergenza. Agli investimenti per elicotteri, Canadair e pronto intervento devono corrispondere risorse altrettanto consistenti per la manutenzione e la prevenzione.
«I boschi non sono semplici aree verdi», sottolinea Boriani, ma infrastrutture critiche da proteggere con la stessa continuità riservata a ponti, aeroporti e ospedali.
Il nuovo cantiere prosegue il percorso avviato dal Comune dopo l’incendio del 2017, anche attraverso l’esperienza dell’ASFO Valli delle Sorgenti. Una strategia che punta non soltanto a riparare i danni già avvenuti, ma a preparare il Campo dei Fiori agli eventi estremi dei prossimi anni.













