La stretta della Thailandia sulla cannabis potrebbe avere aperto nuove rotte del narcotraffico, e una di queste passerebbe da Malpensa. È il quadro che emerge dopo l’ennesimo sequestro allo scalo varesino, dove la Guardia di Finanza ha fermato altri due corrieri giapponesi trovati con ingenti quantitativi di marijuana nei bagagli.
Un fenomeno nuovo, per modalità e provenienza, che sta attirando crescente attenzione investigativa.
Fermati con 14 chili a testa
L’ultimo episodio risale a venerdì 24 aprile. I finanzieri in servizio all’aeroporto hanno bloccato due cittadini giapponesi arrivati con lo stesso volo, entrambi trovati in possesso di poco meno di 14 chili di marijuana nascosti nei bagagli.
Per entrambi si sono aperte le porte del carcere di Busto Arsizio. Entro lunedì saranno interrogati dal gip Francesca Roncarolo.
Secondo quanto emerge, potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere, come spesso avviene in casi di traffico internazionale.
La nuova rotta della cannabis
L’episodio non sarebbe isolato. In meno di un mese sono già quattro i corrieri giapponesi arrestati a Malpensa con quantitativi analoghi di sostanza, tutti inseriti in un pattern che gli investigatori stanno cercando di decifrare.
Sul fondo ci sarebbe il cambio di scenario in Thailandia, che dopo anni di sostanziale liberalizzazione ha reintrodotto a fine 2025 regole molto più restrittive sull’uso della cannabis, oggi consentita solo con prescrizione medica.
Un cambio di rotta che, secondo una delle ipotesi al vaglio, potrebbe aver spinto parte di quel mercato verso canali illeciti e nuove destinazioni.
Un fenomeno inedito
A colpire è anche il profilo dei corrieri. I cittadini giapponesi non rientrano tradizionalmente nelle rotte del narcotraffico che transitano per il Nord Italia, e proprio questa anomalia rende il fenomeno particolarmente osservato.
Gli investigatori stanno cercando di capire se si tratti di semplici “muli” reclutati da organizzazioni internazionali o dell’emersione di una filiera più strutturata.
Finora, però, dagli arrestati non sarebbero arrivati elementi utili a chiarire chi organizzi i traffici e dove sia diretta la droga una volta superato lo scalo varesino.
Malpensa osservatorio privilegiato
Lo scalo di Milan Malpensa si conferma intanto snodo sensibile per intercettare traffici in trasformazione.
E questa “rotta giapponese” della marijuana, inattesa fino a poche settimane fa, potrebbe essere solo l’inizio di un fenomeno tutto da comprendere.













