Dopo mesi di mobilitazione, osservazioni tecniche e pressione dal basso, arriva il passo indietro sul progetto della pista ciclopedonale che prevedeva strutture sopraelevate in acciaio per superare la galleria. A darne notizia è Legambiente Valceresio, che sottolinea come le criticità emerse e le oltre 3.500 firme raccolte abbiano portato all’eliminazione delle parti più invasive, quelle che avrebbero costeggiato le pareti della forra, un’area di straordinario valore naturalistico ma anche estremamente fragile dal punto di vista geologico.
Il parere negativo di AIPO e i dubbi sulla stabilità
La svolta è arrivata durante l’ultima Conferenza dei Servizi, dove sono state messe nero su bianco le osservazioni dell’associazione. Determinante il parere contrario di AIPO, che ha evidenziato come l’opera non possa essere considerata un servizio pubblico essenziale, e resti quindi soggetta a tutti i vincoli normativi che ne impediscono la realizzazione. A ciò si sono aggiunte le preoccupazioni di Anas sulla tenuta dei muri di sostegno della strada statale, già oggetto in passato di cedimenti in contesti simili.
Dalla protesta al confronto sul campo
La mobilitazione non si è limitata alla raccolta firme. Legambiente ha avviato un confronto diretto con tecnici ed enti, coinvolgendo figure istituzionali e professionisti del settore. Dopo la conferenza del luglio 2024, sono seguiti incontri con rappresentanti del Parco del Campo dei Fiori, Italia Nostra, la soprintendenza e un geologo. Fondamentale anche il sopralluogo effettuato dopo l’alluvione del 24 aprile 2025, che ha rafforzato la richiesta di fermare qualsiasi intervento lungo le forre, considerate troppo vulnerabili.
Un progetto rivisto, ma non definitivo
Nel nuovo studio di fattibilità presentato a maggio 2025, la passerella in acciaio è stata sostituita da un sottopasso poco prima della galleria Nord. Una modifica significativa, ma che per Legambiente non basta. L’associazione continua a chiedere lo stop definitivo dell’intervento nella zona delle grotte, proponendo invece di spostare il tracciato sul sentiero del Giubileo, già esistente e utilizzato per le mountain bike. L’obiettivo è chiaro: realizzare il collegamento ciclopedonale tra Valganna e Induno Olona senza compromettere un ambiente di alto pregio, lasciandolo intatto e protetto.













