Malnatese Calcio, l’ultimo applauso: dopo quasi novant’anni si chiude una storia di sport e comunità

Malnatese Calcio, l’ultimo applauso: dopo quasi novant’anni si chiude una storia di sport e comunità
Nessun trofeo da festeggiare, ma tanti ricordi da custodire: il torneo degli Esordienti diventa il saluto finale alla società bianconera. Commozione per Marco Bernasconi e l’appello della Federazione a difendere lo sport di base

MALNATE – Non c’è stato un ultimo gol da festeggiare, nessuna promozione da conquistare e nessuna coppa da sollevare al cielo. Solo bambini che correvano dietro a un pallone, sorrisi, abbracci e una consapevolezza condivisa: quella di essere presenti a un momento che difficilmente verrà dimenticato.

Il centro sportivo di via Gasparotto ha vissuto poche ore fa l’ultimo pomeriggio della Malnatese Calcio, una giornata che avrebbe dovuto essere semplicemente una festa di sport e che invece si è trasformata in un lungo e intenso addio alla storica società bianconera.

A chiudere il percorso è stato il torneo dedicato alla categoria Esordienti 2013, una manifestazione che ha visto protagoniste Caravate, Cantello, Luino, Ardor, Luisago Grandate e la stessa Malnatese. Sul campo il successo è andato al Caravate, davanti a Cantello e Luino, ma il risultato è passato inevitabilmente in secondo piano rispetto al valore simbolico della giornata.

Perché quello andato in scena a Malnate non è stato soltanto il termine di una stagione sportiva. È stata la fine di una storia.

Una storia nata quasi novant’anni fa e che negli ultimi dieci anni aveva trovato nuova energia grazie al progetto guidato da Marco Bernasconi. Una ripartenza costruita con passione, volontariato e sacrificio, iniziata dalla Terza Categoria e capace di riportare entusiasmo attorno ai colori bianconeri.

Un percorso fatto di allenamenti, trasferte, momenti difficili e grandi soddisfazioni, ma soprattutto di persone: ragazzi, famiglie, dirigenti e volontari che hanno trasformato la società in un punto di riferimento per il territorio.

Dal prossimo 1° luglio la Malnatese non esisterà più. Il titolo sportivo di Seconda Categoria potrà eventualmente essere rilevato da altre realtà, mentre il settore giovanile dovrebbe proseguire il proprio cammino all’interno del progetto del Gazzada Schianno.

Ma ciò che viene meno non è soltanto una presenza nei campionati federali. A chiudere è un pezzo di identità cittadina.

A rendere ancora più significativo l’evento è stata la presenza di Sebastiano Platania, Delegato Provinciale di Varese del Comitato Regionale Lombardia, arrivato per testimoniare la vicinanza delle istituzioni calcistiche.

Presenti anche alcuni rappresentanti dell’opposizione comunale, tra cui Sandro Damiani, Mario Barel e Salvatore Pace. Non è invece passata inosservata l’assenza dell’Amministrazione Comunale, proprio in occasione dell’ultimo appuntamento calcistico della storia della Malnatese.

Forti le parole di Platania, che ha definito la giornata un momento di grande amarezza per tutto il movimento dilettantistico:

«Oggi non è una festa, ma una giornata triste. Assistiamo all’addio di una società storica che non si iscriverà più a nessun campionato. Dopo la riforma dello sport e le tante difficoltà vissute, questa è una sconfitta per tutto il calcio dilettantistico. Serve maggiore attenzione da parte delle amministrazioni comunali: le società del territorio hanno bisogno di essere sostenute e tutelate».

L’emozione ha raggiunto il momento più intenso quando Marco Bernasconi ha ricevuto una targa celebrativa per il lavoro svolto nell’ultimo decennio. Un riconoscimento accompagnato dagli applausi e dalla commozione di chi ha condiviso con lui questo lungo viaggio.

«Non mi aspettavo questo riconoscimento – ha raccontato Bernasconi –. Quello che ho fatto in questi anni è il minimo che potessi fare credendo in un progetto del genere. Oggi è un giorno tristissimo: esattamente dieci anni fa inauguravo questa società proprio qui e oggi mi trovo a doverla salutare».

Il presidente ha poi voluto ringraziare tutti coloro che hanno accompagnato il cammino della Malnatese:

«Grazie ai ragazzi, allo staff, ai dirigenti, alla Federazione e soprattutto ai genitori che hanno sempre avuto fiducia in noi. È stato un percorso straordinario».

E alla fine, forse, sono state proprio le lacrime a raccontare meglio di qualsiasi classifica il significato di questa giornata.

Perché quando una società sportiva chiude non scompare soltanto una squadra. Si spegne un luogo di incontro, una tradizione, un pezzo di comunità.

E a Malnate, quel pomeriggio, era impossibile non sentirlo.

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