Blitz antidroga nell’Alto Milanese: quattro misure cautelari tra Castano Primo e Nosate

Blitz antidroga nell’Alto Milanese: quattro misure cautelari tra Castano Primo e Nosate
Smantellata una rete di spaccio attiva da anni sul territorio. L’indagine, coordinata dalla Procura di Busto Arsizio, è stata condotta congiuntamente dalla Polizia di Stato e dalle Polizie Locali di Castano Primo e Nosate.

CASTANO PRIMO – Un sistema di spaccio strutturato, capace di rifornire di cocaina e hashish Castano Primo e diversi comuni limitrofi dell’Alto Milanese. È quanto emerso dall’indagine che ha portato a un’operazione congiunta della Polizia di Stato e delle Polizie Locali di Castano Primo e Nosate, culminata nell’esecuzione di quattro misure cautelari.

Il provvedimento è stato eseguito in mattinata dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Busto Arsizio, insieme agli operatori delle polizie locali coinvolte. Le misure sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato l’attività investigativa.

L’inchiesta ha consentito di ricostruire, secondo l’ipotesi accusatoria, l’organizzazione e le modalità operative del gruppo, attivo nella distribuzione di sostanze stupefacenti sul territorio.

Consegne su appuntamento e contatti telefonici dedicati

Le indagini sono state condotte in sinergia dalle sezioni investigative del Commissariato di Busto Arsizio e dai comandi di Polizia Locale di Castano Primo e Nosate.

Gli accertamenti avrebbero permesso di delineare un sistema di vendita basato su modalità differenti, ma complementari. Da una parte, le consegne su richiesta, organizzate attraverso utenze telefoniche dedicate e appuntamenti fissati in luoghi prestabiliti, dove lo scambio tra droga e denaro poteva avvenire rapidamente.

Dall’altra, l’attività di spaccio si sarebbe sviluppata anche nei luoghi della movida, tra bar e pub frequentati da potenziali acquirenti e consumatori.

Un doppio canale che avrebbe consentito al gruppo di raggiungere una clientela diversificata e di operare in più contesti del territorio.

Quattro indagati, due trasferiti in carcere

Al termine dell’attività investigativa, l’autorità giudiziaria ha disposto quattro misure cautelari, differenziate in base alle posizioni dei soggetti coinvolti.

Per due cittadini stranieri è stata ordinata la custodia cautelare in carcere. Dopo le formalità di rito, entrambi sono stati trasferiti nella casa circondariale di Busto Arsizio.

Per altri due indagati è stato invece disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, una misura che prevede di presentarsi regolarmente agli uffici indicati dall’autorità competente.

I provvedimenti rappresentano l’esito dell’attività investigativa coordinata dalla Procura di Busto Arsizio, finalizzata a ricostruire la presunta rete di distribuzione degli stupefacenti e le responsabilità delle persone coinvolte.

La collaborazione tra forze di polizia

L’operazione mette in evidenza il ruolo della collaborazione tra la Polizia di Stato e le Polizie Locali nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il lavoro congiunto tra gli investigatori del Commissariato di Busto Arsizio e gli operatori di Castano Primo e Nosate ha permesso di integrare le attività investigative con la conoscenza diretta del territorio, concentrando gli accertamenti sulle modalità di distribuzione e sui luoghi frequentati dal gruppo.

Un intervento che punta a contrastare un fenomeno capace di interessare non soltanto i centri maggiori, ma anche i comuni più piccoli dell’Alto Milanese.

Come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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