Diritto alla riparazione, da oggi nuove regole: cosa cambia per consumatori e aziende

Diritto alla riparazione, da oggi nuove regole: cosa cambia per consumatori e aziende
Dal 22 ottobre entrano in vigore le disposizioni italiane dedicate alla riparabilità dei prodotti, con nuovi obblighi per produttori e venditori.
Dagli smartphone agli elettrodomestici, l’obiettivo è facilitare le riparazioni, prolungare la vita dei beni e rendere più accessibili ricambi e assistenza.

Il diritto alla riparazione apre una nuova fase per il mercato italiano. Con l’entrata in vigore, il 22 ottobre, del decreto legislativo n. 176/2026, il servizio post-vendita assume un ruolo ancora più importante nel rapporto tra produttori, importatori, distributori, rivenditori e consumatori.

Le nuove disposizioni puntano a rendere più semplice riparare i prodotti anziché sostituirli, favorendo una maggiore durata dei beni e un utilizzo più efficiente delle risorse. Per le aziende, questo comporta la necessità di organizzare in modo efficace assistenza tecnica, disponibilità dei ricambi, logistica e informazioni rivolte ai clienti.

Dagli smartphone alle lavatrici: i prodotti interessati

Le nuove regole riguardano 11 categorie di prodotti per i quali l’Unione europea ha introdotto requisiti specifici di riparabilità. Tra questi figurano smartphone, tablet, telefoni cordless, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi e altri apparecchi di refrigerazione, asciugabiancheria, display elettronici, aspirapolvere, server e sistemi di archiviazione dati, oltre a mezzi di trasporto che incorporano determinate tipologie di batterie.

La normativa prevede, tra le altre misure, un’estensione di dodici mesi della responsabilità del venditore quando il consumatore sceglie la riparazione durante il periodo di garanzia legale. Le disposizioni si applicano, secondo quanto riportato, anche ai beni venduti a partire dal 31 luglio.

Per le categorie soggette ai requisiti europei di riparabilità è inoltre previsto che, a determinate condizioni, la riparazione possa essere richiesta anche dopo la scadenza della responsabilità del venditore. Salvo impossibilità tecnica, l’intervento dovrà essere effettuato gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Più assistenza e ricambi accessibili

Un altro obiettivo delle nuove disposizioni è migliorare l’accesso alle informazioni sui servizi di riparazione e sulla disponibilità dei ricambi, che dovranno essere proposti a prezzi ragionevoli.

Nel 2027 dovrebbe inoltre diventare operativa una piattaforma europea pensata per mettere più facilmente in contatto i consumatori con i riparatori, facilitando la ricerca di servizi disponibili.

Secondo le stime della Commissione europea, le nuove regole potrebbero generare 4,8 miliardi di euro di crescita e investimenti nell’Unione europea.

La sfida per le aziende: trasformare gli obblighi in opportunità

L’entrata in vigore delle nuove disposizioni richiede alle imprese un’organizzazione più strutturata delle attività successive alla vendita. Non si tratta soltanto di rispettare gli obblighi normativi, ma anche di garantire ai clienti procedure chiare, tempi ragionevoli e un’assistenza affidabile.

Secondo Fabio Fasolino, amministratore delegato di Business Company, realtà attiva da oltre 26 anni nei servizi post-vendita sul mercato europeo, la capacità di gestire efficacemente le riparazioni può diventare un elemento strategico per le aziende, contribuendo a rafforzare la fiducia dei clienti e a migliorare la competitività.

La società affianca produttori, importatori, operatori della grande distribuzione, rivenditori specializzati e aziende di commercio elettronico nelle diverse fasi della vita di un prodotto: dall’installazione alla diagnosi, dalla manutenzione in garanzia e fuori garanzia al ricondizionamento, fino alla dismissione e alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e delle batterie.

Una nuova prospettiva per i consumatori

Il diritto alla riparazione punta quindi a rendere più accessibile la possibilità di prolungare la vita dei prodotti, riducendo la necessità di sostituirli quando si guastano.

Per i consumatori, il cambiamento potrebbe tradursi in maggiori opportunità di riparazione e in informazioni più chiare sui servizi disponibili. Per le imprese, invece, la sfida sarà adeguare l’organizzazione e i servizi alle nuove disposizioni, facendo della qualità dell’assistenza un elemento centrale del rapporto con la clientela.

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