VARESE – L’università nel cuore della città. Non all’ex Caserma Garibaldi, ma in pieno centro, in piazza Monte Grappa, negli spazi della Camera di Commercio. Un’idea che torna a circolare con insistenza e che, se fino a poco tempo fa poteva sembrare suggestiva ma poco concreta, oggi sembra invece rientrare tra le opzioni sul tavolo.
L’ipotesi non è nuova: portare l’Insubria più vicino alla vita cittadina è da anni un obiettivo condiviso da istituzioni, mondo economico e ateneo. Un obiettivo che non mette in discussione il ruolo centrale del campus di Bizozzero, anzi, ma che punta a rafforzare il legame tra università e città.
Il campus resta il fulcro, ma il centro diventa simbolico
Bizozzero continuerà a essere il cuore didattico dell’Insubria, anche alla luce dell’espansione in corso con il nuovo padiglione. Tuttavia, la sua collocazione decentrata ha sempre alimentato il desiderio di una presenza universitaria più visibile in centro. In questa direzione vanno già iniziative come lo studentato di Biumo e la gestione del City Hotel come residenza per studenti.
Il passo successivo potrebbe essere il trasferimento di un singolo corso di laurea, con numeri contenuti, nel centro cittadino. L’attenzione si è spostata da tempo dall’ex Caserma Garibaldi – ipotesi già accantonata dall’ateneo – a una sede decisamente più centrale e rappresentativa: il palazzo della Camera di Commercio.
Giurisprudenza verso piazza Monte Grappa
Secondo indiscrezioni, tornate a circolare con forza nelle ultime settimane, il corso individuato sarebbe Giurisprudenza, che potrebbe trovare spazio al primo piano della sede camerale. Un piano oggi inutilizzato, che in passato ha ospitato il quartier generale del film Suspiria di Luca Guadagnino, ma che da allora è rimasto sostanzialmente vuoto.
L’interesse sarebbe reciproco: l’Insubria rafforzerebbe la propria presenza in centro, andando oltre rettorato e aula magna, mentre la Camera di Commercio potrebbe valorizzare e mettere a reddito spazi oggi inutilizzati.
Le questioni ancora aperte
Prima di trasformare l’idea in progetto, restano però diversi nodi da sciogliere. Gli spazi sono già pronti o richiedono interventi di riqualificazione? E, in caso di lavori, chi ne sosterrebbe i costi: l’università o l’ente proprietario?
C’è poi il tema della Sala Campiotti, uno degli ambienti più prestigiosi del palazzo: resterebbe a vocazione congressuale, legata alle Ville Ponti, oppure potrebbe entrare a far parte della futura sede universitaria?
Domande ancora senza risposta, ma una cosa appare chiara: l’idea di portare un pezzo di università nel centro di Varese non è più solo una suggestione. E questa volta potrebbe davvero trovare spazio, e concretezza, in piazza Monte Grappa.













