Crans-Montana, famiglie italiane in ansia: telefoni della Farnesina presi d’assalto – Chi sono gli italiani dispersi e quelli ricoverati

Dispersi, feriti gravi e identificazioni difficili dopo l’incendio nel locale. Attivata un’unità di crisi sul posto per assistere i connazionali.

Dalle prime ore del mattino di Capodanno, il centralino del ministero degli Esteri e i numeri dell’Unità di crisi della Farnesina sono stati sommersi dalle chiamate. Famiglie italiane da tutta la Penisola cercavano disperatamente notizie dei propri figli e parenti, inermi di fronte al silenzio dei telefoni, sapendo che molti di loro si trovavano in vacanza a Crans-Montana, dove poche ore prima un devastante incendio in un locale notturno aveva causato numerose vittime, molte delle quali italiane.

La maggior parte delle persone coinvolte sono giovani, partiti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno nella località sciistica svizzera. Per molti di loro, però, la notte si è trasformata in una tragedia senza precedenti.

I dispersi

Tra le persone di cui non si hanno ancora notizie certe figurano quattro minorenni di 15 anni:
A.O.G.B., R.M., C.C. e G.T.

Tra i maggiorenni risultano dispersi:
Lisa Pieropan, 26 anni; Giovanni Raggini, 27 anni; Juliette Doronzo, 25 anni; Linda Cavallaro, 21 anni; Alessandra Galli Demin, 54 anni; Giuliano Biasini.

L’incertezza sulle loro condizioni alimenta l’angoscia delle famiglie, costrette ad attendere aggiornamenti ufficiali in un contesto reso ancora più complesso dalla gravità delle ustioni riportate da molte vittime.

I ricoverati in Svizzera

Sono sette gli italiani ricoverati con ustioni gravi in diverse strutture sanitarie svizzere.
All’ospedale di Sion sono in cura Leonardo Bove, Eleonora Palmieri e Manfredi Marcucci.
All’ospedale di Losanna sono ricoverati Antonio Lucia e Filippo Leone Grassi.
All’ospedale di Zurigo è stata trasferita Francesca Nota, mentre Talingdan Kian Kaiser è assistito in un’altra struttura ospedaliera.

Le condizioni di alcuni pazienti restano critiche e sottoposte a costante monitoraggio.

I trasferimenti al Niguarda

Tre ragazzi italiani, giovanissimi, sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano. Secondo quanto riferito dall’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, sono intubati e presentano ustioni estese sul 30-40% del corpo.
«Ci sono altri due giovanissimi italiani ricoverati negli ospedali di Zurigo e Berna, ha spiegato, ma al momento non sono trasportabili a causa delle loro gravi condizioni».

Identificazioni lente e unità di crisi

I riconoscimenti delle vittime procedono con estrema difficoltà.
«L’accertamento delle identità richiederà diversi giorni, ha spiegato Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano in Svizzera, giunto a Crans-Montana, a causa delle gravissime ustioni subite dalle persone che si trovavano all’interno del locale».

Cornado ha riferito che in serata sarà disponibile un elenco più completo degli italiani ricoverati nei vari ospedali svizzeri, da Sion a Losanna, Ginevra, Zurigo e Berna. Su disposizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stata inoltre attivata una unità di crisi sul posto, coordinata dal consolato generale d’Italia a Ginevra.

«I connazionali cercano disperatamente notizie, ha concluso il diplomatico ed è comprensibile: molti non sanno nulla dei propri familiari. Il nostro compito è assisterli e fornire risposte nel più breve tempo possibile».

Una tragedia che, oltre al bilancio di morti e feriti, lascia dietro di sé ore interminabili di attesa, paura e speranza sospesa per decine di famiglie italiane.