Studentato alle Bustecche, il Comune alza bandiera bianca: niente partecipazione all’asta

Il progetto legato ai fondi Pinqua e Pnrr si arena per i tempi troppo stretti. Palazzo Estense rinuncia, ma lascia aperta la porta a un possibile ripensamento

VARESE – Il Comune di Varese fa marcia indietro, almeno per ora, sul progetto dello studentato diffuso alle Bustecche. La decisione è stata illustrata dal sindaco Davide Galimberti durante la commissione bilancio di sabato 14 marzo: l’amministrazione chiederà al consiglio comunale di approvare una delibera con cui si rinuncia a partecipare all’asta per l’acquisto degli immobili individuati per l’intervento.

Una scelta motivata ufficialmente con i tempi ormai incompatibili del Pnrr, ma che di fatto segna l’ennesimo rallentamento per un progetto annunciato da anni e più volte rimodulato.

L’idea dello studentato nasceva infatti nell’ambito del Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, a cui il Comune aveva partecipato tra il 2020 e il 2021 con un piano inizialmente legato alla riqualificazione dell’area dell’ex Macello. Nel frattempo però il quadro dei finanziamenti è cambiato: le risorse sono state ricondotte al Pnrr, imponendo scadenze molto più stringenti.

Per adeguarsi alle nuove condizioni Palazzo Estense aveva riformulato l’intervento spostando la parte dedicata all’abitare – mentre la riqualificazione dell’ex Macello è proseguita ed è oggi in corso – nel quartiere delle Bustecche, sopra il complesso noto come “Piramide”. L’obiettivo era acquisire circa 28 appartamenti liberi, insieme ad alcuni spazi tra uffici e negozi, per realizzare residenze per studenti e forme di housing sociale.

Il progetto però si è incagliato nella lunga attesa della procedura di vendita degli immobili. «Abbiamo sollecitato più volte il liquidatore affinché venisse pubblicato il bando d’asta», ha spiegato Galimberti, ricordando che l’amministrazione ha coinvolto anche la Prefettura, attivando due cabine di regia proprio per cercare di sbloccare i ritardi.

L’avviso d’asta è stato pubblicato soltanto il 2 febbraio, con scadenza fissata al 19 marzo. Un calendario che ha reso l’operazione quasi impossibile. Nel frattempo il Ministero delle Infrastrutture ha chiarito che gli interventi Pinqua, ormai inglobati nel Pnrr, dovranno essere conclusi entro il 30 giugno 2026.

Questo significa che, in caso di aggiudicazione dell’asta, il Comune avrebbe avuto meno di cento giorni per acquistare gli immobili e ristrutturarli. «Tempistiche estremamente ridotte», ha osservato il sindaco, sottolineando il rischio concreto di non riuscire a completare i lavori entro i termini previsti.

In quel caso il finanziamento statale verrebbe revocato e le spese ricadrebbero direttamente sul bilancio comunale. L’esposizione potenziale è stimata in circa 2 milioni di euro per i lavori di manutenzione, a cui si aggiungerebbero 700-800 mila euro necessari per rendere funzionali gli spazi abitativi.

Di fronte a questo scenario l’amministrazione propone quindi di non procedere con l’acquisizione degli immobili. Una scelta che Galimberti ha deciso comunque di portare in consiglio comunale «per una questione di responsabilità politica e di trasparenza», anche se formalmente sarebbe stato possibile comunicare direttamente al Ministero la rinuncia.

Resta però la sensazione di un progetto che arriva al capolinea dopo una lunga fase di annunci, riformulazioni e attese burocratiche. L’idea dello studentato alle Bustecche, pensata anche per rafforzare il ruolo universitario della città, si scontra ora con una realtà fatta di scadenze saltate e procedure mai davvero decollate.

La porta, almeno nelle intenzioni del Comune, non è comunque del tutto chiusa. Palazzo Estense si riserva infatti di rivalutare l’operazione nel caso in cui dovessero cambiare le condizioni, ad esempio con un eventuale allungamento delle scadenze del Pnrr. Ma per il momento lo studentato diffuso resta un progetto rimasto sulla carta.