LUGANO – Due giovani italiani di 20 e 23 anni sono stati arrestati a Lugano con l’accusa di aver tentato una truffa telefonica ai danni di persone anziane. Il sistema messo in atto rientra nelle cosiddette “chiamate shock”, una tecnica diffusa oltre confine. Gli indagati avrebbero contattato le vittime fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine e sostenendo il coinvolgimento di un familiare in una rapina.
Con questo pretesto, avrebbero chiesto con insistenza la consegna di denaro e oggetti di valore. Il meccanismo si inserisce in uno schema già noto, basato sulla pressione psicologica e sull’urgenza della comunicazione.
La segnalazione alla Centrale comune d’allarme ha permesso un intervento rapido delle pattuglie, che hanno intercettato e fermato i due giovani direttamente a Lugano. La vicenda è stata resa nota dalla Polizia cantonale, che ha ricostruito le modalità del tentativo di raggiro e il ruolo attribuito ai due arrestati.













