Casellario giudiziale, a Varese arriva il certificato digitale: dal 29 settembre si fa tutto online

Casellario giudiziale, a Varese arriva il certificato digitale: dal 29 settembre si fa tutto online
Parte la sperimentazione della Procura di Varese: basta lo Spid per richiedere il documento, pagare con PagoPa e riceverlo direttamente via email. Una svolta soprattutto per gli 80mila frontalieri

VARESE – Meno code, meno spostamenti e un servizio che si può gestire direttamente da casa. Da martedì 29 settembre anche i cittadini della provincia di Varese potranno richiedere online il casellario giudiziale, grazie a una nuova sperimentazione che coinvolge quattro Procure italiane: Varese, Pescara, Catanzaro e Cremona.

La novità è stata presentata oggi, mercoledì 23 settembre, e rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione dei servizi della giustizia. La sperimentazione, a differenza di quanto previsto nelle altre tre realtà coinvolte, interesserà a Varese l’intero territorio provinciale. Questo consentirà quindi di accedere al nuovo sistema anche ai cittadini che fanno riferimento al casellario di Busto Arsizio.

Una svolta soprattutto per i frontalieri

Il nuovo servizio potrebbe rivelarsi particolarmente utile per i frontalieri, che in provincia di Varese sono circa 80mila e che, in base alla tipologia di contratto, si trovano a dover presentare il rinnovo del casellario giudiziale ogni sei mesi oppure una volta all’anno.

Per chi deve ripetere periodicamente la procedura, la possibilità di ottenere il certificato direttamente online significa evitare gli spostamenti verso gli uffici giudiziari e ridurre tempi e incombenze burocratiche.

La sperimentazione partirà dunque dal territorio varesino nella sua interezza, ampliando l’accesso alla nuova procedura anche a chi fa riferimento agli uffici di Busto Arsizio.

Come richiedere il certificato

A illustrare il funzionamento del nuovo sistema è stato Lanfranco Pellino, responsabile dell’ufficio del casellario giudiziale.

La procedura è pensata per essere interamente digitale. Il cittadino dovrà accedere al servizio attraverso Spid, selezionare il tipo di certificato di cui ha bisogno e procedere con il pagamento attraverso PagoPa.

Una volta completata la richiesta, il certificato, firmato digitalmente a Roma e dotato di QR code, verrà trasmesso direttamente all’indirizzo email indicato dall’utente.

Non sarà quindi più necessario recarsi fisicamente agli uffici del Tribunale di Varese per completare la procedura.

In questa prima fase sperimentale l’accesso sarà possibile esclusivamente attraverso lo Spid. Con l’estensione del servizio su scala nazionale, prevista a partire dal prossimo anno, sarà invece possibile utilizzare anche la Carta d’identità elettronica e la Cns, la Carta nazionale dei servizi.

Per accompagnare gli utenti nell’utilizzo della piattaforma, sul sito della Procura saranno inoltre disponibili videopillole esplicative, con le indicazioni sui diversi passaggi necessari per effettuare la richiesta.

Sportello aperto più a lungo

La digitalizzazione del servizio non sarà l’unica novità. Alla sperimentazione si affiancherà infatti anche un ampliamento dell’orario di apertura dello sportello del casellario.

Lo sportello continuerà a essere operativo dal martedì al venerdì, ma sarà aperto dalle 8.30 alle 12.30, rispetto al precedente orario, che prevedeva l’accesso dalle 10 alle 12.

Un’estensione che va quindi nella stessa direzione della nuova procedura digitale: rendere il servizio più accessibile e semplice per i cittadini.

Angela Marotta, dirigente amministrativo della Procura della Repubblica di Varese, ha definito l’iniziativa un ulteriore passo avanti nel percorso di semplificazione e digitalizzazione dei servizi della giustizia.

Varese, ha sottolineato, è stata individuata tra le realtà che si sono maggiormente distinte per il lavoro svolto con le pubbliche amministrazioni: «Siamo stati primi in classifica per l’operato fatto con le pubbliche amministrazioni. Questa è una conferma del buon lavoro fatto fino ad oggi».

Dietro la novità tecnologica resta però un problema strutturale che riguarda il personale della Procura di Varese.

L’organico previsto è infatti di 37 dipendenti, ma attualmente sono in servizio soltanto 20 persone.

Un dato che rende ancora più significativo, secondo il procuratore Antonio Gustapane, il lavoro portato avanti dagli uffici per introdurre il nuovo sistema digitale.

«Quest’opera innovativa risulta ancora più significativa – ha osservato – perché è condotta da una Procura in gravissimo sottorganico».

Gustapane ha evidenziato anche l’aumento del carico di lavoro legato all’arrivo di tutti i sostituti, a fronte di un personale amministrativo che non è proporzionato al numero dei magistrati attualmente in servizio.

A sostenere gli uffici c’è anche il contributo di 24 volontari, tra carabinieri e finanzieri in pensione, che collaborano con la Procura.

Dal 29 settembre cambia il modo di ottenere il casellario

La sperimentazione che parte martedì 29 settembre introduce dunque una modalità completamente nuova per richiedere il casellario giudiziale: Spid per accedere, PagoPa per il pagamento e email per ricevere il documento firmato digitalmente.

Per una provincia caratterizzata dalla presenza di un numero particolarmente elevato di lavoratori frontalieri, chiamati frequentemente a presentare questo tipo di documentazione, il cambiamento potrebbe tradursi soprattutto in una riduzione degli spostamenti e degli adempimenti allo sportello.

E mentre Varese entra nella fase sperimentale, l’obiettivo dichiarato è arrivare, dal prossimo anno, a un servizio esteso a livello nazionale, con l’accesso ampliato anche tramite Cie e Cns.

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