Varese, cresce il fronte del no al nuovo centro per animali ai Duni

Varese, cresce il fronte del no al nuovo centro per animali ai Duni
LNDC Animal Protection e WWF Insubria insieme sul posto: nel mirino l’impatto del progetto sul corridoio ecologico e la funzionalità della futura struttura. Le associazioni valutano anche le possibili azioni legali.

Cresce la contrarietà al progetto per la realizzazione del nuovo centro polifunzionale per gli animali nell’area dei Duni, a Varese. La struttura dovrebbe ospitare un canile, un gattile e uno spazio destinato agli animali selvatici recuperati, ma l’intervento continua a suscitare perplessità sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo della funzionalità.

Dopo le criticità progettuali già sollevate nei mesi scorsi, la sezione varesina di LNDC Animal Protection, che gestisce il canile cittadino, ha effettuato un sopralluogo nell’area insieme ai rappresentanti del WWF Insubria. L’obiettivo era verificare direttamente sul terreno le possibili conseguenze della realizzazione della struttura.

«Qui passa la fauna selvatica»

Uno degli elementi che preoccupa maggiormente le associazioni è la presenza, nell’area interessata dal progetto, di un corridoio ecologico naturale formato da prati stabili e filari alberati.

Secondo quanto rilevato durante il sopralluogo, l’area viene utilizzata dalla fauna selvatica come collegamento tra diverse zone tutelate, lungo un percorso che si sviluppa da nord a sud.

A testimoniare il passaggio degli animali ci sarebbero anche segni ben visibili sul terreno: varchi nelle recinzioni e veri e propri camminamenti utilizzati con continuità da cervi, caprioli, cinghiali e volpi.

Per WWF e LNDC, la realizzazione del nuovo centro rischierebbe quindi di interrompere o compromettere un importante collegamento naturale. Una criticità che, secondo le associazioni, non verrebbe superata nemmeno dall’eventuale riduzione della superficie complessivamente occupata dalla struttura ipotizzata dall’amministrazione comunale.

LNDC: «Il nuovo centro serve, ma deve essere realizzato nel posto giusto»

La posizione di LNDC non mette in discussione la necessità per Varese di dotarsi di una struttura moderna e adeguata per gli animali.

La presidente dell’associazione, Alessandra Calafà, ha ribadito infatti che la città attende da tempo un nuovo centro, ma ha sottolineato la necessità che venga progettato in modo funzionale e collocato in un’area idonea.

La contestazione, dunque, riguarda soprattutto la scelta dell’area dei Duni e le caratteristiche dell’intervento previsto.

Il WWF coinvolge anche i cittadini

Nel frattempo, la mobilitazione sta iniziando a coinvolgere anche la cittadinanza. Il WWF Insubria ha avviato una campagna di informazione per spiegare il valore ambientale dell’area, distribuendo materiale anche in occasione degli eventi della Festa di Bizzozero.

L’obiettivo è portare all’attenzione dei cittadini la presenza del corridoio ecologico e il ruolo svolto dai prati e dai filari dei Duni nella connessione tra gli habitat naturali.

Possibili iniziative legali

La vicenda non sembra quindi destinata a esaurirsi sul piano del confronto politico e amministrativo. LNDC Animal Protection e WWF Insubria stanno continuando ad analizzare il progetto sotto il profilo tecnico e amministrativo.

Le due associazioni stanno valutando anche i possibili strumenti per tutelare l’area e non escludono, qualora emergessero elementi sufficienti, il ricorso alle vie legali.

Il confronto sul futuro dei Duni si prepara così a entrare in una fase ancora più delicata: da una parte la necessità di Varese di dotarsi di un nuovo centro per gli animali, dall’altra le preoccupazioni per la tutela di un’area considerata strategica per la fauna selvatica.

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