BUSTO ARSIZIO – Il mondo del judo bustocco è in lutto per la scomparsa di Massimo Gorla, storico atleta della Pro Patria Judo, venuto a mancare all’età di 66 anni. Un nome che ha scritto pagine importanti della disciplina, ma che resterà soprattutto nel ricordo di chi lo ha conosciuto come uomo, maestro e punto di riferimento per intere generazioni di judoka.
«Se ne va un grande campione, ma soprattutto un grande uomo, un maestro di sport e di vita», è il messaggio con cui la Pro Patria Judo ha voluto salutarlo.
Una carriera ai massimi livelli
Gorla è stato uno degli atleti simbolo della società bustocca. Ha indossato la maglia della Nazionale italiana dal 1975 al 1986 e nel 1979 ha conquistato il titolo di campione italiano, collezionando negli anni numerose medaglie e piazzamenti in competizioni nazionali e internazionali.
Sui tatami italiani ed europei si è sempre distinto per qualità tecniche, determinazione e correttezza, contribuendo a portare il nome della Pro Patria Judo ai vertici della disciplina.
Un maestro dentro e fuori dal tatami
Per chi lo ha conosciuto, però, i risultati sportivi raccontano solo una parte della sua storia.
Massimo Gorla viene ricordato come una persona disponibile, umile e generosa, sempre pronta ad aiutare i più giovani con un consiglio, un incoraggiamento o una dimostrazione tecnica. Ogni allenamento diventava un’occasione per trasmettere non solo il judo, ma anche i valori del rispetto, dell’impegno e della lealtà.
La sua passione era nata da ragazzo, quando appena quattordicenne, dopo il lavoro, percorreva in bicicletta la strada da Dairago a Busto Arsizio per allenarsi con il maestro Cattaneo, affrontando qualsiasi condizione atmosferica pur di non rinunciare a una lezione.
Un sacrificio che, ancora oggi, viene ricordato come il simbolo del suo amore incondizionato per questa disciplina.
L’eredità lasciata ai suoi allievi
Negli anni successivi Gorla ha continuato a vivere il judo anche da insegnante, fondando e gestendo una palestra a Olcella, dove ha formato decine di atleti, trasmettendo competenze tecniche ma soprattutto una cultura sportiva fatta di passione, rispetto e dedizione.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità della Pro Patria Judo e in tutto il movimento sportivo del territorio.













